Uscite del 10/06

Per gli appassionati del genere “Cultura”

* Si fa presto a dire Dio * di Paolo Scarpi (Ed. Ponte alle Grazie, pp. 160, euro 13,00). Chi sono Yahweh, Dio, Allah, e le altre divinità del pantheon induista, o di quello greco, egizio? “Dio” sembra essere una presenza costante e nient’affatto monolitica, anzi multiforme e ricchissima di sfumature, nella vita dell’uomo. Che cosa sono quindi le “religioni”? Cosa significa tracciarne una storia oggi, agli albori del secondo millennio? Quali sono le radici profonde del fondamentalismo, così prepotentemente attuale oggi, e dell’universalismo religioso? Sono domande cui Paolo Scarpi tenta di fornire una risposta, offrendo un’ampia panoramica che intreccia passato e presente, e che suggerisce molteplici punti di vista su temi apparentemente “intoccabili”. Ma ciò che più preme all’autore, ancor prima che fornire risposte, è formulare le domande giuste, restituendo alle parole il loro significato più autentico: è quindi necessario rivedere il nostro stesso concetto di “religione”, stabilire il peso dei filtri storici e sociali attraverso i quali osserviamo e viviamo il fenomeno religioso. Perché “si fa presto a dire Dio”, basandoci su convinzioni e credenze tanto radicate da sembrare verità incontrovertibili.

Per tutti

* Le querce non fanno limoni * di Cosimo Calamini (Ed. Garzanti, pp 296, euro 17,60). Montechiasso è un borgo arroccato sulle colline, nel cuore della Toscana: nelle giornate di cielo nitido, da lassù, si può abbracciare con un solo sguardo tutta la regione. Lì vive la famiglia Malquori: Attilio, comunista disilluso ed ex voce del gruppo rock “I Timidi”; la moglie Anita, una cinquantenne in crisi d’identità; e la figlia Sara, ragazza inquieta, al suo primo anno d’università. Ma a Montechiasso è presente anche una radicata comunità islamica di cui fanno parte l’imam Khaled e il figlio Averroè, segretamente legato a Sara. Un giorno d’autunno arriva una notizia bomba: nel paese verrà costruita una grande moschea, un’astronave aliena edificata tra le vigne e i campanili. In molti non sono d’accordo, soprattutto Attilio. Ne nascerà una lotta senza quartiere, una discussione sempre sul punto di degenerare, tra razzismi e idealismi, solidarietà e diffidenze. Tutto il paese ne sarà coinvolto: anziani incolleriti e casalinghe insofferenti, attivisti leghisti e cuochi egiziani, politicanti di provincia e preti intraprendenti. E alla fine niente sarà più uguale a prima.

Per gli appassionati del genere “Thriller, Horror, Noir”

* Madame X * di Tess Gerritsen (Ed. Longanesi, trad. di Adria Tissoni, pp. 336, euro 18,60). Maura Isles, anatomopatologa, è abituata a maneggiare cadaveri. Così, quando le viene commissionato l’esame del corpo di Madame X, non si scompone. Lei è una splendida mummia avvolta in bende di lino impregnate di resina. I suoi resti, perfettamente conservati, sono stati trattati secondo le tecniche classiche di imbalsamazione: sono stati asportati gli organi interni e il cervello dal naso, tramite un uncino. Infine la pelle è stata conciata con olii essenziali, in modo che potesse attraversare intatta i secoli e la storia. Ma, dopo un attento screening a raggi x, Maura scopre un particolare nel femore della mummia che non può essere compatibile con la datazione del corpo. Un particolare raccapricciante che fa pensare a un omicidio recente. Ed è soltanto l’inizio. Boston è terrorizzata. Toccherà a Maura tentare di mettere fine all’orrore.

