
“All’epoca sentivo la profonda amarezza che si celava dietro le sue parole e comprendevo quanto fosse infastidita per i limiti che le avevano imposto i suoi genitori. Ma solo adesso capisco che non parlava di sé. Mi stava mandando un messaggio, mi stava avvertendo di non commettere gli stessi suoi errori. In un gesto di straordinaria generosità, mi stava dando un altro regalo che a lei era stato negato: il permesso di sfidarla. E benché allora non lo sapessi, il messaggio l’ho ricevuto forte e chiaro.”
Un giorno come tanti altri, Ruth Reichel, critica culinaria e scrittrice di Gourmet Magazine, decide di aprire uno scatolone che contiene tutti i ricordi della madre (Mim) contenente al suo interno: lettere, appunti e ricordi di ogni tipo.
La madre da lei come un po’ da ogni donna, amata e odiata, è la persona che gli ha insegnato tutto quello che sa e che è. Il rapporto madre e figlia in questo romanzo è descritto benissimo.
E’ il più difficile che esista, il più contorto.
E’ la storia di una madre, uguale a tante, che ha voluto allevare la figlia cercando di darle la possibilità che a lei era stata negata di scegliere e magari anche di sbagliare ma facendolo con la propria testa. Questo è un libricino veloce e leggero , si legge in poche ore, ma lascia molte sensazioni piacevoli e spunti di riflessione. Peccato che l’autrice abbia capito il bene che la madre le ha voluto solo quando questa era morta.
Alla fine se ne trae un piccolo insegnamento, anche gli errori possono portare a qualcosa di positivo e l’importante è accorgersene prima o poi.
MAI COME MIA MADRE
Ruth Reichl
Ponte delle Grazie, 2009, p. 107, €. 12,00









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