Narrativa
*Il ragazzo con gli occhi blu* di Joanne Harris, p. 450, €. 18,60 – Blu non è più un bambino cattivo. Ora è un uomo di quarant’anni. Lavora come portiere in un ospedale e vive ancora insieme alla madre in un paese dello Yorkshire. Un’esistenza ordinaria, all’apparenza un po’ monotona. Una vita molto diversa da quella che l’uomo conduce nel mondo virtuale. Blu ha un blog su un sito chiamato badguysrock, una community che ha fondato lui stesso, dedicata a tutte le persone cattive. Su internet dà sfogo ai suoi desideri più nascosti, confessa ossessioni di morte, racconta la sua infanzia, quella di un bambino pericolosamente affascinato dal male. Pensieri oscuri che girano intorno a una terribile fantasia, quella di uccidere sua madre. Una donna dura, con cui ha sempre avuto un rapporto carico di misteri. Ma cosa è vero e cosa non lo è? Qual è il confine tra realtà e mondo virtuale? Blu era veramente un bambino malvagio o semplicemente si inventava tutto? Forse l’inquietante Albertine, che condivide con Blu un agghiacciante segreto, lo sa. O forse no. Una cosa è certa: Blu non è quello che sembra. E mentre post dopo post le parole si fanno sempre più sinistre, la violenza cresce pericolosamente. C’è un solo modo per fermarla: scavare nel vero passato di Blu, un passato oscuro, un passato di rivalità e menzogne, il passato di un bambino incompreso, dotato di una sensibilità straordinaria. Fino a svelare il cuore malato di una famiglia profondamente disturbata. Solo così emergeranno le ragioni di un omicidio vecchio di vent’anni…
*Una sconfinata giovinezza* di Pupi Avati, p. 114, €. 14,00 – Francesca, per gli amici Chicca, e Lino sono sposati da trent’anni. Non hanno avuto figli, forse anche per questo sono uniti da un sentimento inossidabile. Lui è giornalista sportivo, volto noto della televisione. Lei insegna all’università. Un giorno lui inizia ad avere problemi di memoria. Sarà l’inizio di una patologia grave, che lo ricondurrà verso l’infanzia, verso i suoi primi ricordi di bambino, i primi turbamenti d’adolescente. Chicca deciderà di accompagnarlo in questo viaggio, con tutto l’affetto e la tenerezza di cui è capace. Lino diventa per lei il figlio che non ha mai avuto. Finché un incidente non rovescerà tutte le prospettive: sarà Lino, ora, a voler salvare Chicca.
*Una bugia di poco conto* di Janelle Brown, p. 360, €. 18,60 – Los Angeles, California. Un sole feroce splende in un cielo dall’azzurro fin troppo perfetto. L’aria è pesante e piena di elettricità. Nella sua splendida casa circondata dagli eucalipti e le bouganvillee, Claudia non sa che una tempesta sta per abbattersi su di lei. Oggi è il più bel giorno della sua esistenza, il coronamento di un sogno. Stretta nel suo vestito da sera di seta rosso, si sistema gli orecchini e dà un ultimo sguardo allo specchio. Una sala gremita dei critici più influenti del mondo del cinema l’attende per la prima proiezione del suo film, la sua opera prima.
Accanto a lei c’è Jeremy, il marito, cantante e chitarrista di una band emergente e alla moda. Insieme sono la coppia ideale, magnifici e di successo. Il loro ingresso è trionfale. Ma proprio quando sembra che niente possa andare storto, il terremoto investe la loro vita, facendola crollare come un fragile castello di carte. Il film si rivela un flop, nessuno lo vuole distribuire perché troppo poco commerciale. La carriera di Claudia va a rotoli. Come se non bastasse la band di Jeremy si scioglie e lui confessa a sua moglie di essere molto, troppo indietro con le rate del mutuo. All’improvviso sono sul lastrico. E il loro matrimonio entra in crisi. Mentre Jeremy preferisce fare l’adolescente, chiudere gli occhi di fronte allo sfacelo e fuggire tra le braccia della sua eccentrica ex fidanzata pittrice, Claudia stringe i denti e si mette in trincea. È impaurita, piena di rabbia, sfiducia e delusione. Ma non abbandona la battaglia. Lei è l’unica che può far riemergere i loro sogni dalle macerie che li hanno sepolti. Rialzando la testa e reinventandosi da capo.
