Per tutti
* Gli scrittori inutili * di Ermanno Cavazzoni (Ed. Guanda, pp. 204, euro 15,00). Diventare scrittori non è per niente facile. Ma chi voglia diventare uno scrittore “inutile” deve esercitarsi ancor più duramente. E andare a scuola. Non una scuola normale, ma un’istituzione speciale che dovrà introdurre l’allievo all’esercizio dei sette vizi capitali, per l’insegnamento dei quali esistono sette maestri. D’altra parte il campionario dei docenti è variegato e molto interessante. Alcuni vivono con bambole gonfiabili per evitare relazioni che potrebbero distrarli dalla loro inutile occupazione e hanno allievi gonfiabili. Altri sono scrittori schiavi di altri scrittori. Gli allievi scopriranno che l’apprendimento dell’inutilità può non essere semplice. Un esercizio di ironia notevole dalla penna tagliente e dissacratoria di Ermanno Cavazzoni.
* Ritorno a Memphis * di Peter Taylor (Ed. Corbaccio, trad. di Elena Dal Pra, pp. 210, euro 16,60). Nuova edizione del romanzo che valse a Peter Taylor il premio Pulitzer nel 1987. L’antiquario Philip Carter, newyorkese naturalizzato e fiero, riceve due telefonate nel giro di pochi minuti. Provengono da Memphis, Tennessee. Sono le due sorelle che lo pregano di tornare nella sua casa natale, per impedire al vecchio padre, George Carter, ottantenne impenitente, di sposare in seconde nozze una donna molto più giovane di lui. Il viaggio nel passato di Phillip si rivelerà più arduo del solito, costringendolo a riconsiderare il proprio doloroso passato e il suo rapporto con il vecchio padre.
* La madre che vorrei * di Olivia Lichtenstein (Ed. Garzanti, trad. di Laura Prandino, pp. 350, euro 18,60). Seduta al capezzale della madre, Ros osserva il suo viso addormentato. A settant’anni, Lillian è ancora stupenda, i riccioli rossi appena offuscati dal grigio dell’età. Svegliata dalla carezza della figlia, cerca a fatica di parlare. C’è una cosa importante che le vuole dire, qualcosa che non può aspettare. Ma Ros non l’ascolta, presa dai suoi mille impegni. Le condizioni di sua madre non sono critiche, in fondo potranno sempre parlare domani. C’è tutto il tempo del mondo. Ma nella notte Lillian si è aggravata e le sue ultime parole nessuno le ha sentite. Oggi, un anno dopo, quel ricordo ritorna spesso nella mente di Ros, come uno schiaffo. A quarantacinque anni è sola e il suo matrimonio è finito. Il vuoto e il senso di colpa le attanagliano lo stomaco finché, all’improvviso, il discorso prematuramente interrotto con la madre si riapre: rovistando in soffitto, Ros s’imbatte nel diario di Lillian, testimonianza preziosa della personalità affascinante e misteriosa della madre.
* Una vacanza da cane * di J.F. Englert (Ed. Garzanti, trad. di Sara Caraffini, pp. 240 euro 16,90). Per Harry, giovane artista newyorkese, e Randolph, il suo inseparabile labrador nero, è tempo di mare. A bordo della crociera diretta ai Caraibi c’è un’atmosfera paradisiaca e i cani sono più che benvenuti. Ma i due amici non sono saliti a bordo per fare una vacanza. Il vero motivo del viaggio è la ricerca di Imogen, fidanzata di Harry, sparita nel nulla un anno e mezzo fa. Le speranze di trovarla sono pochissime ormai, eppure Randolph sa di essere sulla strada giusta. A dirglielo sono il suo olfatto, centomila volte più potente di quello umano, e il suo sesto senso. Harry non lo sa, ma Randolph è un cane diverso da tutti gli altri: sa leggere – Dante e Proust sono i suoi autori preferiti – e capisce il linguaggio di uomini e animali. La sua unica mancanza: non sa parlare. Quando il clima idilliaco della nave viene spezzato dalla notizia del terribile suicidio di Kitty Tabasco, moglie di un conduttore televisivo, Randolph capisce subito che qualcosa non torna. In realtà la donna non soltanto è ancora viva, ma sta cercando di nascondere un assassinio atroce. Un delitto che pare legato a doppio filo alla sparizione di Imogen.
Per gli appassionati del genere “Cultura”
* Privato * di Edith Bruck (Ed. Garzanti, pp. 188, euro 15,60). “Privato” è una resa dei conti in forma di romanzo: tenera e spietata, fatta di verità e di sentimenti, di personaggi ed emozioni. È un dialogo violento e amoroso della protagonista-narratrice con la propria madre, che l’ha fatta nascere in un mondo dove è stato possibile l’orrore di Auschwitz. È un confronto con la fede degli avi, quella che la madre incarnava con forza, quella che è assurdamente, orribilmente diventata una colpa. È la partita sempre aperta tra la Storia e la vicenda di una sopravvissuta al cospetto della Storia. È la conversazione impossibile con il fratello Ödön, che non ha mai voluto parlare del proprio passato e della morte del padre, nei campi. È una resa dei conti che attraversa l’Europa: dall’Italia, dove vive la narratrice di “Privato”, alla Germania, ovvero il passato che non riesce a passare. Si spinge verso Israele, con il sogno di una nuova patria e un futuro che non può mantenere le promesse. E giunge fino in Brasile, rifugio per un lontano esilio.
