Cacao, Jorge Amado

Ultima Modifica: Mar 28, 2019

Nel Sud di Bahia, cacao è l’unico nome che suona bene.
Le roças sono belle quando sono cariche di frutti gialli. A ogni inizio di anno, i coronél guardano l’orizzonte e fanno previsioni sul tempo e sul raccolto. E arrivano allora le empreitadas con i braccianti. Uempreitada, specie di contratto per il raccolto di una roça, si fa di solito con i braccianti che, sposati, hanno moglie e figli. Essi si impegnano a raccogliere tutta una roça e possono affittare altri braccianti che li aiutino. Altri braccianti, ancora, quelli che sono soli, restano a disposizione per il servizio volante. Lavorano a giornata e fanno di tutto. Nel taglio,
nell’ammassamento, al cocho e alle barcaças. Questi erano in maggioranza. Prendevano tremilacinquecento réis a giornata lavorativa, ma nei tempi buoni erano arrivati a guadagnare anche cinque mil-réis.

La Trama

Ė la storia di un sergipano (abitante del Sergipe), che arriva a Ilhéus in cerca di lavoro. Vaga a lungo affamato ed impaurito per la città finché incontra una guardia di fronte al municipio che lo conduce in panetteria e gli regala un pane. Sarà la stessa persona, Roberto, che rincontrerà il giorno stesso e che, invitandolo in uno spaccio per mangiare una feijoada, incontra diversi uomini che erano seduti sul retro a mangiare e viene presentato ad uno di loro, il 98, che lo conduce da un certo colonel Misael che assumeva uomini per il lavoro nelle piantagioni. Con i soldi che i due nuovi amici gli procurano il giovane riesce a prendere il treno per Pirangi e, dopo un lungo viaggio, dove l’autore descrive con grande maestria cose e persone, il giovane arriva a destinazione e inizia il suo duro lavoro in compagnia di nuovi amici: il carpentiere Colodino, il mulatto João Grilo, il mulattiere Antônio Barriguinha, il negro Honório.
Ma ci sono anche i giorni di riposo e allora si fanno grandi bevute, specialmente di cachaça, si frequentano i bordelli, il dopolavoro, la lotteria e le ragazze, numerose protagoniste di questa storia così come lo sono i bambini che assumano sempre, nelle opere di Amado, un ruolo importante. Infine nascerà anche la coscienza di classe al quale seguirà un finale assolutamente autobiografico.

Jorge Amado è uno di quegli autori che amo in modo quasi folle.
E questo suo romanzo mi ha appassionato fin dalle primissime pagine.
Perchè parla di persone che affrontano una vita difficile, perchè tratteggia l’enorme differenza tra i proprietari terrieri (dai modi terribili, pieni di cattiveria, egoismo e soldi) e i lavoratori delle piantagioni, trattati come schiavi. Affittati dai padroni. Come si fa con un macchinario.
Ridotti a cose.

Cacao è pieno di piccole storie di umanità e povertà, ed è arricchito dagli incontri che il protagonista della storia farà nel corso della sua avventura.

Tante figure indimenticabili, una su tutte quella della piccola Zilda, violentata a dieci anni e divenuta una prostituta bambina, che nel suo cuore infantile conservava la speranza di rivedere il suo violentatore, del quale si era innamorata.
Lei, che messo il suo vestito migliore per incontrarlo, si sentirà apostrofare dal suo principe immaginario con disprezzo e non reggerà il dolore, togliendosi la vita.

E’ senza dubbio un romanzo dove l’unico possibile raccordo con il nostro tema mensile sta semplicemente nel cacao.
Perchè di ricette nel libro, non ce ne sono.
Semmai, per tutta la storia si cercherà la ricetta per cambiare la propria vita.

Cacao
Jorge Amado
Mondadori, 1984

9 COMMENTS

  1. … mammamia, che bello.
    Di Amado ho letto millantamila anni fa Tocaia Grande. Solo perché girava per casa ed io ero una ragazzina con tanta voglia di leggere qualsiasi cosa.
    Ricordo che mi toccò parecchio. Ma se ti devo dire di cosa parlasse, in realtà, beh… 🙂

    Solo che da come ne hai parlato, ora, mi hai evocato un’aria di ‘casa’ che quasi quasi me lo vado a ripescare! 😉

  2. A me Amado piace da una vita.
    Questo libro in effetti non lo avevo ancora letto.
    Quando mi è capitato tra le mani e ho letto la trama l’ho preso comunque, anche se mi aspettavo un racconto lento.
    Invece l’ho divorato in un paio di giorni.
    Mi ha fatto venire voglia di continuare a leggere quest’autore.

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