Per gli appassionati del genere “Cultura”
* I quaderni dell’ingegnere. Testi e studi gaddiani * di AA.VV. (Ed. Guanda, pp. 306, euro 24,00). Ideata, progettata e tenacemente voluta da Dante Isella, la rivista “I quaderni dell’ingegnere”, giunta al decimo anno, torna – sotto la direzione di Clelia Martignoni – con una nuova serie. Nata nel 2001 per le edizioni Ricciardi e passata a Einaudi nel 2004, la pubblicazione prosegue il suo prezioso lavoro di indagine sulla poetica, la biografia e la bibliografia di Carlo Emilio Gadda, ponendo come suo punto fermo l’approccio filologico caro a Isella, e pubblicando testi inediti affiancati, integrati e sostenuti da una adeguata strumentazione critica, distribuita nelle sei rubriche che la compongono. Un lavoro di ampio respiro, condotto con entusiasmo e scrupolo filologico. Nel primo numero di questa nuova serie: racconti inediti, pagine di viaggio, immagini, disegni, uno scritto d’arte e lettere a Gian Carlo Roscioni.
* Il visionario * di Julien Green (Ed. Longanesi, trad. di Giovanni Pacchiano, pp. 264, euro 19,60). Rimasto orfano, il diciottenne Manuel si trasferisce nella provincia dell’Alvernia, ospite della zia materna, la signora Plasse. Lì conosce la figlia di lei, Marie-Thérèse, per la quale Manuel sviluppa un’attrazione che si fa via via sempre più morbosa; attrazione che, al contrario, Marie Thérèse non sembra in alcun modo corrispondere. La signora Plasse, dura e algida nei confronti della figlia, inizia a riversare sul nipote amore e attenzioni, ma neanche lei riuscirà a proteggerlo dalle accuse tutt’altro che velate mosse da un’amica di Marie-Thérèse. Manuel sarà così allontanato dalla famiglia e mandato a lavorare in un castello non lontano dal paese, abitato unicamente da un anziano conte in punto di morte e da sua figlia, una donna bellissima e misteriosa. Edito in Francia nel 1934 e mai tradotto finora in Italia, questo romanzo mostra la forza visionaria di Julien Green, una forza che ci conduce al confine onirico tra reale e irreale.
Per gli appassionati dei generi “Cultura” e “Biografico”
* La mia lotta. Vol. I * di Karl Ove Knausgaard (Ed. Ponte alle Grazie, trad. di Lisa Raspanti, pp. 496, euro 18,60). Raccontare la vita, con le sue banalità, i suoi drammi, le tragedie, le gioie, le delusioni e i tradimenti, esperienze in cui, più o meno, chiunque di noi può ritrovarsi: un’impresa per molti folle, scomoda, forse persino inutile, ma che nelle mani di Karl Ove Knausgard acquista un senso e un fascino particolari. Varcata la soglia dei quarant’anni, infatti, l’autore norvegese impugna la penna e realizza un’opera imponente, affrontando con franchezza disarmante i nodi principali della propria vita, di uomo e di artista. Un percorso che, quasi naturalmente, prende avvio dall’infanzia, da quel rapporto sofferto con la figura del padre, così distante, così insondabile, che diventa l’oggetto principale della riflessione di questo primo volume. Una narrazione appassionata ed emozionante, che sorprende per le osservazioni profonde e originali. Un flusso di parole inarrestabile, che sgorga naturale, senza forzature, catturando il lettore nel suo potente vortice.
Per tutti
* Asino chi legge * di Antonella Cilento (Ed. Guanda, pp. 184, euro 16,00). Leggere può servire ancora a qualcosa “in un Paese che ha deciso di disinvestire sulla cultura, che non considera la cultura come un valore, che addomestica le nuove generazioni a un analfabetismo mentale globalizzato”? È quello che si chiede Antonella Cilento mentre attraversa un Italia in cui avere libri in casa e un figlio laureato non sembra più essere simbolo di risalita sociale e in cui, al contrario, tutti sembrano essere convinti che studiare e leggere sia inutile, un vizio insignificante, un sacrificio a perdere. Da Napoli all’Irpinia, dal Trentino alla Sicilia, Antonella Cilento – da anni insegnante di scrittura creativa nelle scuole – ci racconta le storie divertenti, tragiche, assurde e tristi dei figli dei capoclan e dei timidi ragazzi della Nusco di De Mita, passando per quelle dei giovani pakistani di Bolzano, restituendo un’istantanea disincantata delle ultime generazioni, della loro concezione della scrittura (e degli scrittori) e di un Paese in piena crisi di idee.
