
Quel mattino Pepè si svegliò con una strana sensazione
che sembrava venire da molto lontano. Sconosciuta e misteriosa.
Aprì gli occhi e non riconobbe nulla.
Da dove era arrivato? Non se ne ricordava.
Né ricordava alcunché di tutto ciò che conosceva prima.
La recensione di Il mio amico Pepè di Karine Daisay
Un esserino piccolissimo si sveglia una mattina con una strana sensazione: non ricorda nulla di sé, se non il suo nome. Si chiama Pepè.
Non sa dove si trova né da dove provenga. È spaesato, fragile, completamente solo.

Nel luogo in cui si è risvegliato vive un bambino che, senza esitazioni, decide di aiutarlo. Inizia così una ricerca che li porta sempre più lontano: esplorano la casa, il mare, la montagna e addirittura una caverna… ma nessuno di questi luoghi sembra essere quello giusto. Pepè non appartiene a nessuno di essi.

Quando ogni possibilità sembra esaurita, non resta che tornare indietro. La delusione dell’esserino bianco e nero è palpabile, così come la sua tristezza. Ma il bambino non si arrende: propone a Pepè di restare ancora un po’, di condividere almeno un’altra notte insieme.
Ed è proprio in questo tempo sospeso, fatto di calore, vicinanza e amicizia, che Pepè trova finalmente il suo posto nel mondo: accanto a chi gli vuole bene.
La mia opinione di Il mio amico Pepè di Karine Daisay
Il mio amico Pepè di Karine Daisay è un albo illustrato delicato e profondo, che parla di amicizia, accoglienza e appartenenza con una semplicità disarmante. Pepè non ricorda nulla del suo passato, ma gli basta una sola giornata trascorsa con il bambino e il suo gatto per scoprire qualcosa di fondamentale: stare vicino a chi ci vuole bene può essere sufficiente per sentirsi a casa.
La storia procede con dolcezza, senza forzature, lasciando spazio alle emozioni e ai silenzi. Le illustrazioni accompagnano perfettamente il racconto: essenziali, morbide, capaci di trasmettere la tenerezza di questo piccolo esserino bianco e nero che conquista immediatamente il lettore.
Pur essendo molto diverso dal bambino, Pepè diventa il simbolo di un’amicizia che nasce senza condizioni e senza domande. Un’amicizia che non ha bisogno di somiglianze, ma solo di ascolto e presenza.
È un libro che parla ai bambini, ma che riesce a toccare anche gli adulti, ricordando quanto sia importante sentirsi accolti e quanto, a volte, il “posto giusto” non sia un luogo preciso, ma una persona.

Un albo da leggere insieme, da condividere e da custodire, perché insegna che l’amore e l’amicizia possono dare un senso anche a ciò che sembra smarrito.
Buona lettura.
Il mio amico Pepè
Karine Daisay
Orecchio Acerbo, 2025, 56 pag., € 17.50