* La purga * di Sofi Oksanen (Ed. Guanda, trad. di Nicola Rainò, pp. 394, euro 17,50). Aliide è estone. Nel suo villaggio non è rimasto nessuno, a parte qualche vecchio ubriacone e un manipolo di teppisti nullafacenti, che con le loro scorribande terrorizzano i pochi superstiti. Forse è una di loro la ragazza che un giorno compare nel suo cortile, vestita di stracci, buttata a terra come un sacco. Aliide la accoglie, ma la diffidenza è tanta. Eppure le due donne hanno molto in comune, un passato di sofferenze e soprusi all’epoca dell’occupazione russa e delle purghe staliniane. In questo libro c’è tutta l’urgenza di raccontare una pagina fra le più buie della storia europea.
Per gli appassionati dei generi “Sentimenti” e “Biografico”
* Istantanea di un amore * di Susanna Fortes (Ed. Nord, trad. di Patrizia Spinato, pp. 240, euro 16,60). In forma romanzata Susanna Fortes racconta la vita di due persone straordinarie, testimoni del secolo trascorso. Lui è André, ebreo e profugo. È un genio della fotografia. Lei si chiama Gerta, ebrea anche lei, è la sua compagna, ma la storia non li ha graziati. È difficile girare indisturbati sul suolo europeo durante l’epoca delle persecuzioni naziste. Così Gerta si inventa due identità fittizie, lei sarà Gerda Taro, manager di quello che diventerà il grande Robert Capa, un americano tranquillo dall’occhio vigile. Questa finzione permetterà ad André di diventare uno dei fotoreporter di guerra più famosi di tutti i tempi, ma la celebrità sarà pagata a caro prezzo. I due amanti saranno separati dalla storia e nessuno dei due potrà mai tornare indietro.
Per gli appassionati dei generi “Fantasy e Fantascienza” e “Ragazzi”
* Le porte dell’inferno si sono aperte * di John Connolly (Ed. Salani, trad. di Andrea Carlo Cappi, pp. 312, euro 16,80). Samuel Johnson – undici anni – e il suo cane bassotto Boswell si stanno dando da fare per organizzare qualcosa di davvero speciale per Halloween. È così che si accorgono che al 666 di Crowley Avenue succedono cose molto strane. Già, perché i quattro satanisti che abitano lì, a furia di invocare Satana, hanno finito per fare un buco nell’universo: un buco in cui si aprono le porte dell’Inferno, dietro le quali, dai tempi del Big Bang, una frotta di esseri terrificanti non aspetta altro che di venirci a trovare. In quel preciso istante, al CERN di Ginevra, due scienziati che giocano a battaglia navale odono uno strano rumore: “bing”. Una particella è sfuggita all’Acceleratore. Impossibile. O no? Riuscirà Samuel a persuadere qualcuno a dargli retta? Riuscirà, insieme a quelli del CERN, ai suoi amici e a un diavolo molto imbranato, a salvare il nostro mondo dall’invasione infernale?
Per gli appassionati del genere “Ragazzi”
* Zio Vampiro * di Cynthia D. Grant (Ed. Salani, trad. di Angela Ragusa, pp. 120, euro 12,00). Carolyn, 16 anni, e la sua gemella Honey hanno un terribile segreto: loro zio Toddy è un vampiro. Carolyn vorrebbe raccontare la verità a qualcuno, ma teme che nessuno l’ascolterà e che gli adulti la prenderanno per pazza. Sua madre soffre da anni di depressione, e suo padre è troppo distratto e chiuso nelle proprie cose per voler ascoltare i problemi di chicchessia. Lo zio Toddy è disoccupato, vive con loro, e si occupa della casa al posto della madre. La sorella maggiore se n’è andata a vivere lontano, per studiare all’università. Soltanto suo fratello sarebbe pronto a crederle: forse è anche lui è vittima del vampiro? È strano, è sempre più pallido. Una voce spiazzante e indimenticabile traduce in un racconto di fantasia l’orrore di un’esperienza vissuta e fa davvero desiderare che sia tutto il frutto di un’immaginazione troppo vivida.
* Due racconti * di Roald Dahl (Ed. Salani, trad. di Francesco Forti, pp. 58, euro 10,00). Tornano in una nuova edizione due fiabe di Roald Dahl in cui si fondono umorismo, arguzia e cinismo. Un giovane bracconiere di una bruttezza quasi mostruosa salva una principessa minacciata da un cinghiale inferocito. Il Re suo padre, invece di condannarlo per la caccia di frodo, lo accoglie nel suo palazzo e tra lo sbigottimento di nobili e dame gli concede il potere su ogni donna che lui desideri, compresa sua figlia. La principessa Mammalia una mattina si guarda allo specchio e scopre di essere diventata bellissima, tanto bella da abbagliare chi la guarda e ridurlo in suo completo potere. Non contenta di tutto quello che riesce a ottenere grazie a questo dono, decide di impossessarsi del regno, uccidendo l’amorevolissimo padre.









quanto mi ispira gli scrittori inutili…