Kitchen, Banana Yoshimoto

Ultima Modifica: Set 08, 2020

Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina.
Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.
Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire.
Mi piacciono col pavimento disseminato di pezzettini di verdura, così sporche che la suola delle pantofole diventa subito nera, e grandi, di una grandezza esagerata. Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero inverno, un frigo imponente, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare. E se per caso alzo gli occhi dal fornello schizzato di grasso o dai coltelli un po’ arrugginiti, fuori le stelle che splendono tristi.
Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po’ meglio che pensare che sono rimasta proprio sola.

Il nostro viaggio nel mondo culinario non poteva tralasciare questo esordio di Banana Yoshimoto. Lo stile fresco, quasi fumettistico, la trama a volte grottesca, l’allontanamento dalla tradizione tanto forte in Giappone: tutti argomenti che coinvolgono alla lettura e la fanno scorrere velocemente.

Quando, poco dopo, mia moglie morì, si seccò anche la pianta. Per inesperienza le avevo dato troppa acqua. Fu buttando l’ananas in un angolo del giardino che capii chiaramente, anche se in modo inesplicabile, una cosa. Una cosa che a dirla sembra banale. Capii che non ero il centro del mondo. La quota di sofferenze nella vita non variava certo in rapporto a me. Non ero io che potevo decidere.

Allora, pensai, tanto valeva godersi, per quanto era possibile, il resto.

La cucina fa da sfondo al racconto della vita della protagonista, che si attornia di una famiglia nuova dopo aver perso quella originaria; ma questo nuovo nucleo esce fuori dagli schemi che conosciamo, è un salvagente alle paure di morte e una salvezza per gli insondabili sviluppi del destino. Il romanzo che ha fatto conoscere la Yoshimoto al mondo è decisamente originale e per questo o lo si odia o lo si ama: quello che ne penso io lo avete capito, e voi cosa ne dite?

Kitchen
Banana Yoshimoto
Feltrinelli, 2002, 150p., € 6,50

3 COMMENTS

  1. Tutta la mia passione per la cucina è cominciata qui.
    O meglio: tutta la mia passione per il connubio letteratura-cucina, è cominciata qui.

    Hai ragione: o la ami o la odi. E io la amo. Tanto.
    Anche perché in qualche modo ha segnato la mia vita. 🙂

  2. Amo questo libro in modo quasi viscerale. E’ stato il primissimo libro della Yoshimoto che ho letto e poi ne sono seguiti tanti altri. E anche se lei racconta un Giappone a volte squallido e triste io trovo che questo piccolo romanzo sia un inno alla vita e all’amore per la vita.

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