Uscite del 20/01

Per tutti

* Interrogative Mood * di Padgett Powell (Ed. Guanda, trad. di Giovanni Garbellini, pp. 140, euro 14,50). Domande e poi ancora domande, una serie infinita di cui non si riesce a scorgere la fine. Sono decine, forse migliaia, fissate sulla carta mentre i punti interrogativi dettano il ritmo, un ritmo che a volte si fa incessante e spezza il respiro, a volte è tanto rarefatto e distante da illuderti che sia finita, che riusciremo a uscirne prima o poi, che ci sia una risposta ad aspettarci da qualche parte. “Ti sei mai interrogato sui racconti rubati nella valigia di Mister Hemingway al binario di una stazione di Parigi? Il fatto che non ne avesse una copia, e che avesse così tanti bagagli da non riuscire a contarli, non sono la prova che era un tronfio bifolco e se l’è meritato? Capisci cosa intendo?”. Che si tratti o meno del romanzo mai scritto da Duchamp o da Magritte, che sia o non sia un’arguta provocazione, un perfetto gioco di società (argomento di sicura eccellenza per molte chiacchiere a venire), che riesca o fallisca nell’intento di far prendere fuoco ai malcapitati volumi che si ritroverà di fianco sugli scaffali delle librerie, poco importa. “Interrogative Mood” semina il dubbio, è benefico, quasi salubre, di certo liberatorio, ci accompagna in un viaggio, nel cuore di un vortice, dentro e fuori di noi, ci lascia inermi e incapaci di replicare. E infine ci accompagna alla porta, stupiti e quasi sfiniti. “Te ne vai adesso? Te ne andresti? Ti spiace?”.

* Sei biblioteche * di Zoran Zivkovic (Ed. Tea, trad. di Jelena Mirkovic ed Elisabetta Boscolo Gnolo, pp. 128, euro 9,00). Zivkovic continua la sua inimitabile esplorazione narrativa del mondo dei libri con una serie di storie che esplorano il tema della biblioteca, da quella personale a quella pubblica. Un appassionato lettore si trova ad affrontare una biblioteca di casa che cresce a dismisura sino a occupare ogni centimetro quadrato del proprio appartamento; nella biblioteca virtuale uno scrittore scopre i libri che non ha ancora scritto; nella biblioteca notturna un lettore ritardatario si trova a consultare, per una sola notte, le vite di tutti gli esseri umani come se fossero altrettanti libri; nella biblioteca infernale si scopre quale sarà la pena dei peccatori, mentre la biblioteca più piccola può essere acquistata soltanto su una bancarella. Sempre surreale, spiazzante e intrigante, Zivkovic è capace di sorprendere nel giro di una pagina e ha il dono unico di trasformare la nostra passione di lettori in narrazioni avvincenti e curiose.

Per gli appassionati del genere “Cultura”

* Il mio nome è Jamaica * di José Manuel Fajardo (Ed. Guanda, trad. di Pino Cacucci, pp. 324, euro 18,00). Quando Santiago Boronì dimentica il suo nome è in Israele, vicino a un posto di frontiera da qualche parte nei pressi della città santa di Safed. Lui e Dana si sono ritrovati soltanto qualche giorno prima, a Tel Aviv, durante un convegno sulla storia dell’ebraismo. Santiago e Dana si sono amati per una notte, poi Santiago ha confessato il suo desiderio di partire. Dana è stanca, svuotata, resa inerme dalla fine del suo matrimonio e dal conflitto continuo con la figlia adolescente. Santiago le è apparso inquieto, poco lucido, sconvolto dal dolore, schiacciato da sensi di colpa troppo grandi da sopportare. Quando Santiago Baronì ha ripudiato il suo nome, il suo nome è diventato Jamaica, la sua lingua è diventata una lingua antica, indecifrabile, il suo passato è svanito per fare spazio alle infinite storie tragiche e dimenticate di tutti i popoli oppressi, eletti nel corso dei secoli a vittime designate. Ora Jamaica parla in loro memoria, e Dana non può fare altro se non mettersi in viaggio, per tentare di capire. E mentre cerca un modo per riportare Santiago alla vita, le si affaccia il ricordo di un manoscritto del Seicento, un manoscritto che parla di uno strano personaggio chiamato Jamaica, vissuto tra gli indios perseguitati e sterminati dai conquistadores. Un manoscritto che forse è l’unica chiave per comprendere la solitaria, lucidissima follia di Santiago, e per non lasciare che le parole di Jamaica vengano, una volta ancora, dimenticate.

