Brasarsi, Max Cabrerana

Quando ho letto la presentazione di Brasarsi, scritta qualche tempo fa da Barbara, la curiosona che è in me si è subito messa sull’attenti. E nel momento in cui si è trattato di dividersi le opere dei nuovi autori, mi è capitato in sorte proprio il libro di Max Cabrerana.

Insomma, era destino che lo leggessi.

E devo dire che il mio istinto  aveva ragione: l’ho letto tutto d’un fiato, senza riuscire a staccarmi fino alla fine. Un po’ perchè era troppo forte la curiosità di capire come andasse a finire il racconto, un po’ perchè, se la storia precedente mi aveva appassionato, volevo scoprire se anche le successive erano allo stesso livello.

E in effetti non sono rimasta delusa: tutti i racconti contenuti in questo libricino  sono davvero originali e fuori dal comune. Le emozioni che suscitano i vari personaggi spaziano dall’ilarità alla pietà, dal disgusto allo stupore.

L’autore ha un modo molto particolare per approcciare le varie storie. La scrittura è scorrevole, intrigante, coinvolgente, molto spesso divertente. Alcune situazioni sono talmente assurde che spiazzano il lettore all’inzio…ma poi alla fine si entra nel meccanismo creato dall’autore e l’impossibile diventa normalità.

E forse è proprio questo il lato più pulp, quello che fa più paura: che, a lungo andare, ci si abitua anche all’orrore, se questo diventa quotidiano.

BRASARSI
Autore: Max Cabrerana
Cut Up Edizioni, 2010, 146 pag.
ISBN 9788895426154

40enne, mamma di una ex Vitellina, moglie di un cuoco provetto. Le mie passioni: lettura e scrittura. E ZeBuk. Fresca Expat in quel di Londra, vago come un bambino in un negozio di giocattoli nei mercatini di libri usati. Forse è questo il Paradiso!

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