*Colpi di coda* di Bruno Morchio, p. 300, €. 18,60 – Genova. In un appartamento vicino al porto, irrompono di notte cinque uomini armati fino ai denti, travestiti da vigili del fuoco. Uccidono a colpi di kalashnikov quattro giovani immigrati e si portano via i loro documenti. Il proprietario del bilocale, Bashir, un giovane egiziano, si salva perché è assente. Il giorno dopo la strage, si presentano da Bacci Pagano la zia di Bashir, amica della colf dell’investigatore, e Abdel Gaffar, il leader italiano della Lega dei Fratelli musulmani, un’organizzazione pacifista che aiuta gli islamici non integralisti che risiedono in Italia.
Abdel Gaffar vuole che Bacci scopra chi ha ucciso i quattro ragazzi e perché, in modo da scagionare Bashir. Gli spiega che i quattro erano marinai imbarcati sulla Caribbean Star, una nave che batte bandiera panamense, ferma a Genova per un’avaria. Ghaffar suggerisce a Bacci di contattare un giornalista freelance, Rodney O’Flaherty, “buon conoscitore degli scenari di guerra”. Bacci va a Lisbona, dove risiede O’Flaherty, e lo porta a Genova. Le indagini sono appena iniziate, ma l’atmosfera è già molto pesante: Bacci decide di mandare sua figlia e l’ex moglie negli USA , al sicuro… E ricomincia a cercare gli autori del massacro del porto…
*Il colore della paura* di Gérard Roero de Cortanze, p. 380, €. 18,60 – 1859. La neve avvolge in una coltre silenziosa la piccola cittadina di Rumilly, nell’Alta Savoia. Due bambini corrono a perdifiato nel bianco sterminato. Per festeggiare il loro decimo compleanno hanno deciso di sfidare la proibizione paterna e intrufolarsi nella tenuta del Castello. In punta di piedi si avvicinano alla finestra e incollano il naso al vetro. Devono scoprire se quello che si racconta del padrone di casa è la realtà. E quello che vedono è ancora più sorprendente delle voci di paese. Il canarino rinchiuso nell’elegante gabbia dorata è davvero tutto blu, e dello stesso colore è il viso del suo padrone: Jean-Antoine Giobert che vive da sempre isolato in quell’edificio in rovina, circondato dai campi di Isatis Tintoria, una pianta che fornisce un particolarissimo colore blu. Unico superstite di una famiglia massacrata durante la rivoluzione, il ricco signorotto non ha che un’unica passione e ossessione: l’indaco. Lo studia e lo sperimenta in ogni sua sfumatura e gradazione, per poi venderlo a peso d’oro. Tutta la sua esistenza è dedicata alla ricerca del blu perfetto, puro, su cui scrive da anni un poderoso trattato e per il quale partecipa anche a bizzarri concorsi per la premiazione del colore più perfetto. Concorsi che vince uno dietro l’altro senza timore degli avversari. Ma nei giorni successivi a questi concorsi vengono scoperti efferati delitti che sono pericolosamente simili ai deliri onirici di cui Giobert è in preda ormai da molte notti. Per sfuggire al dubbio e scagionarsi, è costretto a intrecciare la ricerca del blu assoluto con quella dell’assassino in una spirale cupa e ipnotica.
Novecento
*Atti impuri Amado Mio* di Pier Paolo Pasolini, p. 250, €. 12,00 – Due romanzi brevi: Atti impuri e Amado mio, entrambi autobiografici, della prima giovinezza friulana; il secondo è già racconto compiuto, risolto e oggettivato nella terza persona, chiuso nella vicenda di un incontro estivo, un amore scandaloso e apparentemente fallito, tra i balli pomeridiani, le spiagge selvatiche e gli ambienti de Il sogno di una cosa. Il primo – che dello stesso tema è variante pensosa e sofferta – si presenta come testo restaurato, ricavato da tormentate stesure dattiloscritte il cui conflitto è rappresentato dall’indecisione formale (quindi sostanziale) della prima o della terza persona, che rivela probabilmente un assillo più profondo, una scelta difficile di natura non soltanto personale ma ideologica, se non proprio politica: trasformare in romanzo un’autobiografia, e di conseguenza obiettivare il contenuto e le proprie angosce, o conservare l’impianto diaristico, decisamente autobiografico, lasciando a sé stesso il doloroso compito di raccontare la vicenda. Questa seconda versione è risultata la vincente a un’attenta analisi dei testi e ne scaturisce, quindi, oltre che un autonomo testo letterario, un documento biografico preziosissimo, quasi una confessione. Due brevi romanzi che per trent’anni, come fossero una colpa, e contenessero i termini fondamentali di un dilemma sempre irrisolto, sono rimasti chiusi nelle cartelline originarie, sempre sul punto di essere pubblicati, ma inesorabilmente tenuti nascosti al tenero e innocente animo della madre e all’avidità scandalistica di quella parte dell’Italia che odiava Pasolini e che Pasolini onestamente combatteva. Nella nota che chiude il libro è riprodotta la prefazione che l’autore scrisse per presentare entrambe le opere, accomunandole in un unico volume nel caso di pubblicazione.
