Into the Wild – Nelle Terre Estreme, Krakauer Jon

    L’unica persona con cui combatti è te stesso e la tua testardaggine a non lanciarti in nuove esperienze.

    E’ difficile prendere posizione parlando di questo libro, non per come è scritto ma per i contenuti, veri, che sono presenti e che meritano un’attenzione ed una riflessione più approfondita che non sia quella a pelle di una persona che viene a conoscenza di un evento e che lo giudica per quello che è, e cioè irrazionale e sconsiderato, affrettato, arrogante e presuntuoso.

    Il libro parla di un fatto realmente accaduto, narra la storia di un ragazzo americano, Chris McCandless, che dopo il college abbandona tutto, vita accademica, la famiglia benestante, per iniziare a viaggiare verso l’Alaska, di cui nutriva rispetto e profonda considerazione per gli ideali che ne venivano espressi nei libri della sua formazione come London, Tolstoj e Pasternak; devolve i suoi ingenti risparmi in beneficenza e parte, senza dare adito ai genitori che quello sarebbe stato un addio definitivo, come poi si evince nei diari che sono stati ritrovati e che hanno permesso all’autore di raccontarne la storia: dai racconti di chi l’ha conosciuto durante il cammino verso il Nord America traspare la figura di un ragazzo colto, intelligente, che apprezzava l’amicizia e la vicinanza di chi stimava ma che avesse sempre la necessità impellente di ritrovare per primo sé stesso, prima di poter aprirsi completamente agli altri, e che quindi lo portava a non mettere radici. Il suo viaggio ha avuto un esito tragico, dovuto all’inesperienza e, a detta di molti, all’arroganza di poter sopravvivere in un ambiente ostile come la taiga senza l’equipaggiamento adatto e senza le basilari conoscenze di sopravvivenza, che l’ha portato alla morte (inizialmente si pensava per fame, poi per avvelenamento da semi mangiati da McCandless che contenevano tossine nocive all’organismo).

    Non è facile descrivere e giudicare i comportamenti di questo ragazzo, che, senza nessun particolare problema familiare o economico, con il massimo dei voti e un’intelligenza acuta decide di dare una svolta così drastica alla sua esistenza, ben sapendo, o sottovalutando, i pericoli nei quali poteva incorrere, da solo e senza equipaggiamento. C’è chi lo definisce un eroe per il suo coraggio, chi un disadattato che per fuggire dall’invadenza e dalla potestà genitoriale preferisce scomparire in solitudine nel gelo dell’Alaska, dove morirà solo, ma forse in pace?

    Dalle fotografie e dai commenti ritrovati sui diari, dalle note a margine scarabocchiate nei libri prediletti e dai graffiti incisi nell’autobus abbandonato nella foresta che egli prese come dimora fissa per proteggersi dalle intemperie, il ritratto che ne deriva è quello di una persona in pace col mondo, nel suo habitat naturale, per quanto difficile ed estremista possa essere. Chris non voleva morire, questo è chiaro, anzi con l’ingegno e il suo istinto è riuscito a sopravvivere per quattro mesi nella foresta, nonostante le difficoltà e la scarsità di cibo, che lo portò ad un precoce deperimento.

    Sbaglia chi giudica questo ragazzo che alla fine non volle mai essere sotto i riflettori, ma voleva solo essere lasciato in pace, forse ha peccato di presunzione ma il suo unico e primario interesse era un rapporto quanto più possibile vicino a contatto con la natura selvaggia di quelle lande desolate: c’è chi in questo ci vede un complesso edipico non risolto, chi una mente brillante e anormale incapace di poter essere compresa dalla gente comune. Tutto questo non ha importanza, o quantomeno non gliel’avrebbe data il protagonista, forse egoista e avventato nei suoi comportamenti ma sicuramente coerente con sé stesso ed i suoi ideali.

    INTO THE WILD – NELLE TERRE ESTREME
    Krakauer Jon
    Corbaccio, 2008, 267 pag., € 16,60

    2 COMMENTS

    1. Non ho letto il libro, ma ho visto il film. Bellissimo e struggente. Prepotente.
      Mi ha fatto arrabbiare. Per l’egoismo, la superficialità, l’arroganza con cui si può sprecare una vita senza averle dato un significato, senza aver dato qualcosa agli altri. Il suo desiderio di stare nella natura selvaggia è condivisibile.
      Ma il mondo non è composto solo dal singolo e dal suo rapporto con la natura.
      Nel mondo ci sono anche gli amori, gli amici, gli incontri. C’è anche il dare agli altri qualcosa di sè, senza fuggire.
      Penso che questo ragazzo avesse quell’immaturità del privilegiato, che in qualche modo gli è costata la vita, perchè lo rendeva onnipotente.
      A noi ha restituito una storia bellissima e tragica, potente e quasi mitologica. Ma di lui, forse, non ha lasciato un granchè nel mondo…

    2. Ne avevo sentito parlare ma non ho mai letto il libro né visto il film. Forse dovrei fare una delle due cose per poter dare una mia opinione.
      Il rapporto con la natura è affascinante per tanti di noi, ma di qui a lasciare tutto e tutti ce ne va di strada.
      Certo è una scelta che si fa avendo una profonda sicurezza di sé.
      Oppure nessuna.

      Leggerò il libro, per curiosità.

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