
Ci siamo conosciuti proprio qui, da Coppelia, in una di quelle giornate in cui uno non ha la più pallida idea di che fare dopo la merenda, se bighellonare in su o bighellonare in giù per la strada. Si è avvicinato al mio tavolo, e mormorando: <Posso?> si è seduto di fronte con le sue borse, le sue cartelle, l’ombrello, i rotoli di carta e la coppa di gelato. Gli ho gettato un’occhiata: non c’era bisogno di essere un’aquila per capire che razza di tipo era; e comunque, c’era il gelato di cioccolato e lui aveva preso quello di fragola.
E’ così che David fa il suo primo incontro con Diego.
I due non potrebbero essere più diversi: il primo è militante dell’unione dei Giovani Comunisti, il secondo è un omosessuale con idee molto liberali. Forse troppo.
David incontra Diego in un momento particolare della sua vita: la sua storia d’amore è appena finita e lui la ripercorre mentalmente, tra ricordi dolorosi e rimpianti.
E Diego, in modo imprevedibile si rivela un amico.
Un’amicizia per nulla facile, dato il clima politico che vige in quel periodo a Cuba.
Fragola e Cioccolato è un racconto breve, poi diventato sceneggiatura teatrale e cinematografica, scritto da Senel Paz.
Ed è un piccolo, grande manifesto contro le intolleranze di ogni genere.
Perchè insegna che, nonostante le difficoltà e la distanza che si può avere da un amico, se è tale, in fondo, basta farlo sapere al mondo scegliendo il gelato alla fragola nel posto dove si vende sempre quello al cioccolato.
Fragola e Cioccolato
Senel Paz
Giunti, 1994, 147 pag.








