Narrativa
*Il profumo delle foglie di limone* di Clara Sànchez, p. 360, €. 19,60 – Spagna, Costa Blanca. Il sole è ancora molto caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c’è nessuno, e l’aria è pervasa da un intenso profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. È confusa e si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgo nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso.
Ma in realtà si tratta dell’inferno.
Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora, dietro il loro sguardo pacifico, covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Julian, scampato al campo di concentramento di Mathausen, che da giorni segue i loro movimenti passo dopo passo. Sa bene che le loro mani sottili e rugose si sono macchiate del sangue degli innocenti. Ma ora, forse, può smascherarli e Sandra è l’unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi. A leggere dietro i loro silenzi, i sorrisi, le parole dette non dette, i regali. Adesso Sandra l’ha capito: lei e il suo piccolo rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché è impossibile restituire la vita alle vittime. Ma almeno fare in modo tutto ciò che è successo non cada nell’oblio. E che il male non rimanga impunito.
*Il ponte delle sirenette* di Giuseppe Pederiali, p. 380, €. 18,60 – Un mattino d’inverno del 1923, sul Ponte delle Sirenette che attraversa il Naviglio di Milano viene trovata una bambina di sei-sette anni. È avvolta in una coperta, non ricorda nulla del proprio passato, racconta di essere figlia di una sirena e sogna di diventare una cantante: la chiameranno Sirena Colombo.
Diventerà una ragazza bella – troppo bella! – e ambiziosa, che dovrà crescere e farsi strada, da sola, tra mille difficoltà. Prima all’orfanotrofio, poi cameriera presso una famiglia che la maltratta e la sfrutta. Alla disperata ricerca della bambina che le hanno sottratto, rischierà di essere l’internata e operata in manicomio. Verrà salvata da Delio Tessa, avvocato oltre che giovane poeta, che la ospiterà in casa sua. Si ritroverà prostituta nella più lussuosa casa di tolleranza della città, in via San Pietro all’Orto.
Quando arriva la guerra, Sirena – che ha aperto una pensione – conosce Ignazio, un ebreo fuggito da Salonicco portando con sé un incunabolo di valore inestimabile, decorato con miniature medievali e sottratto alla distruzione della biblioteca della città greca.
Nella Milano occupata dai nazisti, il destino della bella Sirena e quello del prezioso manoscritto s’intrecciano in un groviglio sempre più pericoloso…
*Non è un gioco* di Sophe Hannah, p. 600, €. 19,80 – Londra. Sembra solo un innocuo gioco tra innamorati, per ridere e scherzare tra le lenzuola. “Raccontami la cosa più brutta che hai fatto”. Stesa sul letto accanto ad Aidan, il suo nuovo fidanzato, Ruth esita. Sa cosa significa sbagliare ed essere puniti per questo. Il suo passato nasconde un errore inconfessabile, che l’ha quasi distrutta. Ma ora è pronta a ricominciare, si può fidare di Aidan. Lo conosce da poco, ma non ha dubbi. È lui l’uomo della sua vita.
Ma la confessione del ragazzo è come un fulmine a ciel sereno.
Ha ucciso una donna, tanti anni prima. Il suo nome era Mary Trelease. Ruth è senza parole. L’idea che il suo uomo abbia potuto uccidere qualcuno la terrorizza, certo. Eppure c’è qualcosa che la sconvolge ancora di più. Perché lei conosce benissimo Mary Trelease. E Mary Trelease è viva e vegeta. Aidan sta mentendo oppure la sua mente gli sta giocando un brutto scherzo?
Solo la polizia può risolvere questo enigma. A occuparsi del caso è Charlie Zailer, che sta finalmente per sposarsi con il suo amato Simon. Da subito la detective non è convinta della versione fornitale da Ruth. I due fidanzati nascondono segreti atroci e oscuri. Segreti che forse dovrebbero rimanere sepolti. Ma quando la violenza erompe di nuovo, Charlie capisce che è nel loro passato che deve scavare. Deve trovare Mary Trelease a tutti i costi, prima che sia troppo tardi.
Non è un gioco è una storia di tradimenti, segreti inconfessabili, traumi e ossessioni che attanaglia il lettore alla gola e non gli lascia la possibilità di respirare fino all’ultima, sorprendente, pagina.
Saggistica
*Salvare il prossimo decennio* di Roberta Vacca, p. 300, €. 18,60 – Oggi, in un mondo in velocissima trasformazione, subiamo una crescente incertezza. Ci sentiamo minacciati da guerre, pandemie vecchie e nuove, inquinamento, cambiamenti climatici, penurie alimentari, crisi energetiche, terrorismi, contrasti religiosi, crac economici… La qualità della vita è certamente migliorata rispetto al passato, e tuttavia questo progresso ha un prezzo: un moltiplicarsi di sistemi sempre più complessi, e dunque sempre più vulnerabili. Così sono in molti ad annunciare, per il secondo decennio del nuovo secolo, catastrofi vere o presunte, o addirittura il collasso del pianeta.
Con la sua abituale lucidità e competenza, Roberto Vacca ci offre una diagnosi aggiornata e sintetica. Distrugge molti vecchi miti e vari pregiudizi che continuano ad alimentare timori ingiustificati. E cerca di cogliere i punti più fragili di un «sistema mondo» sempre più interconnesso e articolato, con taglio realista e scientificamente aggiornato.
Ne esce un quadro che ha diverse ombre, ma che offre anche straordinarie opportunità. Per Salvare il prossimo decennio sarà dunque necessario concentrare gli sforzi sui settori davvero vitali, prendere una serie di misure concrete (e corrette) ma soprattutto immaginare un mondo più giusto, basato su reti solidali e collaborative: ci sono numerose esperienze del genere, ora si tratta solo di prenderle a modello e moltiplicarle.