Saggistica
*Regole* di Roger Abravanel e Luca D’Agnese, p. 300, €. 18,60 – Le regole – “the rule of law” – sono da sempre alla base del capitalismo anglosassone e dei suoi successi. L’attuale sviluppo dell’economia mondiale, sempre più articolata e ramificata, richiede regole sempre più raffinate e complesse.
In questo nuovo scenario, l’Italia potrà trovare il suo ruolo scenario solo se saprà trovare le regole giuste. E se gli italiani sapranno e vorranno seguirle.
Di più: la creazione e l’adozione di nuove regole può essere la molla che farà finalmente scattare la modernizzazione che gli italiani aspettano da decenni: come cittadini, come investitori e come consumatori.
*Effetto google* di Ken Auletta, p. 450, €. 19,60 – Nata solo nel 1998, Google ha trasformato il nostro modo di vivere e di lavorare modificando l’accesso alle informazioni e sovvertendo la logica operativa di interi settori, dalla pubblicità all’informazione, dalla televisione alla telefonia. Sebbene questa azienda abbia sempre cercato di mantenere i suoi segreti, Effetto Google si basa sulla massima cooperazione mai fornita a un giornalista, incluso l’accesso a riunioni riservate, interviste ai fondatori Larry Page e Sergey Brin, al CEO Eric Schmidt e a circa 150 dipendenti ed ex dipendenti. Si scopre una cultura ispirata da brillanti ingegneri, in cui si mettono in discussione anche le procedure operative più elementari. E si può capire come ha fatto Google ad avere tanto successo – e perché in un futuro molto prossimo potrebbe incontrare delle difficoltà. Da una parte ci sono le grandi innovazioni: dai motori di ricerca a Gmail, Google Maps, Google Earth, YouTube…
*L’economia secondo i pirati* di Peter T. Leeson, p. 380, €. 21,60 – Qual’è stata la prima religione dell’umanità? Come sono apparse la nozioni di dio, di sacrificio, di salvezza, di preghiera, di clero? Perché siamo passati dal culto di divinità femminili al culto di divinità maschili? E dal politeismo al monoteismo? Perché la violenza è spesso legata al sacro? Chi sono i fondatori delle grandi religioni e qual è il loro messaggio? Cosa accomuna e cosa divide le diverse religioni? Con un talento espositivo che rende la lettura piacevole ed estremamente chiara, a partire da queste domande Frédéric Lenoir espolra il ricchissimo universo del sacro, dai primi rituali funebri della preistoria alle grandi religioni attuali. Un’indagine che cerca di dare risposta a una questione fondamentale: A cosa servono le religioni e perché accompagnano l’avventura umana fin dall’alba dei tempi?
*Morte e resurrezione dei giornali* di Enrico Pedemonte, p. 220, €. 14,60 – I quotidiani (così come mensili e settimanali d’informazione) stanno attraversando una crisi irreversibile. Sta scomparendo il giornale, nella forma che ha avuto negli ultimi decenni: un manufatto di carta, con molte decine di pagine articolate in una molteplicità di sezioni e con circa la metà dello spazio occupato da inserzioni pubblicitarie. Sono due le domande sul tappeto. La prima è tutta interna al mondo della stampa: «In che modo le aziende-giornale possono sopravvivere?». Rispondere alla seconda significa ridefinire il ruolo del servizio pubblico: «Che cosa, nei giornali di oggi, è indispensabile alla democrazia e quindi va salvato a tutti i costi?». La rivoluzione di Internet impone di ribaltare le vecchie regole. O almeno di provarci. Persino nel paese del Gattopardo, dove per tradizione tutto cambia perché nulla cambi.








