Quando la notte, Cristina Comencini

    Questa è la mia donna, Gustav, non è la moglie né la madre dei miei figli, ogni mattina cerco di non volerla, ma non ci riesco. Non ci hai insegnato quanto è duro non avere la donna che vuoi. Niente ci obbliga, niente ci lega, ma il suo corpo steso sul letto manca al mio come la gamba.

    Pur non condividendo molti aspetti del carattere della protagonista, essenzialmente perché non ha vissuto personalmente la maternità e gli effetti che questa può provocare sulla psiche, fenomeno purtroppo molto diffuso nella nostra società, questo è un romanzo che si lascia leggere, crudo e diretto, senza particolari aspettative, senza particolari pretese: una sorta di diario visto ora da una ora dall’altro (la donna e l’uomo), entrambi segnati nell’animo da un passato doloroso e mai cancellato, le cui ferite non si cicatrizzano mai completamente e che troveranno un limbo di quiete nell’unione, prima psicologica, poi fisica delle anime e dei corpi, uniti molto più di quel che loro avrebbero mai potuto ammettere.

    In tutto questo un intervallo di tempo abbastanza lungo (quindici anni) che ci fa capire molto sulla fragilità, ma allo stesso tempo la determinatezza dei due personaggi, entrambi principali, entrambi protagonisti con i loro vissuti che man mano si intersecheranno tra loro, trovando finalmente, una tregua illusoria.

    La Comencini ci regala (o ci punisce con) un finale ad effetto, non calcolato ma in fondo prevedibile, che comunque non ci lesina una insoddisfazione latente per quello che poteva essere e che non sarà mai.

    QUANDO LA NOTTE
    Cristina Comencini
    Feltrinelli  (collana I narratori), 2009, p. 203, € 16,00

    3 COMMENTS

    1. Lei è la regista, figlia di Luigi? Mi piacciono così tanto i suoi film che non posso perdermi questo libro…Grazie Sabrina!

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