Il paradiso degli orchi, Daniel Pennac

    “Lei ha un vizio raro, Malaussène: compatisce”

    Questa è la prima puntata della ormai famosissima saga della famiglia Malaussène ambientata nel quartiere parigino di Belleville che reso Daniel Pennac celebre e amatissimo in tutto il mondo.

    La famiglia in questione è parecchio sgangherata. Una mamma eterea e trasparente come un angelo, perennemente innamorata e perennemente in fuga con l’amore di turno, fughe dalle quali torna regolarmente incinta (“Era graziosa … ancora giovane come una mamma…. era incinta fino ai capelli, come una giovane e graziosa mamma”) e una tribù di figli – sei nel primo libro, ma il numero è destinato ad aumentare – ovviamente tutti di padri diversi e uno più strano dell’altro: Louna, incinta e disperata, Clara che guarda il mondo attraverso una macchina fotografica, Therèse,  strana ragazza con doti da veggente sensitiva, il terribile Jérémy che arriva perfino a incendiare la scuola, Il Piccolo con i suoi incubi e gli occhiali rosa e perfino un cane epilettico.

    Benjamin è il più grande, quello che “manda avanti la baracca”, e lo fa svolgendo un lavoro surreale: il “capro espiatorio” ai grandi magazzini. In pratica, quello che si becca i cazziatoni, più o meno giustificati e più o meno violenti, di clienti, fornitori e di chiunque abbia qualcosa di cui lamentarsi.
    Benjamin sembra fatto apposta per questo strano mestiere, perché ha il raro dono della compassione, dell’umiltà e dell’empatia.

    Il libro inizia con l’esplosione di una bomba proprio ai grandi magazzini dove Benjamin lavora e da quel momento il protagonista si trova coinvolto in una vicenda surreale, in cui tutti i sospetti della polizia convergono su di lui (e o non è un capro espiatorio?), i delitti si moltiplicano, le storie dei vari personaggi si intrecciano in modo inestricabile, fino alla allucinante conclusione.

    Se amate Stefano Benni, adorerete Pennac, che ha in comune con lui l’amore per le storie paradossali e surreali , con tanti risvolti “noir” e inquietanti, la prosa  leggibilissima e ironica, il talento per la costruzione di personaggi estremi e indimenticabili.

    IL PARADISO DEGLI ORCHI
    Daniel Pennac
    Feltrinelli, 2002, 206 pag., € 7,50

    9 COMMENTS

    1. Si si credo anch’io che dovrei leggerlo , tanto più che nella vita il capro espiatorio l’ho fatto pure io 😉

    2. Ecco il mio amore Malaussen! E lo visto anche a teatro con Bisio!
      Spettacolo!
      Forse lo amo particolarmente perchè mi piaciono i tipi strani..
      Ma questa famiglia sgangherata mi ha fatto un sacco di compagnia!

        • ahahahahhhhhh!!!!
          Marò, avrei tanto voluto vederlo a teatro ma non sono riuscita…in compenso ho visto “la lunga notte del dottor Galvan” con Marcorè, sempre tratto da un librino di Pennac

    3. io li ho letto tutta la saga. Pennac è unico e i suoi personaggi, nonchè il modo che ha di dipingerli, sono perle uscite da una fantasia straordinaria.

    4. ho letto la saga una decina di anni fa e l’ho adorata, soprattutto per tutto il simbolismo che sta dietro al mestiere del “capro”.
      e, per suscitare tutta la vostra invidia, vi dico anche che sono stata a un bellissmo incontro all’università di Bologna che si chiamava tipo : “Benni incontra Pennac”…
      però se devo essere sincera Benni non mi esalta.

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