* Sangue di mezz’inverno * di Mons Kallentoft (Ed. Nord, trad. di Alessandro Storti, pp. 250, euro 18,60). Meno trenta gradi è una temperatura consueta per una notte di mezz’inverno in Svezia. Malin Fors, la detective più brillante di Linköping, è in attesa. Sente che dovrà accadere qualcosa di terribile, di forsennato. Infatti, poco lontano da casa sua viene rinvenuto il cadavere di un uomo, impiccato, orrendamente sconciato, nudo, con lividi e segni di bruciatura. Se un tempo erano presenti tracce dell’assassino ci ha pensato la neve a cancellarle. E tutto deve ancora accadere, in questa giornata che non è fatta per i vivi.

Per gli appassionati del genere “Memoir”

* Cuba a modo mio * di Alfredo Bryce Echenique (Ed. Guanda, trad. di Bruno Arpaia, pp. 252, euro 17,50). Echenique ha sempre avuto un rapporto piuttosto contraddittorio con la Isla de la revolución. Non è mai stato molto interessato all’aspetto politico dell’esistenza, per lui contano soprattutto i rapporti interpersonali, filtrati alla luce della sua affilata ironia. Per questo è con un certo stupore che, esule a Parigi, apprende di essere su una “lista nera” di scrittori che non devono essere invitati a Cuba proprio per motivi politici. Ottenuto finalmente il benestare per visitare l’isola, con la complicità di Roberto Fernández Retamar, allora presidente della Casa de las Américas, Echenique inizia un viaggio avventuroso nei misteri di Cuba. Avventure che, nell’arco di un decennio, lo porteranno a vivere situazioni molto diverse tra loro: s’innamorerà di un’affascinante donna cubana, entrerà nelle simpatie di Fidel Castro, incontrerà una delle nipoti di Hemingway e altre bizzarre vicende, raccontate da un uomo che ha reso straordinaria la propria vita.

Per gli appassionati del genere “Storico”

* Il viaggiatore del secolo * di Andrés Neuman (Ed. Ponte alle Grazie, trad. di Silvia Sichel, pp. 494, euro 20,00). Germania, XIX secolo. Nella sperduta cittadina di Wandernburgo approda una notte Hans, giovane traduttore giramondo. Quella che sembra una tappa nel suo viaggio si trasforma nella più inesorabile e splendida delle trappole: l’incontro con un circolo letterario e con un saggio suonatore di organetto; una catena di misteriosi delitti; e soprattutto l’amore memorabile per Sophie, donna profondamente sensuale e intellettualmente stimolante, un amore che farà “tremare letti e libri”: tutto lo trattiene in questo luogo bizzarro e senza confini, dove le strade cambiano sempre posizione e da dove nessuno sembra sia mai riuscito a ripartire. “Il viaggiatore del secolo” propone un ambizioso esperimento: leggere l’Ottocento con lo sguardo del ventunesimo secolo. Vero e proprio dialogo fra il grande romanzo ottocentesco e le moderne avanguardie, questo “romanzo totale” è un ponte fra la storia e i temi del nostro presente globale: le migrazioni, i nuovi nazionalismi, l’emancipazione della donna.

Per gli appassionati del genere “Narrativa al femminile”

* Un anno molto particolare * di Brigitte Giraud (Ed. Guanda, trad. di Marcella Uberti-Bona, pp. 180, euro 15,00). Laura ha chiuso con l’adolescenza e, a diciassette anni, ha deciso che la Francia inizia a starle stretta. Vuole trasferirsi un anno in Germania lavorando come ragazza alla pari. I Bergen, la famiglia tedesca ospitante, la accolgono con una specie di indifferenza, inoltre la non conoscenza della lingua tedesca non l’aiuta ad inserirsi in una realtà già completamente destrutturata. L’unico suo diversivo all’indifferenza che la circonda sono le sue letture e il rapporto speciale che è riuscita a instaurare con i piccoli Bergen: Thomas, quindicenne e Susanne, ancora bambina. Quando la madre si ammalerà gravemente sarà lei a dover dimostrare di aver conosciuto e intrapreso la via per diventare adulta.

