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Fumetti e nuvole : Luca Enoch

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Oggi vogliamo farvi un regalo di Natale anticipato.
Perchè parte ufficialmente una nuova rubrica su ZeBuk.
E siamo davvero felici di presentarvela.
A curarla ci sarà  una persona che ne ha di cose da raccontare!
Diamo il benvenuto oggi a Chiara Trabella, blogger, scrittrice e soprattutto amante dei fumetti.

E questo, signori e signore, è l’angolo dove tutto è possibile:

Benvenuti in Fumetti & Nuvole.

Fumetti & Nuvole: Luca Enoch

 

A cura di Chiara Trabella

 

Ammettiamolo: noi donne non siamo grandi frequentatrici di fumetti. Molte di noi erano affezionate a Topolino, altre nell’adolescenza hanno avuto la fase Dylan Dog. Alcune, da grandi, amano Julia.

Ma non si può certo dire che i fumetti siano un tipico argomento “da donne”: i libri in prosa o poesia lo sono molto di più. Tutte noi andiamo sul sicuro regalando un bel romanzo a un’amica. Ma ci permettiamo di regalare fumetti solo quando sappiamo che sono già conosciuti e apprezzati.

Beh, io sono una donna che si è appassionata tardi ai fumetti. Per dire, non ho avuto neanche la fase Dylan Dog. Mi sono accostata in prima battuta ai fumetti da edicola, che comunque in Italia sono di qualità straordinaria, per poi scoprire tutto un fantastico mondo editoriale.

Del resto, la maggior parte degli autori di fumetti si muove tra i due mondi senza alcuna difficoltà. Uno di questi è Luca Enoch, che io considero il più interessante, completo e innovativo tra gli autori italiani.

Per conoscere il suo lavoro, la via più immediata è recarsi in edicola: in novembre è uscito il nono episodio della serie Lilith, interamente scritta e disegnata da lui stesso. Ecco, questa è una sua caratteristica che lo rende unico nel panorama italiano: Luca Enoch lavora in solitaria a serie da due uscite all’anno, a prezzi popolari (3,70 euro a numero) ma di qualità straordinaria.

Il suo capolavoro è Gea, serie di culto uscita tra il 1999 e il 2007. Io ho avuto la fortuna di conoscerla due anni fa: mi sono comprata gli arretrati tutti in un botto e mi sono goduta una storia epica e divertente.

Gea apparentemente è una ragazzina come tante altre: studia, suona il basso, se ne va in giro in motorino. Ma niente è come sembra: Gea non ha più i genitori, vive sola con il gatto Cagliostro e nel suo basso elettrico si nasconde una spada. Gea è un Baluardo, un guardiano della nostra dimensione contro invasioni aliene. E la sua nemica giurata è la Diva, una stilista che sotto le acconciature elaborate nasconde un bel paio di corna.

Nelle mani di un altro, queste sarebbero le premesse per una storia di conflitti e violenza, in cui alla fine i cattivi vengono sconfitti e i buoni trionfano. Ma la magia di Luca Enoch è proprio mostrarci l’assurdità dei conflitti, annullando il confine tra buoni e cattivi e facendoci capire, in modo tutt’altro che buonista, che l’unica vittoria possibile risiede nella convivenza pacifica e nella reciproca comprensione.

Spesso Luca Enoch scherza sul fatto di essere “padre di sole femmine”: infatti, oltre ad avere due bambine, si cimenta quasi esclusivamente in personaggi femminili. Ha esordito con Sprayliz, una specie di romanzo di formazione su un’artista di graffiti urbani, ed è rimasto quasi sempre fedele a questa impostazione fino a Hit Moll, la sua graphic novel uscita l’anno scorso.

Quello che però considero il suo capolavoro non bonelliano, purtroppo incompiuto a causa del fallimento dell’editore, è Morgana.

Morgana è una space opera realizzata in coppia col disegnatore Mario Alberti, e già questo dovrebbe suscitarvi un intenso desiderio di leggerla: i disegni sono da urlo. E raccontano, bene quanto le parole, una storia d’azione, d’amore perduto e ritrovato, d’azione e combattimento.

Anche qui, le premesse ingannano: Morgana è pura e combatte per i buoni, Voort è ossessionato dalla vendetta e combatte per i cattivi. Peccato che non si riconoscano, perché da bambini si amavano e sono stati separati da un terribile incendio. Pian piano, Morgana scoprirà di non essere stata salvata per pura nobiltà d’animo e dovrà riformulare le coordinate del proprio mondo.

Il fatto che la serie sia stata bruscamente interrotta non diminuisce il piacere di leggerla: l’ultimo volume non rimane troncato, lascia un finale aperto che non rovina per nulla la storia.

Così noi possiamo pensare come l’avremmo finita noi, e fantasticare, e sognare. Del resto, secondo Shakespeare siamo fatti della stessa sostanza dei sogni: i fumetti di Luca Enoch non fanno altro che ricordarcelo.

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2 COMMENTS

  1. Confermo, non sono gran che tipa da fumetti, nell’adolescenza ho avuto, invece del periodo Dylan Dog, il periodo manga (giusto un paio, e comunque non sono la stessa cosa dei fumetti).

    Però adesso sono davvero curiosa… qualcosa mi dice che farò un giro in edicola, o in biblioteca… o fra gli scaffali della tua libreria! 😀

  2. E da oggi Luca Enoch ha qualche ammiratore/trice in più! 😉

    Nella mia adolescenza mi ero avvicinata ai fumetti e la mia preferita è sempre stata Silvia Ziche, poi i libri hanno preso il sopravvento, ma quando un’immagine con poche parole sanno raccontarti una storia intera… be’, tanto di cappello!
    Mi piace questo modo di parlare di fumetti, credo che prossimamente farò proprio un bel giro in edicola… 😉
    Grazie Chiara e benvenuta su Zebuk!

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