Fumetti e Nuvole: Alan Moore

A cura di Chiara Trabella

Ed eccoci giunti all’appuntamento mensile con il fumetto.
Non so voi, ma il fatto di avere a disposizione questa “enciclopedia vivente” mi piace tantissimo.
Perchè ogni mese scopro un nuovo autore (oppure, come in questo caso, mi rendo conto che lo conoscevo già….solo che non lo sapevo!).
Bene.
Ed ora lasciamo la parola a lei, Chiara Trabella.
E ai suoi amati fumetti.
Che stavolta escono dalla penna di Alan Moore.

 

 

ALAN MOORE

Se parli di fumetti con un appassionato un po’ snob, è facile che venga fuori il nome di Alan Moore.
Di solito viene pronunciato con un misto di venerazione e superiorità, come per far sentire in colpa chi non lo conosce.
Il fatto è che la maggior parte dei comuni mortali non lo conosce, Alan Moore.
O meglio: non sa di conoscerlo, perché tutti noi avremo almeno sentito parlare di V per Vendetta.

 

Come si può dedurre dalla sua biografia, Alan Moore è un pazzo visionario. Per nostra fortuna.

 

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Ha rivoluzionato il fumetto seriale anglosassone, ha praticamente inventato il concetto di graphic novel e, non contento di ciò, si cimenta in quasi tutte le arti.
Non voglio né posso elencarvi tutte le sue opere: c’è una voce apposta su Wikipedia. Il mio intento è provare a segnalarvi alcune delle sue produzioni più significative, nel bene e nel male.
Per esempio, V for Vendetta.
Qui Moore prende gli esempi di Orwell e Huxley, li mastica ben bene e li risputa in chiave tra il supereroistico e l’epico:

non c’è più solo la denuncia sociale, ma anche l’emergere di personaggi che giganteggiano per statura morale rispetto a chi opprime e accetta di essere oppresso.

È significativo che V for Vendetta sia stato pubblicato a partire dal 1982, in un clima in cui già si potevano immaginare sviluppi simili a quelli del Grande Fratello di Orwell.
E che il soggetto sia tornato buono per il cinema nel 2005, a 33 anni di distanza dalla prima uscita.

watchmen

Da questa partenza col botto, il genio di Alan Moore spazia (e a volte deraglia) in tutti i generi.
Volete vedere come crescono (e invecchiano, e si incattiviscono) i supereroi?
Leggetevi Watchmen.
E scordatevi gli eroi senza macchia e senza paura degli anni d’oro: qui ci sono signori con le rughe e la pancetta, con un sacco di paure e soprattutto un sacco di macchie sulla coscienza.
Vi gusta la ricostruzione complottistica e/o esoterica di eventi del passato?
Ecco servito From Hell, la vera storia di Jack lo Squartatore secondo il Sommo Vate.
Non so che cosa mi aspettassi da un tomo pesante quanto la Bibbia: di certo non una storia agile e ritmata, ma nemmeno un pomposo sfoggio di competenze mistico-massonico-esoteriche atte ad appesantire la vicenda in modo abnorme.
Forse, se avessi letto le opere di Alan Moore nell’ordine cronologico, From Hell sarebbe stata la mia ultima lettura.
E invece nella sua produzione successiva ci sono almeno due opere che meritano:
Promethea e La Lega degli Straordinari Gentlemen.

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La prima è una serie pubblicata tra il 1999 e il 2005, incentrata su una figura che uno scrittore più banale avrebbe trattato semplicemente come una supereroina.
Invece Alan Moore fa di Promethea una creatura unica, una storia vivente che vive nel mondo dell’immateria e che periodicamente si incarna in una persona del nostro mondo.
Ma La Lega degli Straordinari Gentlemen è di gran lunga l’opera più godibile e divertente, nonostante i temi non siano leggeri. L’operazione è delicata e non priva di rischi: Moore non è stato il primo a riprendere personaggi di romanzi famosi e usarli per una storia completamente diversa da quella originariamente intesa.
In questo caso, la lega è composta da personaggi tratti da romanzi vittoriani: è guidata da Mina Murray (Dracula) e composta dal Capitano Nemo (Ventimila Leghe sotto i Mari), Allan Quatermain, Dr. Jekyll (e un mostruoso Mister Hyde), l’Uomo Invisibile e la partecipazione occasionale di personaggi come Auguste Dupin o Mycroft Holmes.
In questa storia l’erudizione si sposa al divertimento.
Riconosciamo l’enorme lavoro di base, ma ci viene fatto passare come facile e naturale.
Dopo un elenco così lungo (e lacunoso), potreste pensare che Alan Moore si sia serenamente rassegnato alla pensione e all’inattività.
E invece no: vive e lotta con noi.
Prova ne è che la mia prossima lettura sarà il Necronomicon, e speriamo che sia godurioso quanto la Lega.

 

1 COMMENT

  1. Oh sì, ora che me lo ricordi “conosco” Alan Moore, mi era stato nominato proprio con quel tono di superiorità intellettuale mista a rispetto/venerazione/timorpanico/fangirlismo… Però siccome mi dimentico cosa ho mangiato a pranzo da un giorno con l’altro, figurati se mi ricordo il nome di un autore!!!
    Aspettiamo il Necronomicon allora 🙂

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