* Ritratto di gruppo con assenza * di Luis Sepúlveda (Ed. Guanda, trad. di Ilide Carmignani, pp. 158, euro 16,00). Nel 1991, dopo quattordici anni di esilio, Luis Sepúlveda ritorna nel Cile liberato dal regime di Pinochet, sulle tracce dei volti sorridenti di alcuni ragazzini immortalati in una fotografia. È determinato a trovarli, a raccontare le loro storie e i loro destini, che altro non sono se non la storia e il destino del suo Paese finalmente libero dalla dittatura e posto di fronte a un bivio. Inizia così un intreccio di racconti e di vicende lontane da loro nel tempo e nello spazio: valorosi combattenti, bambini abbandonati e senza futuro, la voce di Radio Mosca che offre calore e conforto alla resistenza cilena, la Miss colombiana morta durante un intervento di chirurgia plastica, l’ironia tagliente verso i cliché dell’intelligencija, fino all’incontro fondamentale, il più importante, quello che segnerà per sempre la vita del Sepulveda uomo e scrittore. È l’incontro con un vecchio che vive da solo in una minuscola capanna perduta nel cuore della foresta amazzonica, e che inganna il tempo leggendo romanzi d’amore.
* Come pioggia sulle dune * di Jane Johnson (Ed. Longanesi, trad. di Annamaria Biavasco e Valentina Guani, pp. 420, euro 19,60). Isabelle è una donna affermata. È sicura di sé, ha un ottimo lavoro, vive nel centro di Londra e conduce un’esistenza invidiabile. Ha un armadio pieno di vestiti alla moda ed è riuscita a conquistare tutto ciò che ha sempre desiderato, e per cui ha lottato. La vita di Isabelle sembra essere perfetta, depurata da ogni possibile irregolarità e governata da un ordine maniacale. Ma le cose non sono sempre andate così. Isabelle ha visto ogni sua spinta vitale spegnersi dopo la separazione dei suoi genitori – due archeologi interessati più alle antichità che alla figlia – e all’abbandono del padre, partito quando lei aveva quattordici anni. E sarà proprio la morte del padre a sconvolgere l’ordine della vita di Isabelle, spingendola tra le sabbie millenarie dei Sahara sulle tracce di un sogno, di una visione, di un canto segreto che non le concede tregua e le invade la mente. Il canto della pioggia sulle dune.
* Le voci di Petronilla * di Roberta Schira e Alessandra De Vizzi (Ed. Salani, pp. 272, euro 16,80). Ci sono intere generazioni di donne, le nostri madri, le nostre nonne, che sono cresciute leggendo sulle pagine della “Domenica del Corriere” i consigli medici del Dottor Amal e le ricette, di cucina e di vita, di Petronilla. Quello che pochi sanno è che dietro questi pseudonimi si nascondeva Amalia Moretti Foggia, una femminista ante litteram, una donna coraggiosa che ha intrecciato la sua esistenza con le grandi figure femminili che hanno dominato il Novecento, da Anna Kuliscioff a Sibilla Aleramo, ad Ada Negri, ma anche con le centinaia di operaie, prostitute, sartine, mogli maltrattate che ha curato gratuitamente nella Poliambulanza di Porta Venezia a Milano. Questo libro è il racconto inedito della sua vita, dall’infanzia nella farmacia del padre a Mantova fino al salotto milanese della maturità dove si riunivano i più importanti nomi della cultura dell’epoca, passando attraverso il periodo universitario e i sogni romantici di una ragazza animata sempre da un principio categorico: “Io devo”. Petronilla parla con voce fresca alle lettrici di oggi, come ha parlato, attraverso le sue rubriche, a quelle di ieri, rivelandosi un’incredibile, attualissima donna d’altri tempi.
