Per tutti
* A Dio spiacendo * di Shalom Auslander (Ed. Guanda, trad. di Elettra Caporello, pp. 182, euro 15,00). E se, una volta abbandonato il mondo dei vivi, scoprissimo che Dio è un gran pallone gonfiato, insoddisfatto cronico, che si diverte a scorrazzare per le vie della Grande Mela, freddando poveri malcapitati che avrebbero dovuto tirare le cuoia tempo addietro e che invece si divertono a gabbare il destino ostinandosi a sopravvivere alla volontà celeste? E se fosse semplicemente un impiegato demiurgo, esilarante nei suoi difetti e nel suo tedio cosmico? Auslander, cresciuto in una famiglia di ebrei ortodossi e impegnato da sempre in una sua personalissima guerra logica ai fondamenti della tradizione religiosa, tratteggia in modo dissacratorio e cinico il rapporto tra essere umano e Dio, invitando i suoi lettori a prendere meno seriamente quell’appuntamento infausto a cui tutti prima o poi saremo invitati.
Per gli appassionati dei generi “Cultura” e “Thriller, Horror, Noir”
* L’incidente * di Ismail Kadaré (Ed. Longanesi, trad. di Maria Laura Vanorio, euro 17,60). I numeri spesso rappresentano coincidenze curiose e cabalistiche nella vita delle persone. Un taxi procede a velocità moderata sulla via di un aeroporto austriaco. È il 17 ottobre e la strada scorre fino al chilometro 17, poi il taxi bruscamente sterza e precipita in un burrone. I due passeggeri, un uomo e una donna, entrambi di nazionalità albanese, muoiono sul colpo. Il tassista invece sopravvive, ma non è in grado di spiegare la dinamica dell’incidente. Qualcosa era comparso sul suo specchietto retrovisore, un lampo improvviso forse, ma l’uomo, preso dalla sua routine, non vi aveva prestato troppa attenzione. Dalle indagini emerge un particolare importante, i due deceduti erano una coppia. Kadaré, in un intrico elegante di storie di spionaggio e segreti inconfessabili traccia la geografia di un amore particolare, un amore che può uccidere.
Per gli appassionati del genere “Thriller, Horror, Noir”
* La lettera perduta * di Scott Mariani (Ed. Nord, trad. di Velia Februari, pp. 361, euro 18,60). Austria. Sulle sponde di un lago ghiacciato viene ritrovato il cadavere di un uomo. È Oliver Llewellyn, celebre pianista. Secondo gli inquirenti la caduta nel lago, che è stata causa dell’ipotermia e quindi della morte dell’uomo, è stata accidentale, forse conseguenza di una serata di stravizi e alcool dopo un concerto. Ma Leigh, sorella di Oliver e soprano di fama mondiale, è convinta che la morte del fratello sia stata in realtà una crudele esecuzione. Per risolvere l’enigma, Leigh si rivolge a Ben, sua antica fiamma nonché vecchio compagno d’armi del fratello. Insieme a lui la donna scoprirà che Oliver era sulle tracce di un’importante verità storica, occultata da secoli di omertà: Wolfang Amadeus Mozart era un massone ed era stato ucciso da una potente pozione. Mozart aveva scoperto l’esistenza di un ordine occulto all’interno della Massoneria stessa, ancora attivo ai giorni nostri. Leigh e Ben tenteranno di fermare questo manipolo di criminali, il cui passatempo preferito è quello di compiere orrendi omicidi rituali. In un inseguimento mozzafiato, da Oxford a Milano, da Vienna alle montagne slovene, ritroveranno un antico documento perduto: la lettera in cui Mozart annuncia la sua morte.
* Jane e lo spirito del male * di Stephanie Barron (Ed. Tea, trad. di Alessandro Zabini, pp. 326, euro 12,00). Quando a Canterbury si celebra l’annuale corsa dei cavalli l’atmosfera cittadina si fa più incline al pettegolezzo. È il 1805 e l’aristocrazia risplende della più lucente e imbellettata ipocrisia. Ma neanche Jane, abituata a frequentare certi ambienti è preparata a ciò che sta per succedere. Una nobildonna francese di straordinaria bellezza viene trovata orrendamente strangolata. La buona società trova il suo capro espiatorio in un giovane baldanzoso che non aveva mai fatto mistero della sua attrazione verso l’avvenente signora, ma Jane vuole vederci chiaro e con la sua solita ostinazione inizia un’indagine solitaria in cui accumulerà indizi che porteranno verso una sola, inquietante direzione.
Per gli appassionati dei generi “Thriller, Horror, Noir” e “Ragazzi”
* Maximum Ride. Max * di James Patterson (Ed. Nord, trad. di Alessandro Zabini, pp. 283, euro 16,60). Max ha un gruppo di amici molto particolare. Condivide con loro più di semplici interessi comuni. Max, Fang, Iggy, Nudge, Gasman e Angel sono cavie da laboratorio, frutto di un esperimento genetico che ha mutato per sempre il loro DNA. Ma gli scienziati che li hanno cresciuti non hanno più nessun controllo sulla loro volontà. I ragazzi vogliono una vita normale, vogliono essere liberi. Ma un nuovo oscuro destino incombe sulle loro esistenza. La madre biologica di Max è stata rapita da un crudele assassino con manie di controllo, intenzionato a scatenare una catastrofe ecologica che potrebbe avere conseguenze infauste per tutta la popolazione terrestre. Max e i suoi amici decidono di collaborare con la Marina degli Stati Uniti per sventare il pericolo, ma dovranno avventurarsi nelle profondità degli abissi, l’incubo peggiore per mutanti al novantotto per cento umani e al due per cento uccelli.
