Verdi Colline d’Africa, Ernest Hemingway

– E i buoni scrittori?-
– Sono Henry James, Stephen Crane e Mark Twain. Ma badi, non li ho messi in ordine di valore. Non è possibile fare una classifica dei buoni scrittori. –
– Mark Twain è un umorista, gli altri due non li conosco. –
– Tutta la letteratura americana moderna viene fuori da un libro di Mark Twain: Huckleberry Finn. Se lo legge si fermi però quando i ragazzi perdono il negro Jim. Quella è la fine, il resto è trucco. Ma è  il nostro libro più bello, e tutto quanto è stato scritto in America viene da lì: prima non c’è niente e dopo niente che lo valga. –

A parlare così è Mr. Ernest Hemingway, rispondendo ad una domanda di Kandisky, ovvero colui che recluta gli indigeni per le battute di caccia.
Eh già, perchè questo discorso sulla letteratura americana, Hemigway e il suo compagno di avventura lo hanno avuto proprio durante un safari.
Verdi colline d’Africa altro non è che un diario di viaggio.
E, come spesso accade durante i viaggi, capita di soffermarsi su tante cose nel corso dell’esplorazione.
Succede anche in questo caso.
Alle crude scene di caccia grossa (in alcuni passi di difficile “digestione”) fanno da contraltare le splendide, quasi romantiche, immagini dell’Africa selvaggia, con i suoi colori, i suoi sapori, i suoi odori.
E le discussioni intellettuali. Perchè, dopotutto Hemingway era così.
Il suo piccolo diario di viaggio rispecchia fedelmente il suo modo di essere e il fatto che, per ogni sua esperienza personale sentisse il bisogno di tradurla in scrittura:

Ho una vita interessante, ma devo scrivere perché se non scrivo in una certa misura non posso godermi il resto della mia vita.

Personalmente non amo la caccia.
E, come dicevo, ho faticato a leggere certe descrizioni.
Ma mi sono comunque tuffata (anzi rituffata, perchè questo è un libro che mi era già capitato di leggere e in lingua originale) nel mondo di Hemingway con piacere.
Perchè oltre che attraverso le opere di fantasia è importante avere la possibilità di conoscere quest’autore nelle mille sfaccettature che lo caratterizzarono e lo resero così unico.
Se ancora non siete convinti se affrontare il viaggio sulla nave Hemingway, potrete trovare la giusta motivazione attraverso le parole dell’autore nella prefazione di Verdi colline d’Africa:

“A differenza di molti romanzi, nessuno dei personaggi e degli avvenimenti contenuti in questo libro è immaginario. Chiunque non trovi sufficienti interessi amorosi, ha piena facoltà, leggendo, di inserirvi qualsiasi interesse amoroso egli, uomo o donna, abbia al momento. L’autore ha cercato di scrivere un libro completamente vero per vedere se il profilo di una regione e l’esempio di un mese di vita descritti con fedeltà possano competere con un’opera di fantasia.”

Verdi Colline d’Africa
Ernest Hemingway
Mondadori, 1998, 256 pag.
ISBN 9788804455721

Silbietta
40enne, mamma di una ex Vitellina, moglie di un cuoco provetto. Le mie passioni: lettura e scrittura. E ZeBuk. Fresca Expat in quel di Londra, vago come un bambino in un negozio di giocattoli nei mercatini di libri usati. Forse è questo il Paradiso!

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