Per gli appassionati dei generi “Avventura” e “Azione”
* I cinque guerrieri * di Matthew Reilly (Ed. Nord, trad. di Mara Dompè, pp. 430, euro 18,60). Jack West Jr. è sfuggito alla morte per un soffio, ma le avventure per lui sono tutt’altro che finite. Bisogna trovare i quattro diamanti leggendari – i Quattro Pilastri – purificarli e incastonarli nei rispettivi Vertici secondo un ordine prestabilito. Occorrono poi nove giorni per riuscire ad attivare la Grande Macchina e proteggere la Terra dai raggi letali del Sole Nero, capaci di dare il via a una disastrosa successione di catastrofi naturali che potrebbero portare al completo sterminio della razza umana. Una volta ricongiunto al suo gruppo, Jack scopre finalmente un indizio fondamentale alla soluzione dell’enigma: un’antica iscrizione egizia svela che il segreto dei Pilastri è affidato ai Cinque Guerrieri che hanno segnato la storia dell’umanità. Per fermare il letale conto alla rovescia e salvare il pianeta Jack dovrà trovarli, svelare l’ubicazione dei Pilastri, interpretare antiche profezie e combattere contro trappole mortali, ma soprattutto dovrà affrontare il suo avversario più temibile: Jack West Sr., suo padre.
Per gli appassionati del genere “Sentimenti”
* Un amore veneziano * di Andrea di Robilant (Ed. Corbaccio, pp. 304, euro 18,60). Venezia, 1753. Nella splendida dimora del console inglese Riccardo Wynne, il giovane nobile Andrea Menno conosce Giustiniana, la figlia del console. I due si innamorano perdutamente all’istante, ma il loro amore è tormentato, e avversato dalla sorte: Andrea è stato destinato dalla sua famiglia a una importante carriera politica e Giustiniana non potrà mai essere la sposa adatta a lui, condannata com’è dalle voci insistenti e diffuse sulla condotta dissoluta della madre. Eppure, anche se clandestino, l’amore che li lega continua a vivere – dimentico del pericolo e delle rigide convenzioni sociali – nei palazzi di amici compiacenti, nelle ridotte dei teatri, in camerette prese in affitto nei campielli più nascosti di una Venezia splendida e decadente. Fino a che la famiglia Wynne non sarà costretta a trasferirsi all’estero, e la relazione di Andrea e Giustiniana si trasformerà in uno struggente rapporto epistolare. Uno scambio di lettere che, ritrovate più di due secoli dopo dal padre di Andrea di Robilant nella soffitta di Palazzo Memmo, hanno gettato le basi per questo libro singolare e prezioso.
Per gli appassionati del genere “Viaggio”
* Diario di un esploratore * di Tim Flannery (Ed. Corbaccio, trad. di Tullio Cannillo pp. 282, euro 19,60). Questo “Diario di un esploratore” è qualcosa di più di un racconto di viaggio, o di un reportage naturalistico. In questo libro Tim Flannery celebra le meraviglie del mondo e della natura, e soprattutto spiega come ciascuno di noi sia di fondamentale importanza per combattere i mutamenti climatici e preservare la bellezza e il delicato equilibrio del Pianeta. Ed è proprio la graduale presa di coscienza dei pericoli indotti dal riscaldamento globale a trasformare un giovane e appassionato ricercatore esperto di canguri e fossili australiani in un ambientalista di fama internazionale e in uno dei migliori divulgatori scientifici del mondo, capace di unire una solida competenza scientifica a rare doti di narratore, e di affrontare in modo chiaro e diretto il cuore di una questione che riguarda direttamente tutti noi: la salvaguardia della vita sul nostro Pianeta.
Per gli appassionati del genere “Ragazzi”
* Il libro selvaggio * di Juan Villoro (Ed. Salani, trad. di Elena Rolla, pp. 224, euro 13,00). Ci sono libri con una forte personalità. Libri che si scelgono i lettori, e non viceversa. E libri che rifiutano di farsi leggere. Juan, quattordici anni, trascorre le vacanze dallo zio Tito, il bibliofilo più pazzo del mondo. Nel labirinto della sua biblioteca Juan scopre che i libri hanno una vita propria. Alcuni addirittura cambiano contenuto a seconda di chi li legge. Altri, invece, si nascondono. Come “Il libro selvaggio”, che si lascerà leggere da una sola persona, da un lettore speciale. Perché leggere è un atto creativo. I libri sono magici. I libri sono vivi. E sono tutti diversi, come noi.








