Sholeh Zard, Jasna C. Lemanj

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Se cercate Sholeh Zard su google uno dei link riporterà la ricetta di un dolce orientale, fatto  di riso, zafferano, zucchero, acqua di rose, pistacchi e cannella: a mio parere, è un’ottima presentazione per la protagonista di questo primo romanzo di Jasna C. Lemanj.

Sholez Zard è uno djin, quello che noi comunemente chiamiamo genio (oserei dire erroneamente, l’appendice del libro lo dimostra chiaramente) e che siamo abituati a immaginarci dentro una lampada pronto ad esaudire le volontà del proprio padrone; lei però è stata liberata grazie al gesto altruistico di un vecchio con una lunga barba bianca, che nel giorno della sua morte decise di rompere la lucerna tra le bestemmie dei figli presenti. Per la precisione lei è un ifrit, con il potere di governare il fuoco “in senso fisico e figurato”

Una volta libera ha potuto seguire la sua sorte e fare esperienze tra le più diverse, fino a trovare il compagno della sua vita, che, incidentalmente, risulta essere un umano, perdipiù poliziotto della omicidi. E con frizzante ritmo in questo libro i casi tutti umani di Van si colorano di tinte e creature magiche, cercando spiegazioni e colpevoli tra personaggi e situazioni che i metodi tradizionali non possono di certo risolvere.

Draghi, bahamut, folletti ci accompagnano nella lettura, ci ritroviamo ad essere affascinati da vampiri moderni che aspirano ad avere dei discendenti (credete sia facile per un vampiro avere dei figli? non sono mica come quelli di Twilight i vampiri veri), conosciamo meravigliose Marid figlie dell’acqua. Ma soprattuto diventiamo amiche di questa bellissima figura femminile, che è tanto umana nelle sue esplosioni di nervi, intelligente e brillante nel trovare le alternative più impensate: per questo dicevo che la somiglianza con il dolce persiano è azzeccata: zafferano e cannella rappresentano il carattere piccante e un complesso senso di indipendenza, insieme allo zucchero e all’acqua di rose che riescono a riappacificare i sensi e addolcire anche le giornate più buie.

Complicato catalogare questo libro: un pò giallo, un po’ fantasy, un pò romanzo di formazione, di certo molto leggero e divertente. Si ritrovano tante contaminazioni, come indicato dalla stessa autrice: Harry Potter, la trilogia di Bartimeus, Gea e anche True Blood. E ci si appassiona alla danza, di cui Sholeh è una grande interprete.

E se i geni nella nostra (limitata) cultura vivono nella lampada, per associazioni abbastanza banali arrivo anche all’autrice, che ha scelto un alter ego ma che noi conosciamo per il suo blog e quindi per il suo modo di scrivere (qui Silvia ci ha fatto due chiacchiere). Chiara Trabella è scrittrice da tempo, la pubblicazione è semplicemente una conferma (non necessaria) delle sue doti ed è solo un caso che Sholeh Zard abbia visto la luce (ancora) solo da poco, credo che lei fosse sempre stata lì, piccante e pirotecnica, a fare compagnia alla sua madrina. In fondo i personaggi sono solo dei mezzi che gli autori uitilizzano per dar voce a se stessi.

Grazie Jasna, noi restiamo in attesa delle prossime avventure: siamo certe che Sholeh ci riserverà delle sorprese di fuoco.

 

Sholeh Zard
Jasna C. Lemanj
Ebook, formato kindle, p. 127, €. 3,16

 

*Se la recensione vi ha incuriosito e voleste saperene di più, utilizzate il link sotto: ne saremo felici anche noi

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Sono quella che legge due libri contemporaneamente, quella che ha l’e-reader, io piango quando la scrittura è bella, divento il protagonista del libro. Curiosa, tento di infilarmi in tutti i generi, scegliendo tra i grandi classici e osando nuovi autori.
L’unica certezza che ho: non mi basterà questa vita per finire la mia lista dei desideri.
“Io penso, disse Anna sfilandosi un guanto, che se ci sono tanti ingegni quante teste, ci sono tanti generi d’amore quanti cuori” (Anna Karenina)