Speciale Festa della Donna

« Volevo solo percorrere un lungo tratto di terra che mi consentisse di studiare tutte le situazioni possibili in cui vengono a trovarsi le donne, per colpa loro o di certi tabù. » (Il sesso inutile – Oriana Fallaci)

Anche Zebuk vuole, in qualche modo, ricordare la Festa della Donna.
Ma, visto che siamo un sito letterario ci sembra giusto farlo attraverso la vita e le parole di scrittrici.
Donne, famose o meno, che hanno tutte un tratto comune:
La forza con la quale hanno portato avanti le loro idee.
Il coraggio di mettersi al pari (o ad un livello superiore) rispetto ai loro colleghi uomini.
Tutte loro hanno in qualche modo segnato un piccolo passo per l’indipendenza femminile.

Aiutateci, come sempre, ad allungare questa lista di donne forti!

Oriana Fallaci

E’ stata una pioniera in un mestiere prettamente maschile: reporter di guerra.
Dura, diretta, polemica, molto spesso criticata.
Ma indubbiamente una donna forte, con un grandissimo talento per la scrittura.
Tra gli scritti del suo periodo di reporter spicca, per intensità, Niente e così sia:

«Cos’è la vita?»
«È una cosa da riempire bene, senza perdere tempo. Anche se a riempirla bene si rompe.»
«E quando è rotta?»
«Non serve a niente. Niente e così sia.»

Phillis Wheatley

Ai più non dirà nulla il suo nome.
Eppure è stata una pioniera a modo suo.
Phillis Wheatley fu una poetessa di colore, arrivata a Boston come schiava e venduta ad una famiglia ricca, che però era anche parecchio moderna.
Perchè la fece studiare e, più che una schiava era alla fine una dama di compagnia.
E’ importante perchè:
E’ la prima donna di colore a vedere pubblicata la sua opera
E’ anche il primo poeta afroamericano (ed è importante, visto che la poesia è sempre stata considerata un’arte elitaria e riservata solo ad un certo tipo di persone).
E’ una donna.

Sibilla Aleramo

Femminista, pacifista, fascista ma subito dopo il 1945 convinta comunista, la scrittrice Sibilla Aleramo non si adeguò a ruoli o immagini femminili tradizionali.
Una donna, un romanzo coraggioso e combattente che va letto almento una volta nella vita, non per imparare a lottare ma solamente per decidersi a farlo tutti i giorni.

Ubbidisci al comando della tua coscienza, rispetta sopra tutto la tua dignità, madre: sii forte, resisti lontana, nella vita, lavorando, lottando. Consèrvati da lontano a noi; sapremo valutare il tuo strazio d’oggi: risparmiaci lo spettacolo della tua lenta disfatta qui, di questa agonia che senti inevitabile.

George Sand

Importante il suo  “Histoire de ma vie”, uscito quando ancora il femminismo non era un filosofia.
La Sand promosse i diritti di uguaglianza del mondo femminile, ed in prima persona si ribellò alle imposizioni sociali che perseveravano nel mantenere le donne in uno stato di inferiorità e soggezione nei confronti dell’uomo.

Paola Mastrocola

Attualmente insegna lettere nel liceo scientifico di Chieri (Torino). Svolge anche una intensa attività di scrittrice, inizialmente di libri per ragazzi, poi soprattutto di romanzi. La sensibilità educativa e l’esperienza didattica si traducono in situazioni narrative nelle quali il riferimento, spesso graffiante, alla realtà della scuola italiana di questi ultimi anni si accosta ad aspetti volutamente antirealistici.

Togliamo il disturbo: un bel saggio sulla scuola di oggi scritto da una donna che la vive tutti i giorni, parole che, se fossi studente, vorrei sentirmi dire senza ipocrisia.

Un libro per l’8 marzo

Il corpo delle donne, Lorella Zanardo.
Nel maggio del 2009 Lorella Zanardo ha messo in rete un documentario (www.ilcorpodelledonne.com), realizzato con Cesare Cantù e Marco Malfi Chindemi, che si proponeva di innalzare il livello di consapevolezza sull’immagine delle donne nella tv italiana. Oggetto e titolo: Il Corpo delle Donne. È stato l’inizio di un cambiamento e di una grande spinta per far riguadagnare centralità alle donne e misurare la loro incidenza sul tessuto sociale e culturale del nostro paese. L’autrice racconta qui la genesi del documentario, le reazioni che ha suscitato, l’interesse inaspettato da parte delle giovani generazioni, la necessità di uscire dagli stereotipi per giungere a una nuova definizione del femminile. Inoltre, mette a fuoco nuovi strumenti di lettura dell’immagine televisiva e dei messaggi che questa veicola. E con il capitolo Nuovi occhi per la tv passa dalla denuncia alla proposta di strumenti che consentono di guardare la tv con consapevolezza. “Spegnere la tv oggi non serve,” dice Lorella Zanardo, “il vero atto innovativo è guardarla. Insieme a chi normalmente la guarda.”

7 COMMENTS

  1. Una donna di Sibilla Aleramo è fantastico ma volevo consigliarvi l’Albergo delle Donne Tristi di Marcela Serano, una scrittura femminile molto interessante. Questo mi sembra il modo migliore di combattere contro questa voglia imperante di farne una festa consumista a tutti i costi

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