* Lezioni di tenebra * di Helena Janeczek (Ed. Guanda, pp. 204, euro 15,00). “Due cose non si possono guardare in faccia: il sole e la morte” ha scritto La Rochefoucauld nelle sue Massime. La visione diretta della grande luce e del grande buio sono per noi intollerabili. Si può essere ciechi per troppa luce o per troppo buio. Per questo occorre abituarsi gradualmente all’una come all’altro. Ed è proprio così, per gradi, che queste “Lezioni di tenebra” ci portano al grande buio, al cuore nero della storia: Auschwitz. In un racconto nutrito di biografia, che diventa anche biografia di una generazione, l’autrice esplora, pagina dopo pagina sempre più in profondità, il rapporto con sua madre, l’unica di due famiglie numerose a essere sopravvissuta alla Shoah, insieme al padre: ebrei polacchi, vissuti in Germania, dove la figlia Helena è cresciuta sentendosi totalmente estranea al mondo tedesco e alla sua cultura, pur usandone la lingua. Non soltanto una memoria sulla Shoah, ma un resoconto appassionato e allo stesso tempo lucido che punta a misurare l’intensità del contraccolpo nella generazione successiva. E il contraccolpo sta nell’impossibilità di avere radici, nella confusione linguistica, nel bisogno disperato di appartenere e nella condanna crudele di sentirsi estranei, comunque e dovunque.

Per gli appassionati del genere “Thriller, Horror, Noir”

* La mappa del destino * di Glenn Cooper (Ed. Nord, trad. di Velia Februari, pp. 416, euro 19,60). Périgord, 1899. Due uomini, Edouard e Pascal Lefevre, vengono brutalmente assassinati nei pressi del villaggio di Ruac. I loro corpi sono fatti a pezzi e dati in pasto ai maiali. Di ritorno da un’escursione hanno scoperto qualcosa. Qualcosa la cui segretezza deve essere preservata a ogni costo. Périgord, oggi. Durante tutta la sua lunga carriera di archeologo, Luc Simard non aveva mai vissuto niente del genere. Uno strano manoscritto, scampato per miracolo al rogo della biblioteca dell’abbazia di Ruac, lo ha condotto nelle campagne francesi, alla scoperta di un incredibile sistema di grotte, interamente decorato da pitture rupestri. Nell’ultima grotta, la decima stanza, la più sorprendente, sono raffigurate alcune piante. Le stesse riprodotte nell’enigmatico manoscritto medievale. Ma il segreto di Ruac, rimasto celato al mondo per migliaia di anni, non deve essere svelato. La scoperta di Simard è accolta da una serie di strane morti, e mentre gli abitanti del villaggio si fanno sempre più ostili la situazione precipita. Perché svelando al mondo la decima stanza, Simard ha riportato alla luce le trame di una cospirazione che attraversa la storia stessa dell’umanità, dai templari all’occupazione nazista, e che affonda le sue radici in un passato vecchio di trentamila anni.

* L’amore si nutre d’amore * di Rosa Mogliasso (Ed. Salani, pp. 272, euro 14,00). Il commissario Barbara Gillo è tornata: pochi mesi prima aveva dato ottima prova del suo fiuto investigativo, sgominando ricchi criminali torinesi e conquistando l’amore dell’affascinante collega Zuccalà. Ma il destino cinico e baro la colpisce alle spalle: il commissario Zuccalà è a Palermo, circondato da climi (e donne) meno algidi, lontanissimo e irrecuperabile. Non le resta che dedicarsi al mistero della scomparsa di Tanzio Accardi, giovane scapestrato di buona famiglia improvvisamente svanito nel nulla, le cui tracce si fermano a Montecarlo. E alla morte di una giovane donna sciocca e ricchissima, il cui destino sembra legato a quello di un’altra donna, altrettanto ricca ma tutt’altro che sciocca, coinvolta in truffe ad altissimo livello.

Per gli appassionati del genere “Fantasy e Fantascienza”

* Gli inferni di Zandru * di Marion Zimmer Bradley e Deborah J. Ross (Ed. Longanesi, trad. di Maria Cristina Pietri, pp. 540, euro 22,00). Non esiste pace a Darkover. Rumail Deslucido è uscito sconfitto dalla guerra mossa da suo fratello Damian contro la casata degli Hastur, ma il suo odio è rimasto immutato, la sua determinazione si è fatta se possibile ancora più spietata. Quando suo figlio Eduin si mette in viaggio, diretto alla Torre di Arillin, non porta con sé che un unico, semplicissimo scopo: uccidere Carolin, principe ed erede al trono del regno. La Torre di Arillin è il suo rifugio, il luogo in cui sta portando a termine l’addestramento necessario a dominare i Laran, poteri psichici dalle possibilità illimitate, armi terribili e spietate, le cui origini si intrecciano con quelle dei più antichi abitanti di Darkover. Lì Eduin e Carolin si scoprono affini, uniti da un’amicizia inattesa e inspiegabile: per un attimo il carnefice sembra poter rinunciare alla sua vittima, quasi la sentisse come simile a sé. Ma davvero non è che un attimo, poco più di un istante. Intanto giunge alla Torre il giovanissimo Varzil Ridenow, e tra lui e Carolin nasce immediatamente un legame forte, profondissimo, che si fonda sulla pratica dei Laran, sulla loro affinità psichica, sulle comuni doti telepatiche, ma soprattutto su una visione comune del mondo e del proprio destino. Ed è allora che nell’animo tradito di Eduin esplode la rabbia, una rabbia tanto intensa e cieca da travolgere ogni tentazione di rinuncia, da fare di lui – ormai un esperto laranzu – quel perfetto strumento di vendetta nelle mani del padre che era destinato a essere, determinato a distruggere i sogni e le esistenze di Carolin e Varzil, e di trasfomare in incubo il loro grande sogno: porre fine alla minaccia rappresentata dalle armi Laran e ricostruire la Torre di Neskaya.

