Il terrazzino dei gerani timidi, Anna Marchesini

Ultima Modifica: Mag 08, 2020

Quasi sempre erano i gerani. Un colore spento, si sarebbe detto quasi lilla, il fiore moscio,pallido opaco,insulso; non attirava nemmeno una vespa. Gerani tutti in fila ordinati nei vasi tutti uguali -immobili segnaposto delle ore del tempo all’aperto-tutti dello stesso colore.

La recensione di Il terrazzino dei gerani timidi di Anna Marchesini

Una bambina, una madre e un papà tranquilli fino alla noia, un fratello più grande.
Ecco la famiglia raccontata in questo libro.
La vita nei mesi che precedono il giorno della prima comunione: il ritiro in Chiesa, le prove del vestito dalla sarta che è anche la vicina di casa.
E i sensi di colpa per quei peccati che agli occhi di una bambina sembrano enormi e che lasciano sgomenti invece gli adulti assonnati.

Una vita che scorre tranquilla, senza scossoni di sorta: la domenica pomeriggio in oratorio, le visite di cortesia agli ammalati e alle strambe sorelle di Don Luigi.
E proprio le zitelle sconquassate e pittoresche offrono per prime, alla mente della bambina, uno sprazzo di vita differente, di gioia e di calore, anche in mezzo al caos di divani pieni di felini e al puzzo della sporcizia e dell’età.

La mia opinione su Il terrazzino dei gerani timidi di Anna Marchesini

Questo libro, personalmente, non mi è piaciuto.
Lo stile della Marchesini è troppo ricco per i miei gusti.
Soprattutto nella prima parte c’è un uso smodato delle parole. 
Ho avuto l’impressione che le usi per il puro gusto di essere ricercata ma alla fine appesantiscono la storia senza darle quel qualcosa in più.
Sembra quasi che lo stile migliori andando avanti nel racconto come se, a forza di scrivere e sperimentare, l’autrice, alla fine, abbia trovato un equilibrio tra l’abuso della lingua e la storia .

Il libro non è di facile lettura, vuoi per l’uso personalissimo delle virgole che all’inizio disorienta, vuoi per l’assenza di una storia vera e propria.

Ci sono dei momenti che rimangono come tante foto nella mente.
Ecco, possiamo dire che sia un libro di dagherrotipi, di vecchie foto un po’ sbiadite, di quelle che ogni tanto tiri fuori dalla scatola di scarpe in fondo all’armadio, un po’ sfocate, un po’ bruttine, ma che ti fanno tenerezza.
E alla fine l’effetto del libro è proprio questo, una grande tenerezza: per la bambina solitaria che ha come amici i gerani mosci del suo povero terrazzino e anche per quei genitori incapaci di colmare i suoi vuoti e rispondere alle sue domande.

Ci penserà il teatro, scoperto grazie a un matinée organizzato dalla scuola, ad aprire, davanti ai grandi occhi della ragazzina, le infinite possibilità e i mondi paralleli di cui è popolata la letteratura e a colmare con le sue storie la vita della protagonista.
Buona lettura.

IL TERRAZZINO DEI GERANI TIMIDI
Anna Marchesini
Rizzoli, 2011, p.231, €. 17,50

10 COMMENTS

  1. A me invece è piaciuto molto, anche se mi è mancata la storia, mi è sembrato per certi versi di rivivere il suo ed il mio passato

  2. Anche a me è piaciuto, invece.
    In particolare ho respirato quell’aria timida e antica… sì, è vero: a volte è un po’ prolisso, a volte non si trova “la storia”… ma in fondo anche questa è in qualche modo una storia. Quella di una vita semplice e quotidiana. Raccontata in un modo – che non mi aspettavo dal personaggio Marchesini che conoscevo -… però mi ha sorpreso e lo ha fatto in positivo!
    E ho adorato la casa delle sorelle zitelle. E ci ho letto momenti di lucidità bellissimi… 🙂

  3. La visita alle zitelle è piaciuta anche a me ma io quando finisco di leggere un libro mi chiedo sempre- Lo consiglierei?- e la risposta è stata -No-. O forse lo consiglierei al mio peggior nemico 😀

  4. ho letto la recensione tre volte: è bellissima, dentro c’è tutto il necessario e stimola la curiosità di leggere il libro. credo che questo romanzo vada letto, anche con le sue pecche, perchè riporta ad uno stile che oramai non si legge più; non necessariamente è obbligatorio utilizzare tutte quelle parole e frasi complesse, ma ritrovarne periodicamente in romanzi di questo tipo fa piacere. non facile questo libro, ma molto divertente in alcuni passaggi.

    • Grazie Lucia! Il libro va letto perchè ognuno deve farsi la propria opinione. Io per il momento l’ho dato a mia madre e nemmeno a lei è piaciuto molto. Ora aspetto il giudizio di mia sorella. Una cosa è certa, le atmosfere del libro ti rimangono in mente, non è un libro che si dimentica facilmente.

  5. Ho letto il libro incuriosita proprio dalla presentazione di Zebuk.
    L’ho letto un po’ a fatica non per la storia, che mi è piaciuta molto e nella quale mi sono ritrovata tantissimo (mi ha fatto pure scappare una lacrima), ma per lo stile narrativo della Marchesini.
    Troppo prolissa, troppe relative, perdevo il filo del momento un sacco di volte…
    Ho anche pensato di rileggerlo fra un po’ per vedere che effetto fa…
    Tirando le somme mi è comunque piaciuto.

  6. Io dovevo leggere un libro per la scuola, non c’ è un motivo ben preciso per cui ho scelto proprio questa lettura, forse perchè so che l’ autrice è una donna che ha avuto una carriera brillante.. Ma direi che per i miei 14 anni questo libro è abbastanza complicato. La mia scelta è stata azzardata lo so, ma è la prima volta che mi capita una cosa del genere, se lei scrivesse in modo più semplice leggerei molto più volentieri 🙂

    • Grazie Elisa del tuo commento!
      Sì, hai ragione: il linguaggio che usa la Marchesini è un po’ lento e complicato. Ma la scelta di un libro a mio avviso non è mai azzardata: ogni libro secondo me è capace di regalarti sensazioni diverse se lo leggi in momenti diversi della tua vita.
      Magari tra qualche anno sarà diverso, magari no, magari ti piacerà di più, magari ancora meno di oggi, chi lo sa? tutto sta nel provare… 😉

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