La biblioteca dei morti, Glenn Cooper

    David Swisher ruotò la trackball del BlackBerry finché non evidenziò l’e-mail del direttore finanziario di un suo cliente. Il tizio voleva discutere di un prestito e, siccome veniva da Hartford, gli chiedeva quando sarebbe stato disponibile. Ordinaria amministrazione. Digitò col pollice una risposta, mentre la berlina procedeva a singhiozzo nel traffico di Park Avenue.
    Un trillo annunciò un’e-mail. Era di sua moglie: Ho una sorpresa per te.

    La biblioteca dei morti è un romanzo d’esordio, ma molto godibile.
    Glenn Cooper è laureato in architettura con dottorato in medicina ad Harvard e si occupa di biotecnologie (tutto questo per dirvi che quando uno è infiammato dal sacro fuoco dell’arte non c’è n’è per nessuno…).

    Ho acquistato questo libro perchè attratta dall’idea della biblioteca, dai romanzi che parlano di libri e sono stata fortunata anche perchè non avevo letto nessuna recensione, anche se poi mi sono accorta che ha avuto un gran successo grazie soprattutto al passaparola dei lettori.

    Questo romanzo sembra svolgersi in parallelo in epoche diverse, come se avesse molti incipit.

    All’inizio ci troviamo in un’abbazia inglese, alla fine del ‘700, che richiama un po’ il buon Eco in cui il piccolo Octavus, bimbo un po’ strano dai capelli rossi (mia figlia ha i capelli rossi..dovrei preoccuparmi?!?) viene accolto dai monaci e inizia a scrivere un’interminabile serie di nomi affiancati da numeri.
    Però potremmo trovarci anche a Londra, nel secondo Dopoguerra, quando Winston Churchill prende un’importante ma necessaria decisione. O ancora ai giorni nostri, quando un uomo muore ricevendo una cartolina con su disegnata una bara e la data del giorno stesso.
    Iniziano così una serie di morti misteriose e sospette e l’ipotetico assassino viene soprannominato Doomsday perchè il caso fa chiaro riferimento al giorno del giudizio.
    La Biblioteca dei morti parla anche di FBI, di ufo, di casi misteriosi e della mitica Area 51, dove sembra siano conservati i resti di un’astronave caduta nel 1947.

    Spero di aver solleticato la vostra curiosità…a me é piaciuto molto proprio per questo mix di storia e finzione, questo correre avanti e indietro nel tempo, per la suspence di scoprire qualcosa nella pagina successiva (se non è un bel metro di paragone il fatto che mi svegliassi la mattina alle 6 per leggere qualche pagina in più)… Leggendo questo libro mi sono tornati alla mente i miei studi universitari di Letteratura Inglese, in particolare S.T Coleridge e il suo “suspension of disbelief” (sospensione dell’incredulità o sospensione del dubbio), che consiste nel sospendere i giudizi e le proprie facoltà critiche allo scopo di godere di un’opera di pura fantasia… ma chissà che poi alla fine i sospetti non nascondano una verità con cui sarebbe difficilissimo convivere…

    Buona lettura…

    LA BIBLIOTECA DEI MORTI
    Cooper Glenn
    Nord, 2009, 439 p., € 18,60

    4 COMMENTS

      • Pensa che qualche minuto prima che venisse pubblicato avevo letto la recensione su Il libraio e ho pensato “questo me lo compro!” 🙂 Un tempismo perfetto!! 😉

    1. Anche a me è piaciuto, soprattutto per il ritrmo. Ho sempre amato i film complicati, quelli con i flashback che ci vuole il pallottoliere per seguirli e questo libro mi ha dato la stessa sensazione. In qualche caso le forzature erano un pò eccessive, ma la licenza artistica tutto può. Certo che se fosse vero, mhhh…mi vengono i brividi a pensare che potere esplosivo potrebbe avere quella biblioteca..ma non posso dirvi tutto, sennò che gusto c’è a leggere il libro!

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