Per gli appassionati dei generi “Storie vere” e “Sport”

* Andare avanti guardando indietro * di Mauro e Mirco Bergamasco, con Matteo Rampin (Ed. Ponte alle Grazie, pp. 160, euro 14,00). Da qualche anno il rugby si sta conquistando un seguito sempre più numeroso e particolarmente appassionato nel pubblico italiano, anche di quello femminile. Due campioni della palla ovale come Mauro e Mirco Bergamasco, affiancati da Matteo Rampin, dimostrano in queste pagine che i motivi di tanto successo non sono affatto accidentali, ma affondano le loro radici nei regolamenti, nell’orgoglio e nell’umiltà dei giocatori, nella disciplina, nell’etica stessa del rugby. In una parola, nella sua filosofia. Tecniche, mischie e placcaggi, il celebre “terzo tempo” e i fiumi di birra che dopo ogni partita riconciliano le squadre avversarie, la logica fondamentale del gruppo, sono tutti aspetti che agli occhi di molti potrebbero perfino sembrare paradossali, ma che indicano risvolti umani e morali insospettabili quando si assiste alla vera e propria battaglia che si combatte sul campo, tra fango, sangue e botte da orbi. Veri e propri “eroi della porta accanto”, i fratelli Bergamasco illustrano con semplicità il significato di uno sport che, al di là degli obiettivi strettamente agonistici, riflette in profondità la lotta che anima la vita e i nostri impulsi più ancestrali, riprodotti nel microcosmo sociale che è la squadra.

Per gli appassionati del genere “Ragazzi”

* L’evoluzione di Calpurnia * di Jacqueline Kelly (Ed. Salani, trad. di Luisa Agnese Dalla Fontana, pp. 288, euro 16,80). Nei prati riarsi della calda stagione texana, Calpurnia non può fare a meno di notare che le cavallette gialle sono molto, molto più grandi delle cavallette verdi. Perché? Sono di due specie diverse? Calpurnia ha sentito parlare del libro di un certo Darwin, in cui si spiega l’origine delle specie animali. Forse può trovare quel libro nella biblioteca pubblica? Sì, ma la bibliotecaria non glielo vuole mostrare. Poco male, quel libro si trova anche a casa sua: nello studio del nonno, il libero pensatore della famiglia. Accompagnata dal nonno e dal libro proibito, Calpurnia riuscirà a scoprire i segreti delle diverse specie di animali, dell’acqua e della terra. E scoprirà anche se stessa.

* Se provi a contare le stelle * di Daniella Carmi (Ed. Salani, trad. di Silvia Nerini, pp. 154, euro 12,50). Samir è un bambino palestinese: vive nei territori occupati e ha perso il fratellino Fadi, ucciso dai soldati israeliani. Quando gli dicono che dev’essere ricoverato in un ospedale “nemico” per un’operazione al ginocchio, farebbe qualsiasi cosa pur di evitarlo, ma non ha scelta. In ospedale si troverà circondato da bambini della sua età, tutti ebrei: Miki, che è stata picchiata dal padre; Ludmilla, una ragazzina russa bella come una principessa, che si rifiuta di mangiare; Zachi, irrequieto e impertinente; e soprattutto Jonathan, appassionato di astronomia. Sarà lui a svelargli un mondo diverso, fatto di pianeti e di galassie da esplorare, e gli farà capire che la guerra non può impedire che due bambini diventino amici.

* La casa delle bambole non si tocca * di Beatrice Masini (Nord-Sud Edizioni, pp. 112, euro 7,50). Chi non vorrebbe giocare con una vera casa delle bambole? Antica, con piccoli mobili con cassettini che si aprono, lampadari che si accendono, piattini, bicchierini, coppette con minuscole caramelle? Eppure la mamma non vuole che si tocchi: il gioco è suo, solamente suo. La mamma è come una bambina, e proprio per questo è felice insieme alla piccola Sibilla.

cinzia
Mamma, lavoratrice full time, 45 anni, una figlia di 14 e la passione per la lettura ...

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