Seta, Alessandro Baricco

Ultima Modifica: Mar 11, 2019

Benchè suo padre avesse immaginato per lui un brillante avvenire nell’esercito, Hervè Joncour aveva finito per guadagnarsi da vivere con un mestiere insolito, cui non era estraneo, per singolare ironia, un tratto a tal punto amabile da tradire una vaga intonazione femminile.

Per vivere, Hervè Joncour comprava e vendeva bachi da seta.

Era il 1861. Flaubert stava scriverno Salammbo, l’illuminazione elettrica era ancora un’ipotesi e Abramo Lincoln, dall’altra parte dell’Oceano, stava combattendo una guerra di cui non avrebbe mai visto la fine.

Questo romanzo, ambientato nel 1860 circa, narra della vita di Hervé Joncour, commerciante francese di bachi da seta, che, a causa di un’epidemia che ha colpito i bachi da seta di tutti i paesi europei e africani, è costretto a recarsi in Giappone per comprarne le uova. In questo paese, per lui nuovo e surreale, è accolto alla corte di Hara Kei, un uomo enigmatico, che è sempre in compagnia di una giovane ragazza, “i suoi occhi – come descrive Baricco – non avevano un taglio orientale, il suo volto era il volto di una ragazzina”.

Tra i due nasce un’intensa attrazione, costituita da una triste, segreta e imponente danza di sguardi. Nonostante il suo ritorno a casa, dove l’aspetta la moglie, Hélène, non riesce a dimenticare quella ragazza che con il suo volto, il suo sguardo, e il mistero che in esso è avvolto, lo aveva stregato. Passa il tempo, e, dopo un anno, a rianimare la passione di Hervé, arriva una lettera, composta da poche parole, scritte dalla giovane, che lo sollecitano a ripartire per il Giappone. Compie altri viaggi, animati dalla speranza di incrociare, anche solo per un momento, lo sguardo profondo della ragazza.

Nell’ultimo di questi trova un paese distrutto dalla guerra civile. Dopo molte peripezie riesce a trovare la carovana di Hara Kei, che sfugge alla distruzione. Egli lo incita a non far più ritorno. Così Hervé torna in Francia, dove lo attende la moglie gravemente malata, che muore qualche mese dopo. Solo allora Hervé si accorge che la cosa a cui veramente teneva di più, era sempre stata lì accanto a lui, ma, cieco era andato a inseguire una giovane, impalpabile come la seta, di cui non conosceva nemmeno il nome, con cui non aveva mai scambiato nemmeno una parola.

Visto che  per questo mese per i consigli dello staff abbiamo deciso di parlare di viaggi, ho subito pensato a questo romanzo di Baricco che volevo leggere da un pò, ma che rimandavo da tempo e con questo pretesto mi sono decisa. Si legge in una sera, è breve e leggero, molto semplice. Ci sono molti silenzi sia dei personaggi che proprio nei vuoti delle pagine e capitoli brevissimi.  Sono raccontati i vari viaggi  di Hervè, in modo veloce che lascia spazio alla fantasia, senza soffermarsi  troppo e per questo mi è piaciuto molto, non è per nulla monotono e dopo averlo letto mi ha lasciato un piacevole sensazione.

Buona lettura.

Seta
Alessandro Baricco
Rizzoli, 1999, 100 pag.

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