Uscite del 26/08

Per tutti

* Semiotica, pub e altri piaceri * di Alexander McCall Smith (Ed. Guanda, trad. di Giovanni Garbellini, pp. 356, euro 18,00). Alexander McCall Smith ritorna, un anno dopo, al numero 44 di Scotland Street. Pat è al secondo anno sabbatico, cerca il vero amore e nel frattempo frequenta raduni nudisti; Bruce è senza lavoro e senza fidanzata e decide di darsi al commercio di vini; Bertie vorrebbe andare via di casa per giocare a rugby e trascorrere il tempo guardando i treni passare; sua madre Irene si scopre rabbiosamente conservatrice, mentre il padre Stuart, stordito dagli effetti di un corso di autostima particolarmente efficace, lo introduce al giro delle bische clandestine. Un romanzo divertentissimo, ironico e raffinato, che mette in scena i vizi e le debolezze che risiedono al numero 44 di Scotland Street, così come in ognuno di noi.

Per gli appassionati del genere “Thriller, Horror, Noir”

* Un colpo perfetto * di Ian Rankin (Ed. Longanesi, trad. di Isabella Zani, pp. 378, euro 18,60). Mike Mackenzie ha 37 anni, è ricco oltre ogni immaginazione e muore di noia. L’unica cosa che sembra riuscire a risvegliare il suo interesse è collezionare opere d’arte. Così decide che il modo migliore per scuotersi dal torpore di una vita decisamente troppo agiata è mettere in atto il colpo perfetto. L’idea è semplice: introdursi nel magazzino in cui sono conservate le opere che non hanno trovato spazio nei musei e nelle pinacoteche di Edimburgo, sostituirle con copie perfette e darsela a gambe. Tutto sembra andare per il meglio, fino a quando a Mike e ai suoi due insospettabili complici si unisce Chib Calloway, un criminale senza scrupoli che è disposto a tutto pur di saldare un vecchio debito d’affari.

* La biblioteca dei libri proibiti * di John Harding (Ed. Garzanti, trad. di Stefano Beretta, pp. 258, euro 17,60). New England, 1891. Nell’antica dimora di Blithe House regnano il silenzio e l’oscurità. Per Florence, giovane orfana di dodici anni, è finalmente giunto il momento che ogni giorno aspetta con ansia. Attenta a non far rumore, sale le scale ed entra nella vecchia biblioteca. Nella grande stanza abitata dalla polvere e dall’abbandono ci sono gli unici amici che le tengano davvero compagnia, i libri. Libri proibiti per Florence. Non potrebbe nemmeno toccarli: da sempre le è vietato leggere. Così le ha imposto lo zio che l’ha allevata insieme al fratellino Giles. Un uomo misterioso, che l’ha condannata a vivere confinata in casa insieme alla servitù. Ma Florence è furba e determinata, e ha imparato a leggere da sola. Ha intuito che nei libri è racchiusa la strada per la libertà. Perché proprio in quella biblioteca, tra i vecchi volumi di Sir Walter Scott, Jane Austen, Charles Dickens, George Eliot e Shakespeare, si nasconde un segreto che affonda le radici in un passato legato a doppio filo alla morte dei suoi genitori.

* Corpus Delicti * di Juli Zeh (Ed. Ponte alle Grazie, trad. di Roberta Gado Wiener, pp. 224, euro 16,50). Giovane, talentuosa, attraente, indipendente: è Mia Holl, una donna di trent’anni condannata per attività sovversive. In una società come quella in cui vive, una società non troppo lontana dalla nostra, in cui la cura del corpo e la preoccupazione per la sicurezza hanno soppiantato ogni altro valore, il grande amore che Mia prova per il fratello perduto, la sua padronanza dei dati scientifici sulla biologia umana, il suo bisogno di libertà bastano perché venga classificata come un pericolo pubblico. Il delitto di Mia consiste nel non adeguarsi alla dittatura salutista basata sul “Metodo”, complesso regolamento che infiltra i suoi ferrei obblighi in ogni piega della vita, e nel voler provare l’innocenza del fratello, condannato per l’omicidio di una donna e morto suicida di conseguenza. Nel difendersi davanti alla legge, Mia promuoverà un modello di società diversa e diverrà l’idolo di un movimento d’opinione che sembrerà mettere in crisi il gelido e asfittico sistema politico.