Per gli appassionati del genere “Sentimenti”
* Donna Nicanora e il negozio di cappelli * di Kristan Hawkins (Ed. Corbaccio, trad. di Elisabetta De Medio, pp. 270, euro 16,60). Valle de la Virgen è il tipico villaggio composto da pochi – e molto sospettosi – individui che gradirebbero vivere in un tempo sospeso, un tempo in cui nulla possa cambiare, né arrivino persone nuove a sconvolgere il già precario equilibrio di rapporti usurati dall’abitudine al pettegolezzo. Ma un giorno giunge in paese uno straniero, misterioso e poco loquace che, con il suo atteggiamento da gringo per nulla incline a lasciarsi coinvolgere in beghe inutili e noiose, siede sotto un eucalipto e guarda la vita degli abitanti della Valle de la Virgen trasformarsi a tal punto da diventare irriconoscibile. Donna Nicanora tenterà di trasformare la bottega del timido barbiere Cosbo in un negozio di cappelli. Il barbiere diventerà un viveur sciupafemmine e il sindaco tenterà di convertire l’economia cittadina al turismo. In un vortice di bizzarrie e comicità, un libro divertente e dal ritmo incalzante.
Per gli appassionati del genere “Ragazzi”
* Una macchina da guerra * di Robert Westall (Ed. Salani, trad. di Lucio Angelini, pp. 194, euro 13,00). Uno dei più bei romanzi per ragazzi sulla guerra riproposto a vent’anni dalla prima pubblicazione. Una piccola città sulle coste dell’Inghilterra viene bombardata ogni notte dagli aerei tedeschi. Il gioco preferito dai ragazzi è cercare tra le macerie “ricordi bellici”. Un giorno Chas trova i resti di un aereo tedesco precipitato e si impadronisce di una mitragliera che sistema insieme ai suoi amici in un rifugio segreto chiamato “la Fortezza”. I ragazzi iniziano così a combattere una guerra personale, all’insaputa degli adulti, spesso ostili e meno organizzati e coraggiosi di loro.
Per gli amanti dei piaceri della vita
* I Magnifici 20 * di Marco Bianchi (Ed. Ponte alle Grazie, pp. 240, euro 14,00). Che una buona alimentazione sia fondamentale per la salute lo si sa da sempre; in che misura lo sia, e perché, è oggetto e patrimonio della ricerca scientifica, i cui risultati trovano oggi sempre maggiore risonanza nei media e rispondenza nella sensibilità delle persone. Con gli alimenti si può non soltanto fare prevenzione ma persino curare, nel senso etimologico del “prendersi cura”; è questo il campo di una nuova disciplina, la “nutraceutica”, in cui s’incontrano “nutrizione” e “farmaceutica”. Scritto da un ricercatore che da anni studia l’impatto delle diverse sostanze sulle nostre cellule, questo libro risponde alla domanda fondamentale di chiunque si avvicini al tema “alimentazione e salute”. Quali sono gli alimenti che curano di più e meglio? Ecco allora i Magnifici 20, famiglie tanto assortite quanto ricche di virtù, che si tratti di vitamine, minerali, acidi grassi, ma generose anche di colori, sapori, profumi e consistenze. E siccome, oltre a essere uno scienziato, il nostro autore è appassionato di cucina e instancabile sperimentatore tra i fornelli, scopriremo che i Magnifici 20 non sono “buoni” solamente perché fanno bene: diventano cibi, e si trasformano in bontà.
* Giardino&Orto Terapia * di Pia Pera (Ed. Salani, pp. 128, euro 11,00). Due passi in giardino, cesoie alla cintola. Qui un rametto da potare, là una zucca da legare. Sugo di more mature, velluto di pesche e albicocche. Uno spazio di verde si apre nell’anima, un bisogno prepotente che ci spinge a cercare altri spazi, luoghi fisici in cui ripetere quei gesti così efficaci: dissodare, piantare, annaffiare, potare. Un mondo intero di cui prendersi gioiosamente cura: che sia un incolto in cui lanciare manciate di semi o un giardino anche di soli vasi, un terreno abbandonato cui permettere di diventare bosco o una siepe dove ospitare uccelli, un orto fiorito da cui farsi nutrire. Filosofi e pensatori contemporanei hanno concepito e promosso la cura del giardino per restituire al mondo la sua anima vegetale, senza cui nessun animale potrebbe sopravvivere. Pia Pera, scrittrice e giardiniera appassionata, racconta come riconnettersi alla rete della vita, ristabilire il corpo a corpo con la natura, attraverso semplici gesti d’affetto verso la terra e le sue creature.
Fonte : Infinitestorie








