Biondo era e bello, Mario Tobino

Dante ha trentanove anni. Dietro di sé una grande esperienza. In Comune è stato alle prese con uomini di ogni specie; si dimostrò sottile nelle ambascerie. Coi comizi ha valutato la potenza del suo parlare, tutti infiammava, lui stesso diventava più sicuro. Come poeta è quasi celebre. Già accade che tra l’uno e l’altro atto legale, i notari trascrivano i suoi versi; con accuratezza sulla cartapecora disegnano le parole delle sue canzoni.

Biondo era e bello” è il primo romanzo che leggo di Mario Tobino. 
E’ l’autobiografia di un grande poeta: Dante Alighieri.

Dante  nacque a Firenze nel 1265 da una famiglia di ceto medio. Da giovane s’innamorò di Beatrice che morì molto giovane, ma alla quale egli dedicò moltissime poesie raccolte nella “La Vita Nova”. 

A Firenze, il  poeta aveva alcuni amici, con cui passava le serate nelle taverne e tra questi c’erano anche Guido Cavalcanti e Forese Donati, e con quest’ultimo Dante ebbe una sorta di duello, le cui “armi” erano dei sonetti.

In quel periodo, la città natale di Dante era dominata da diverse fazioni in continua lotta: i Guelfi e i Ghibellini, i Bianchi e i Neri e poiché Dante non riusciva a sopportare le continue battaglie, decise di entrare in politica, iscrivendosi all’Arte degli speziali. Essendo consigliere, fu costretto suo malgrado a firmare l’esilio di un suo caro amico, il Cavalcanti, che poco dopo morì di malaria. Nel frattempo il poeta si sposò con Gemma Donati, non per amore, ma per un accordo preso dai genitori molti anni prima e  da questa unione nacquero diversi figli.

Dante mi ha sempre affascinata, soprattutto  quando da ragazzina lo studiavo a scuola. Ed ho scelto la lettura di questo libro di Tobino proprio per scoprire aspetti del poeta che non conoscevo, per scoprire le sue passioni giovanili. Purtroppo però  la storia anche se scritta molto bene, in alcuni punti risulta un po’ pesante e difficilele da leggere.< BIONDO ERA BELLO
Autore : Mario Tobino
Mondadori, 1979, p. 135

Classe 1972, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri e della musica.

10 COMMENTS

  1. Questa frase “Biondo era bello e di gentile aspetto” mi ha sempre molto colpito perchè è un passo che è stato attribuito da Dante a Re Manfredi di Svevia, figlio illegittimo di Federico II (Stupor Mundi) che morì tragicamente a Benevento, non prima di aver fondato la mia città natale, Manfredonia 🙂
    egli lo descrive appunto come un principe nobile nonostante i vari problemi dovuti alle scomuniche e alla sua illegittimità, infatti se non fosse caduto a Benevento gli Angioini non avrebbero assalito la mia città conquistandola e depredandola..la Storia avrebbe seguito un corso diverso. Sarei curiosa a questo punto di leggere il libro!

  2. Ho letto il libro quest’estate, lo consiglio a mia volta!
    Tobino, se possibile, si è superato.
    Certamente è una lettura che si rivolge ad un pubblico specifico ossa chiunque sia appassionato da Dante o sia interessato a conoscerlo in un’altra veste che non sia quella meramente didattica.

    Grazie Angela per la recensione e per averlo proposto!

    Adoro Zebuk!

  3. Che bello scoprire che qualcun altro oltre a noi legge Tobino! E che lo legge anche oggi, che non l’ha letto solo a scuola! Lo devo ammettere, sognavo di leggere una risposta di qualcun altro che avesse letto qualche libro del signor Mario… :))

    Personalmente penso che ci siano molti autori italiani che sono stati dimenticati e che meriterebbero una bella rivalutazione: Tobino è sicuramente uno di quelli, con la sua scrittura particolare… a volte un po’ difficile, forse. Son curiosa a questo punto di leggere il suo modo di raccontare la storia… grazie Angela per la tua recensione! :))

    • mannaggia, quando mi avete chiesto sul forum se conoscevo Tobino, sono caduta dalle nuvole… fiuffiù…
      parlando di autori da rivalutare chi intendi, oltre a tobino? (te lo chiedo con ignoranza: conosco poco gli italiani. del resto, conoscere in toto “la letteratura” è quantomeno improbabile…)

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