*Uno su mille. Cinque famiglie ebraiche durante il fascismo* di Alexander Stille, p. 420, €. 28,00 – Cinque famiglie ebraiche in Italia dai primi anni Venti, con la nascita del fascismo, fino alla tragedia dell’Olocausto.
Gli Ovazza di Torino, che hanno prosperato sotto Mussolini, mentre il patriarca della famiglia diventava un potente gerarca.
I Foa di Torino, con un figlio fervente antifascista e l’altro membro del partito.
I Di Veroli di Roma, che hanno lottato disperatamente per sopravvivere nel ghetto.
I Teglio di Genova: uno di loro ha collaborato con la chiesa cattolica per salvare centinaia di ebrei.
Gli Schoenheit di Ferrara, spediti a Buchenvald e Ravensbruck.
La pagina più terribile della nostra storia rivive attraverso le vicende di cinque famiglie.
Uno straordinario lavoro di ricerca, una grande fedeltà alla storia, la capacità di interpretare gli esseri umani e le loro motivazioni. Un libro per capire.
Garzanti novecento
*I cani abbaiano* di Truman Capote, p. 360, €. 12,50 – «Considero questi paragrafi descrittivi, questi profili e ricordi di luoghi e persone, una mappa in prosa, una geografia scritta della mia vita nell’arco di tre decenni, più o meno dal 1942 al 1972». Così lo stesso Capote definisce l’insieme dei testi che compongono questo libro. Un condensato delle sue esperienze, dei suoi incontri con i grandi personaggi della letteratura internazionale, i profili di Cocteau e Gide, di Pound, Louis Armstrong, Marlon Brando, Marilyn Monroe e tanti altri, i luoghi dei suoi viaggi e, qualche volta, come in filigrana, la genesi dei suoi capolavori. Una testimonianza rara e rivelatrice della vita di un autore di grande successo, scritta e narrata in un testo fluido, curatissimo, che si legge come se si ascoltasse un amico che ci racconta delle sue avventure.
*Atti impuri Amado Mio* di Pier Paolo Pasolini, p. 250, €. 12,00 – Due romanzi brevi: Atti impuri e Amado mio, entrambi autobiografici, della prima giovinezza friulana; il secondo è già racconto compiuto, risolto e oggettivato nella terza persona, chiuso nella vicenda di un incontro estivo, un amore scandaloso e apparentemente fallito, tra i balli pomeridiani, le spiagge selvatiche e gli ambienti de Il sogno di una cosa. Il primo – che dello stesso tema è variante pensosa e sofferta – si presenta come testo restaurato, ricavato da tormentate stesure dattiloscritte il cui conflitto è rappresentato dall’indecisione formale (quindi sostanziale) della prima o della terza persona, che rivela probabilmente un assillo più profondo, una scelta difficile di natura non soltanto personale ma ideologica, se non proprio politica: trasformare in romanzo un’autobiografia, e di conseguenza obiettivare il contenuto e le proprie angosce, o conservare l’impianto diaristico, decisamente autobiografico, lasciando a sé stesso il doloroso compito di raccontare la vicenda. Questa seconda versione è risultata la vincente a un’attenta analisi dei testi e ne scaturisce, quindi, oltre che un autonomo testo letterario, un documento biografico preziosissimo, quasi una confessione. Due brevi romanzi che per trent’anni, come fossero una colpa, e contenessero i termini fondamentali di un dilemma sempre irrisolto, sono rimasti chiusi nelle cartelline originarie, sempre sul punto di essere pubblicati, ma inesorabilmente tenuti nascosti al tenero e innocente animo della madre e all’avidità scandalistica di quella parte dell’Italia che odiava Pasolini e che Pasolini onestamente combatteva. Nella nota che chiude il libro è riprodotta la prefazione che l’autore scrisse per presentare entrambe le opere, accomunandole in un unico volume nel caso di pubblicazione.
*Il mio nome è Asher Lev* di Chaim Potok, p. 320, €. 12,50 – Asher Lev, un bambino ebreo di Brooklyn, ha la pittura nel sangue. Ma in una cultura come quella ebraica la vocazione di Asher è destinata a creare conflitti e rotture. Seguendo l’esempio dei grandi maestri, non può infatti esimersi dall’affrontare il tema della crocefissione di Gesù, scatenando un autentico scandalo. Tra la coerenza dell’artista fedele alla propria arte e le eredità e le esigenze della tradizione di appartenenza sta la lacerazione interiore che Potok esplora con l’abituale partecipazione. Ognuno dei suoi personaggi ne è tormentato: dal protagonista e narratore a sua madre, luminosa, fragile e comprensiva; da suo padre, uomo d’azione ed eroe agli occhi del suo popolo, fino al Rebbe che domina le loro esistenze, e allo scultore noto in tutto il mondo e che svela al giovane apprendista i segreti dell’arte…
*Il correttore* di George Steiner, p. 104, €. 11,00 – A dare il titolo al breve e denso romanzo di george Steiner è un correttore di bozze, leggendario per la sua esattezza sia tecnica sia ideologica. Il «Gufo»o «il Professore», come lo chiamano amici e militanti, ha partecipato alla Resistenza, è stato espulso dal PCI con l’accusa di trotzkismo, ma è sempre rimasto fedele al marxismo, l’ideologia che voleva correggere gli errori della Storia dell’uomo. Intorno a questo personaggio esemplare Steiner costruisce un apologo acuto e preciso, ricco di spunti polemici. Nel meticoloso protagonista prendono corpo l’intreccio tra politica e messianismo, e lo scontro tra valori che non hanno più corso e un presente dove tutto diventa consumabile, dove la morte dell’utopia lascia spazio solo alla tirannia del reale.