Per gli appassionati dei generi “Cultura” e “Biografico”

* Il gioco delle parti. Vita straordinaria di Luigi Pirandello * di Matteo Collura (Ed. Longanesi, pp. 354, euro 18,60). Scrive Pirandello in una lettera a Benjamin Crémiux di non saper dire niente sulla sua vita: “Potrei forse dirvi che non la vivo, ma che la scrivo”. È probabilmente questo il motivo per cui il Pirandello messo in scena da Matteo Collura è un personaggio in cerca più di se stesso che di un autore. Umanissimo nella sua complessità, determinato nel riappropriarsi delle sue verità spesso celate: la verità sul teatro, sulla natura del dramma, sul suo fascismo – che non fu né episodico né ambiguo – sull’amore ossessivo per Marta Abba, sua ultima musa e sua dannazione.

Per gli appassionati del genere “Cultura”

* Tutto ciò che abbiamo amato * di Jim Crace (Ed. Guanda, trad. di Ada Arduini, pp. 286, euro 17,50). Una catastrofe senza nome, una misteriosa epidemia, l’America come la conosciamo cancellata, la fine del sogno che è anche la fine di un mondo. L’apocalisse di Jim Crace non ha niente a che fare con Dio, piuttosto con la possibilità – remota – di un nuovo inizio. Jackson e Franklin sono fratelli. Decisi a mettersi in salvo lasciano la fattoria di famiglia e si mettono in viaggio, percorrendo strade disseminate dei resti di una civiltà ormai annientata. Jackson cercherà fortuna a Ferrytown, nuova città pioniera; Fraklin si innamorerà di Margaret, giovane e bellissima, colpita da una terribile malattia. Dopo averla curata deciderà di proseguire il cammino con lei, nel tentativo di non dimenticare la loro umanità e di guadagnare una nuova libertà.

* Anatomia di un istante * di Javier Cercas (Ed. Guanda, trad. di Pino Cacucci, pp. 462, euro 18,50). Sostiene Javier Cercas che non è possibile “cogliere il presente senza comprendere il passato”, proprio perché il passato è una “dimensione necessaria del presente”. Allora Cercas cristallizza il tempo, lo condensa nell’istante esatto del tentato golpe del colonnello Antonio Tejero, il 23 febbraio del 1981, per poi espanderlo in trent’anni di storia spagnola. Ed è in questo istante sospeso che è possibile leggere il valore degli uomini. Quelli che fuggono, quelli che si nascondono, quelli che cercano riparo sotto i banchi del parlamento. E quelli che, pure diversissimi, restano al loro posto, fronteggiando il golpe e la Storia stessa.

* L’alba * di Elie Wiesel (Ed. Guanda, trad. di Emanuela Fubini, pp. 88, euro 11,00). Nuova edizione per il romanzo di Elie Wiesel. Alla fine della Seconda guerra mondiale la Palestina è un protettorato britannico. La resistenza ebraica lotta per l’indipendenza e per la nascita dello Stato d’Israele. Elisha è poco più che un ragazzo. Dopo essere scampato ai lager nazisti, rimasto solo, decide di emigrare in Palestina e di entrare a far parte della resistenza. Il suo compito è giustiziare John Dawson, capitano dell’esercito inglese di occupazione. È così che la vittima si trasforma in carnefice, ed è proprio attorno a questa trasformazione che si sviluppa il racconto. Elie Wiesel si astiene da ogni giudizio morale. La sua scrittura scarna descrive con esattezza la drammatica necessità di un popolo, che per poter sopravvivere dovrà imparare l’odio e l’esercizio della violenza.

Per gli appassionati del genere “Ragazzi”

* Il ragazzo che scrisse l’enciclopedia di se stesso * di Pablo De Santis (Ed. Salani, trad. di Elena Rolla, pp. 160, euro 12,00). Gabriel ha quindici anni ed è affascinato dall’ordine alfabetico e dalle enciclopedie. Decide così di scrivere un’enciclopedia sull’argomento che più conosce: se stesso. Per poter sperimentare il maggior numero di esperienze di vita che ancora ignora, decide di trasferirsi in una città in cui lo scorrere del tempo segue ritmi surreali, estremamente accelerati. Infatti, nel giro di pochi giorni diventa direttore del giornale locale, si sposa, diventa padre. Entra però anche nel mirino di un pericoloso assassino e sfuggirgli sarà per lui una vera corsa contro il tempo.

cinzia
Mamma, lavoratrice full time, 45 anni, una figlia di 14 e la passione per la lettura ...

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