Cenere, Grazia Deledda

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Oppressa dalla solitudine e dalla miseria, Olì amava il giovane per ciò che egli rappresentava, per le cose e le terre meravigliose che egli aveva vedute… ed egli amava Olì perché era bella e ardente: entrambi incoscienti, primitivi, impulsivi ed egoisti si amavano per esuberanza di vita e per bisogno di godimento

Quanti sono i modi dell’amore?

C’è l’amore giovane, quello materno, quello per i fratelli e le sorelle, quello per un padre che non c’è, quello per una donna che incarna tutto quello che immaginiamo sia la felicità. C’è l’amore fugace, quello idealizzato; c’è l’amore per chi non è tuo figlio ma è come se lo fosse, c’è l’amore per una madre che non è tua madre ma è lei che sa tutte le tue paure e tutti i tuoi timori, e che sa come consolarti quando sei triste. E c’è anche l’amore sbagliato.

Anania (figlio) è nato proprio da un amore sbagliato: Olì è stata tradita da chi credeva essere l’amore della sua vita, da chi l’ha circuita e illusa solo per ottenere quello che davvero desiderava da lei. Ma anche quest’uomo, Anania (padre), mugnaio e contadino di fiducia del padrone, con tutti i suoi difetti, ha avuto i suoi problemi con l’amore e ha reagito nell’unico modo che conosceva. Salvo poi accogliere quel figlio che non sapeva di avere e dargli quel poco che sapeva dargli, grazie soprattutto all’insistenza di una moglie che ha accolto per prima quel figlio adottivo con tutto l’amore possibile.

La storia triste del piccolo Anania si svolge nella Sardegna montuosa del Gennargentu. Siamo ai primi del Novecento, tra pastori e contadini, in paesi che hanno ben poco di moderno ma che offrono montagne d’argento e tramonti infiammati a chi si avventura tra le pagine. La maggior parte delle pagine raccontano la vita del piccolo Anania, abbandonato a sette anni dalla davanti alla casa del padre; raccontano la sua ricerca ossessiva della madre, le mille domande che vorrebbe farle, i mille perché senza risposta: Cagliari, la città grande, e poi Roma, sempre sulle tracce della donna che – nonostante l’abbandono – lui ama con tutto se stesso.

Ma non sono così sicura che il vero protagonista della storia sia il piccolo Anania. O meglio, che sia solo lui.
Cenere è una storia sull’amore e su tutto ciò che si è disposti a fare quando si ama. Nel bene e nel male.
Cenere è la storia della cosa fondamentale su cui si basa la vita di tutti noi: l’amore. Per se stessi e per la Vita.

Sì, tutto era cenere: la vita, la morte, l’uomo; il destino stesso che la produceva. Eppure, in quell’ora suprema, davanti alla spoglia della più misera delle creature umane, che dopo aver fatto e sofferto il male in tutte le sue manifestazioni, era morta per il bene altrui, egli ricordò che fra la cenere cova spesso una scintilla, seme della fiamma luminosa e purificatrice, e sperò, e amò ancora la vita.

Amare la Vita. Sempre e comunque.

Cenere
Grazia Deledda
Il Maestrale, 2007, p. 368, €. 6,80

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Photo : it.wikipedia.org

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Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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