Per gli appassionati del genere “Cultura”
* L’aritmetica di Cupido * di Carlo Toffalori (Ed. Guanda, pp. 256, euro 16,50). Nel settimo libro della “Repubblica” Platone sembra vagheggiare un mondo governato dai matematici, ma la storia – purtroppo o per fortuna? – non ha dato seguito al suo suggerimento. Ci sono stati politici di estrazione matematica, o tentativi più o meno riusciti di socialismo “scientifico”, quell’utopia però è rimasta tale. Non così in letteratura. I classici ci propongono infatti svariati modelli di società matematiche, come l’isola del terzo viaggio di Gulliver, sperduta tra le nuvole e popolata di abitanti goffi e sbadati. In realtà, tra gli scrittori “matematica” è spesso sinonimo di rigidità, oppressione, predeterminazione soffocante contro cui ribellarsi: “la vita è pur sempre la vita, e non solo una radice quadrata” protesta Dostoevskij. Ma forse le cose non stanno proprio così, e anche in letteratura – nei testi di Borges, Carroll, Musil, Queneau e molti altri – emerge un’altra immagine della matematica, che è invece gusto del paradosso e dell’aforisma, libertà dagli schemi, fantasia di inventarne di nuovi, levità e giocosità. È di queste matematiche esotiche e variegate che ci parla Carlo Toffalori, presentandole come ci vengono dipinte da vari autori. Senza trascurare qualche divagazione stuzzicante, su matematica e teologia, per esempio, o sulla matematica dell’amore, dai matrimoni a tre sessi di Asimov alle prodezze aritmetiche di Don Giovanni e Casanova.
Per gli appassionati del genere “Avventura”
* La nave dei morti * di Clive Cussler e Jack Du Brul (Ed. Longanesi, trad. di Seba Pezzani, pp. 504, euro 19,60). All’inizio è solamene un puntino sul radar della “Oregon”, la nave ipertecnologica capitanata da Juan Cabrillo, di ritorno da una missione top secret in Iran. Un puntino che segnala un’imbarcazione alla deriva. Eppure nessuno ha raccolto SOS. Cabrillo decide di vederci chiaro, ma nemmeno lui, che ha vissuto avventure di ogni genere, è pronto a ciò che lo aspetta. Il ponte della “Golden Dawn” è disseminato di cadaveri, così come la sala macchine, l’infermeria, il salone delle feste e ogni angolo dell’elegante nave da crociera. Il virus – se di virus si tratta – sembra aver colpito nel bel mezzo di una festa, visto che tutti i morti sono in eleganti abiti da sera. Chi – o che cosa – può aver causato un simile massacro? Per Cabrillo però non c’è da risolvere soltanto il terrificante mistero della nave dei morti. Il figlio del suo vice Max Hanley è scomparso dopo essere stato plagiato dai responsivisti, una setta che predica la sterilizzazione dei propri membri per risolvere il problema della sovrappopolazione sulla Terra. E forse il fatto che a bordo della “Golden Dawn” si stesse svolgendo una loro convention non è un caso. Quello che aspetta gli eroi della “Oregon”, questa volta, è davvero un orrore senza fine.
Per gli appassionati del genere “Memoir”
* Le regine di Freeville * di Amy Dickinson (Ed. Corbaccio, trad. di Olivia Crosio, pp. 192, euro 16,80). La storia di una donna, la storia di una famiglia declinata al femminile, fatta di madri, di figlie, di sorelle, di zie: questa è la comunità delle “Regine” di Freeville, una cittadina nello Stato di New York, dove Amy Dickinson è cresciuta e dove ha cresciuto la propria figlia fra un viaggio di lavoro a Londra e uno a New York, a Washington, a Chicago per mantenere se stessa, la figlia e il gatto di casa, dopo essere stata mollata dal marito di punto in bianco. Distrutta ma combattiva, Amy ha trovato il sostegno di tutte le donne della sua vita, in primo luogo la madre, che l’hanno aiutata a rimettere insieme i pezzetti sparsi della sua vita e a trasformarla in qualcosa di nuovo. E grazie a loro, Amy ha continuato a fare il suo mestiere, la giornalista, e ha scoperto che alla gente interessava leggere la storia della sua lotta quotidiana per la sopravvivenza: una lotta fatta di frequenti insuccessi e insperati successi, tutti affrontati con buon senso e soprattutto con tanto umorismo.
