Gianni Rodari

“Io credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo”. (da La freccia azzurra)

E’ sempre difficile racchiudere le opere e la vita di un autore in uno spazio ristretto come quello del nostro Angolo di…
Ancor di più se il personaggio in questione ha toccato i cuori e le menti di almeno 3 generazioni di lettori di tutte le età.

Biografia

Gianni Rodari (Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980) nacque a Omegna, sul Lago d’Orta e crebbe a Gavirate in provincia di Varese, dove si trasferì a nove anni con la madre e il fratello Cesare dopo la morte del padre, fornaio anticlericale. Nel 1931 la madre lo fece entrare nel seminario cattolico di San Pietro Martire di Seveso in provincia di Milano, ma comprese ben presto che non era la strada giusta per il figlio e nel 1934 lo iscrisse alle magistrali. Nel 1937 Rodari si diplomò e nel 1939 si iscrisse alla Facoltà di Lingue dell’Università Cattolica di Milano, abbandonando però i corsi dopo pochi esami. Insegnò a Brusimpiano, Ranco e Cardana di Besozzo.
Nel 1940, quando l’Italia entra in guerra Rodari viene dichiarato rivedibile e non viene richiamato alle armi.
Nel 1941 vince il concorso per maestro ed incomincia ad insegnare ad Uboldo come supplente.
Subito dopo la guerra viene chiamato a dirigere il giornale “Ordine Nuovo”, nel 1947 viene chiamato all’Unità a Milano, dove diventa prima cronista, poi capo cronista ed inviato speciale.
Mentre lavora come giornalista incomincia a scrivere racconti per bambini. Nel 1950 il Partito lo chiama a Roma a dirigereil settimanale per bambini, il “Pioniere”, il cui primo numero esce il 10 settembre 1950.
Nel 1953 sposa Maria Teresa Feretti, dalla quale quattro anni dopo ha la figlia Paola.
Nel 1960 incomincia a pubblicare per Einaudi e la sua fama si diffonde in tutta Italia. Il primo libro che esce con la nuova casa editrice è Filastrocche in cielo ed in terra nel 1959.
Solo nel 1962-63 raggiunge una certa tranquillità economica grazie alla collaborazione  a La via migliore e a I quindici.
Dal 1966 al 1969 si limita a una intensa attività di collaborazioni per quanto riguarda il lavoro con i bambini.
nel l970 vince il Premio Andersen, il più importante concorso internazionale per la letteratura dell’infanzia, che accresce la sua notorietà in tutto il mondo.
Al ritorno da un viaggio in Urss Gianni Rodari nel 1979 comincia ad accusare i primi problemi circolatori che lo porteranno alla morte dopo un intervento chirurgico il 14 aprile del 1980.

La grammatica della Fantasia

«Se bambino scrive nel suo quaderno ’l’ago di Garda’, ho la scelta tra correggere l’errore con un segnaccio rosso o blu, o seguirne l’ardito suggerimento e scrivere la storia e la geografia di questo ‘ago’ importantissimo, segnato anche sulle carte d’Italia. La luna si rispecchierà sulla punta o sulla cruna? Si pungerà il naso ? (…) Un ‘libbro’ con due b sarà soltanto un libro più pesante degli altri, o un libro sbagliato, o un libro pessimo ? »
Grammatica della fantasia, Torino Einaudi 1973

A Rodari non si deve soltanto l’enorme produzione di racconti per l’infanzia, ma anche un piccolo, grande libro che ogni insegnante dovrebbe leggere almeno una volta nella vita: La grammatica della Fantasia, un preziosissimo strumento per docenti e formatori e per tutti coloro che, amando le parole, i giochi e la libertà proprie dell’infanzia, hanno voglia di scoprire i colori della creatività, le immagini della fantasia, il potere delle favole e delle metafore, di rime e filastrocche, dei simboli e degli archetipi.
Scritto nel 1973 dopo una serie di 5 incontri con insegnanti delle scuole elementari e media sul tema della “Fantastica”, il libro di Rodari offre spunti, suggerimenti e strumenti per chi crede nella pedagogia del sogno e attribuisce il giusto valore educativo e didattico all’immaginazione.
Partendo dalle parole, e a volte addirittura dalle lettere che le compongono, Rodari suggerisce 42 giochi da fare con i ragazzi – ma anche con gli adulti – per stimolarne la creatività attraverso immagini, non sense, indovinelli, favole ed anche i sensi. Si passa dalla modernizzazione di vecchie favole come Cenerentola o il Pifferaio Magico, a quella dei Promessi Sposi, dal gioco del mazzetto di “carte di Propp” all’uso delle marionette, dall’uso di un prefisso arbitrario a quello dell’errore creativo.

Nicoletta
Classe 1983 anni, romagnola, mamma di due splendidi bambini e di una stella nel cielo. Programmatrice, lettrice e multitasking (o almeno ci si prova!) Mi piace la lettura da sempre, ho voluto una libreria ampia e spaziosa nella casa nuova, che accogliesse tutti i miei libri. A natale, stufo dei libri accatastati ovunque, mio marito mi ha comprato un ereader. Ed è stata la fine…..

2 COMMENTS

  1. sto leggendo favole al telefono alle mie pargole ed è la prima volta che leggiamo un libro senza tanti disegni (abbiamo provato r. dahl, che io da piccola adoravo, ma è ancora presto!). mi pare che sia ancora un po’ difficile per carolina, che sta per compiere 4 anni, mentre camilla e lucia, che stanno per compiere 5 anni, si fanno certe risate! io, dal canto mio, lo adoro, e certamente noleggerò in biblioteca altre sue opere (per me però 😀 )

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