* In vacanza con papà * di Dora Heldt (Ed. Salani, trad. di Valentina Daniele, pp. 336, euro 16,80). Christine ha pronte le valigie: è in partenza per un’isola nel Mare del Nord con un’amica. Sua madre, però, deve affrontare un’operazione al ginocchio, e così le “appioppa” il marito, Heinz, settantenne egocentrico, testardo, pasticcione, iperprotettivo e soprattutto fermamente convinto che la figlia non abbia ancora raggiunto la maggior età. Ce ne sarebbe già a sufficienza per promettere un’estate poco tranquilla, ma la povera Christine non sa che sull’isola la aspettano un’intera banda di pensionati pronti a imbarcarsi con Heinz in improbabili progetti edilizi, un isterico giornalista d’assalto che si invaghisce di lei e un uomo bellissimo e misterioso che la attrae irresistibilmente. Mix di commedia brillante, romanzo al femminile e poliziesco leggero, “In vacanza con papà” svela il lato comico di un ennesimo conflitto generazionale: quello tra la “prima maturità” e la “seconda giovinezza”.

Per gli appassionati del genere “Fantasy e Fantascienza”

* Il Custode di Freya * di Cliff McNish (Ed. Salani, trad. di Luca Tarenzi, pp. 240, euro 15,00). Freya aveva otto anni la prima volta che ha visto un angelo: una figura bellissima, alata e splendente, entrata nel cuore della notte dalla sua finestra per confidarle che in lei c’è qualcosa di diverso da ogni altro essere umano. Oggi Freya ha quattordici anni ed è guarita. Dopo sei anni interminabili di ricoveri, psichiatri e camere d’ospedale la sua ossessione per gli angeli è svanita, lasciandole la certezza che si è trattato soltanto di allucinazioni e sogni infantili. Ora l’aspetta finalmente la vita che non ha mai avuto: quella di un’adolescente normale in una scuola normale, con una famiglia, delle amiche e magari anche un fidanzato. Ma quando nella sua classe arriva Stephanie, ingenua, imbranata e ossessionata dagli angeli quanto lo era lei, il passato torna inesorabile a tormentarla. E mentre un angelo nero e mostruoso inizia ad apparirle nei momenti meno opportuni, sussurrandole minacce terrificanti, la figura splendente della sua infanzia si prepara ad avvicinarla ancora una volta per proporle un patto al di là di tutti i suoi sogni.

Per gli amanti dei piacere della vita

* Colazione da Socrate * di Robert Rowland Smith (Ed. Ponte alle Grazie, trad. di Valeria Bastia, pp. 240, euro 14,50). La filosofia è una materia astratta, ostica, in una parola noiosa? Assolutamente no: anzi, proprio da ogni nostra azione quotidiana possono nascere profonde (e divertenti) riflessioni filosofiche. In queste pagine, diversi geni del pensiero vi accompagneranno passo per passo nelle vostre faccende, in una giornata vissuta filosoficamente. Cominciamo proprio dall’inizio, il risveglio. Che cosa significa essere svegli? Come facciamo a essere sicuri che non stiamo ancora sognando? Cartesio sostiene che se siamo in grado di dubitare di essere svegli è perché stiamo pensando, e quindi probabilmente esistiamo. Niente male, come risultato di prima mattina. Thomas Hobbes ha qualcosa da dire sul pendolarismo mattutino che scatena il selvaggio che c’è in ognuno di noi, e in palestra Michel Foucault vi correrà accanto sul tapis roulant per spiegarvi che quegli esercizi ginnici costituiscono in realtà una forma di controllo statale. In ufficio Karl Marx vi sussurrerà all’orecchio come liberarvi dalla schiavitù del salario. Allargando il discorso anche all’arte, alla letteratura, alla psicoanalisi, all’antropologia, Rowland Smith illumina di luce straordinaria il nostro ordinario, dando vivacità al monotono e valore alla routine.

cinzia
Mamma, lavoratrice full time, 45 anni, una figlia di 14 e la passione per la lettura ...

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