Per gli appassionati del genere “Fantasy e Fantascienza”
* Il profumo del sangue * di Nalini Singh (Ed. Nord, trad. di Chiara Brovelli, pp. 416, euro 18,60). Cento anni di schiavitù in cambio della vita eterna: il patto tra un uomo che vuole diventare vampiro e l’angelo che decide di crearlo sembra vantaggioso, ma cento anni sono molto lunghi ed è compito dei Cacciatori rintracciare e restituire ai padroni i vampiri che fuggono prima del termine. A New York, nessuno svolge questo lavoro meglio di Elena Deveraux, perché lei possiede la capacità innata di “fiutare” la brama di sangue. Ed è proprio grazie al suo straordinario dono che viene scelta da Raphael, l’arcangelo della città, per un incarico pericolosissimo: trovare e neutralizzare Uram, un angelo che si è trasformato in un efferato assassino. Sebbene nessun umano abbia mai affrontato un essere così potente, Elena non può tirarsi indietro, perché la punizione per aver disobbedito sarebbe peggiore della morte. E, come se ciò non bastasse, la Cacciatrice deve difendersi anche dallo stesso Raphael, che le ha proposto di diventare la sua nuova amante. Tutti sanno che gli immortali si servono degli umani soltanto per divertirsi, e lei non vuole certo lasciarsi trattare come un oggetto. Ma Elena non può immaginare che, a volte, persino gli arcangeli s’innamorano.
Per gli appassionati del genere “Ragazzi”
* Il leone * di Joseph Kessel (Ed. Salani, pp. 208, euro 13,00). Nel gran parco reale del Kenya, Patricia vive a contatto con gli animali selvaggi. La popolazione locale pensa che sia figlia di un leone: la adora e la teme perché è stata vista sdraiata tra le zampe di un grande esemplare maschio. Patricia è infatti cresciuta con King, un leone che lei ha raccolto, cucciolo, nella savana. Quando Patricia diventa grande, un giovane masai la chiede in moglie. Come vuole la tradizione del suo popolo, Oriunga le dimostrerà il suo coraggio affrontando un leone, ad armi pari. Ma l’animale scelto sarà proprio King. Tra magistrali descrizioni della savana e dei suoi animali, un’avventura che parla del rapporto dell’uomo con la natura e di una grande e indimenticabile amicizia. Una storia che apre i confini tra culture diverse e ridefinisce i concetti di giusto e sbagliato, civilizzato e selvaggio.
* Il segreto della soffitta * di Nerea Riesco e Juan A. Vásquez (Ed. Salani, trad. di Michela Finassi Parolo, ill. di Raúl Mendosa, pp. 64, euro 9,00). Un bambino scopre in una soffitta una vecchia scacchiera impolverata e intuisce subito che nasconde un gran segreto. Ognuno degli strani scacchi di legno comincia a rivelare un suo proprio carattere, un valore, un orgoglio e anche un modo di prendere – letteralmente – vita. Una storia fantastica per imparare a giocare a scacchi, che introduce i bambini in un mondo meraviglioso, nell’alternarsi della voce narrativa che segue il filo della storia, e di quella manualistica, che spiega le regole del gioco.
Per gli appassionati dei “Problemi di Psicologia”
* Attrazione e scelta * di Camillo Loriedo, Maria Di Giusto e Giulia De Bernardis (Ed. Ponte alle Grazie, pp. 272, euro 16,00). Secondo Pascal, logico e filosofo che di sentimenti e di esprit de finesse se ne intendeva, “il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”. L’attrazione che scocca negli sguardi o nelle mani di due persone che si sfiorano rimane un enigma insondabile, almeno per la ragione che tutto vuole spiegare. Eppure, questo libro raccoglie la sfida di psicologi, psicanalisti e scienziati sociali nel voler quantomeno descrivere, catalogare, comprendere la chimica complessa e irriducibile dell’amore, dei suoi successi come dei suoi fallimenti, dei suoi caratteri ricorrenti e delle sue eccezioni. Il risultato è una ricchissima panoramica teorica condotta attraverso la lente delle forme di attrazione, convivenza e comunicazione, non certo priva di reciproche incongruenze e contraddizioni, ma proprio per questo estremamente vitale e riflesso fedele di un oggetto di studio tanto ricco e sfaccettato. Le pagine di questo libro testimoniano, al di qua della “fredda” indagine di laboratorio e dell’interpretazione statistica di test e dati, la profondità di un impulso alla relazionalità e al calore che è prima di tutto bisogno dell’altro, unico vero antidoto alla solitudine.
Fonte : infinitestorie.ti









La nave dei morti
Il ritmo di quest’avventura è adrenalinico, sicuramente il migliore della saga Oregon Files, in più noto anche che con l’avanzare della serie i vari personaggi stanno assumendo contorni definiti – non sono più macchiette – non solo, si stanno molto umanizzando, la vicenda del figlio, per quanto forzata, rende il personaggio molto umano.
Andrea
cussler.blogspot.com