Come Dio comanda, Niccolò Ammaniti

    «Svegliati! Svegliati, cazzo!» Cristiano Zena aprì la bocca e si aggrappò al materasso come se sotto ai piedi gli si fosse spalancata una voragine.
    Una mano gli strinse la gola. «Svegliati! Lo sai che devi dormire con un occhio solo. È nel sonno che t’inculano.»

    Un paese del Nord-Est, Varrano, situato in una pianura fangosa, solcata da fiumi e circondata da boschi, fa da sfondo a questa storia. In una casa malandata, sporca, priva di ogni comfort, tra i campi e i capannoni industriali, vivono Rino Zeno e suo figlio Cristiano. Rino è un uomo violento, un ubriacone con idee di stampo neonazista.  Cristiano, tredicenne, frequenta la terza media, ma sogna di poter lavorare per acquistare quei beni a lui  inaccessibili,  ma che tutti i suoi coetanei possiedono, come il cellulare e la playstation. Fra padre e figlio,  nostante la condizione di degrado, esiste un legame affettivo strettissimo, simbiotico, basato sulla consapevolezza che ciascuno dei due non ha che l’altro al mondo. Un rapporto forte che li aiuta a tirare avanti un’esistenza misera, piena di difficoltà. Compagni d’avventura e di lavoro di Rino, nonchè presenza costante nella vita di Cristiano, sono Quattro Formaggi e Danilo Aprea. Il primo, così soprannominato per la sua passione per l’omonima pizza, è un povero sbandato, cresciuto in istituto e  affetto da probemi fisici e mentali. Il secondo, Danilo, è un alcolizzato, segnato da una tragedia familiare. I tre amici progettano di scassinare un bancomat, nella speranza di migliorare le loro vite. La notte in cui si dovrebbe effettuare il colpo però, una serie di sfortunate circostanze e assurde coincidenze, travolge quelle stesse vite, sconvolgendole per sempre.

    L’intera storia è raccontata con durezza, a tratti con brutalità… Le vicende dei personaggi a volte scorrono parallele, in altri momenti si intrecciano, creando una trama sempre più fitta e indistricabile.  I loro punti di vista, le loro riflessioni, i loro tormenti interiori, rendono il racconto corale  e fortemente coinvolgente. Le sequenze descrittive e riflessive si inseriscono perfettamente nel ritmo narrativo, senza mai ostacolarlo o rallentarlo. Protagonisti, personaggi secondari, comparse… sembrano tutti caratterizzati da una forte negatività. Non mancano situazioni estremamente comiche, come quelle vissute dall’assistente sociale Beppe Trecca, combattuto tra gli scrupoli religiosi e l’amore per una donna sposata, conosciuta proprio alle riunioni della parrocchia. Prendono il sopravvento, tuttavia,  le situazioni drammatiche, angoscianti, che mettono in evidenza la parte oscura degli esseri umani, sia nella dimensione individuale che collettiva. Molte le scene inquietanti, che rimandano a recenti fatti di cronaca: la curiosità morbosa della gente che si accalca per  assistere al ritrovamento di un cadavere, persone che riprendono con i cellulari i parenti della vittima, durante il funerale…  E’ una storia, quindi, che fotografa con crudezza le diverse realtà dei nostri tempi, ma con un finale a sorpresa che riaccende la speranza…  Una storia che ho letto tutta d’un fiato, nonostante la lunghezza, alternando sentimenti contrastanti: tristezza, ilarità, sgomento…  Una storia che mi ha scosso nel profondo e che non dimenticherò facilmente.

    COME DIO COMANDA
    Niccolò Ammaniti
    Mondadori, 2006, 495 pag., € 19.00

    6 COMMENTS

    1. Adoro questo libro. L’ho divorato, riletto e ridivorato.
      Mi piace proprio come scrive Ammaniti, non c’è nulla da fare. E i personaggi, hai ragione, impossibile dimenticarli…anche quelli che ti stanno più sulle scatole.
      Ho anche visto il film, che mi è piaciuto tanto….anche se nel film uno dei personaggi non era nemmeno accennato (ma Quattro Formaggi….ah che genialità!)

    2. Quanta angoscia mi lasciò questo romanzo… sgomento che non riesco a superare quando scene di violenza gratuita vengono descritte così come le azioni di quattro formaggi. Un romanzo profondo ma che non rileggerei perchè sentivo un fastidio enorme crescermi dentro.

      • Sono d’accordo con te in parte, nel senso che anch’io ho provato angoscia nel leggerlo e una sorta di stupore di fronte a quel crescendo di violenza… Ciò nonostante sono rimasta colpita dal modo di raccontare e di entrare nella mente dei personaggi.

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