Per gli appassionati del genere “Thriller, Horror, Noir”
* L’uomo della domenica * di Thomas Kanger (Ed. Ponte alle Grazie, trad. di Giulio Appiasi, pp. 320, euro 18,60). Ylva è stata uccisa venticinque anni fa, tra i boschi della Lapponia svedese. La sua bambina è scomparsa. Delitto irrisolto e archiviato. È Elina Wiik, della squadra omicidi di Vasteras, ad accollarsi il compito di individuare il colpevole prima che il crimine cada in prescrizione. Osteggiata dai superiori, che la vedono come una semplice pedina nella scacchiera dei loro giochi di potere, ha appena tre settimane di tempo per riuscire laddove gli investigatori di allora hanno fallito. Ma Elina possiede qualcosa che a loro manca: gli occhi di una donna. Soltanto lei può arrivare a capire chi era veramente Ylva e ricostruire l’esatto meccanismo che ha condotto alla sua morte. Con arte sottile nel calibrare la suspense, Thomas Kanger mette in scena una caccia serrata all’assassino. A condurla, una donna di grande temperamento e carisma – una di quelle personalità forgiate dalla vita e incapaci di lasciare indifferenti chiunque entri nel suo raggio d’azione -, che diventa lo specchio rovesciato di una società intimamente misogina. E a far da sfondo alle sue vicissitudini, il paesaggio del Grande Nord che assiste a tanta efferatezza, spettatore silente e immobile di fronte ai tragici incroci di destini.
* La camera del cielo * di Judith e Garfield Reeves-Stevens (Ed. Nord, trad. di Mara Dompè, pp. 480, euro 19,60). Florian MacClary l’ha trovata. Nelle profondità dell’oceano Pacifico, è nascosta una camera interamente decorata con le costellazioni celesti e che, al centro, ha un tavolo di pietra su cui sono incisi dodici simboli enigmatici. Ma il destino di Florian e della sua squadra è segnato: caduti in trappola, vengono uccisi da uno spietato assassino, che s’impadronisce anche di un reperto unico. David Weir ha pochi mesi di vita. Nel corso delle sue ricerche presso il laboratorio d’identificazione del DNA, gestito dall’esercito americano, ha rintracciato gruppi d’individui apparentemente normali, ma che presentano una sconcertante anomalia: una sequenza genetica “sconosciuta” che li porta a morire prima dei 27 anni d’età. David ha 26 anni ed è uno di loro. Jessica MacClary è sconvolta. Nel quartier generale della fondazione della sua famiglia, sotto una volta ricoperta di stelle, la ragazza apprende che sarà lei a proseguire la missione di sua zia Florian. Ciò significa che diventerà una dei Dodici Difensori e che sarà la custode di un segreto antichissimo. Dai ghiacci dell’Artico alle capitali europee, dai mari del Sud ai casinò di Atlantic City, Jessica e David saranno costretti ad allearsi in una disperata corsa contro il tempo per annullare la condanna codificata nel DNA del giovane scienziato e svelare un mistero che risale all’origine stessa della civiltà umana.
Per gli appassionati del genere “Memoir”
* Il volo del silenzio * di Jorge Real (Ed. Longanesi, trad. di Silvia Sichel, pp. 512, euro 19,60). David ha tredici anni quando, in seguito a una sconvolgente rivelazione, fugge dalla casa in cui ha sempre vissuto, cullato dalla serenità apparente della sua numerosa famiglia. Confuso e ferito, sale su un traghetto e lascia l’isola di Margarita, in Venezuela, per raggiungere Caracas. Costretto a vivere per le strade della capitale, conosce la fame, la violenza, il mondo della droga e della prostituzione, ma anche la grande passione della sua vita, che ha sin da quand’era bambino: il volo. E una passione ancora più grande esplode quando incontra Jazmín, che sembra finalmente dare un senso alla sua breve eppure già travagliata esistenza. David trova un lavoro e riesce a prendere il brevetto di volo, ma il mondo dei due ragazzi è fragile e precario, e il crollo inesorabile è sempre più vicino. Finché non è troppo tardi per cambiare le cose. David sceglierà di volare, perché soltanto in volo trova la pace e il silenzio. Questo ha un prezzo, però: la criminalità. E così mette il suo brevetto al servizio dei grandi signori della droga, entrando in contatto con personaggi pericolosi come Escobar, il più noto dei narcotrafficanti. Un uomo pericoloso e depositario di tremendi, scottanti segreti. Segreti che forse un giorno David potrà rivelare, dal chiuso della sua prigione.
Per gli appassionati del genere “Sentimenti”
* La vita è breve e il desiderio infinito * di Patrick Lapeyre (Ed. Guanda, trad. di Marcella Uberti Bona, pp. 286, euro 17,00). È un giorno di inizio estate quando squilla il telefono e Nora annuncia il proprio ritorno. Sono passati venticinque mesi, tre settimane e cinque giorni. Ma per lei è come se fossero passate solamente due settimane da quando ha lasciato Parigi, quasi che il tempo e l’amore fossero reversibili. Ambigua fin dalle origini – di madre francese e di padre inglese -, aspirante attrice, giovanissima e inquieta, Nora è la donna eternamente sfuggente e inconoscibile. Capace di slanci improvvisi e di fughe inspiegabili, nella sua sovrana ingratitudine tiene avvinti a sé due uomini quantomai diversi. Patrick Lapeyre scrive una storia intensa e disarmante di sofferenza e di estasi intrecciando con grande raffinatezza romanticismo e ironia, in un gioco di intersezioni e moltiplicazioni. E reinterpreta in chiave contemporanea i temi dell’amore fatale e del triangolo amoroso, tentando di risolvere la delicata equazione della vita e del desiderio.
* Fiore di Neve e il ventaglio segreto * di Lisa See (Ed. Longanesi, trad. di Federica Oddera, pp. 336, euro 17,60). Nuova edizione del romanzo di Lisa See in occasione dell’uscita nelle sale cinematografiche dell’omonimo film. Ottuagenaria e tormentata dai rimorsi, Giglio Bianco ripensa al proprio passato e a Fiore di Neve, l’amica scomparsa da molti anni che ha avuto un ruolo cruciale nella sua esistenza. Poiché le rimane soltanto il dono del tempo, vuole onorarlo raccontando la storia della sua laotong – la compagna di parole segrete – e del tragico equivoco che ha amaramente segnato un legame lungo una vita. Ha inizio così una vicenda di intensa drammaticità ambientata nella Cina del XIX secolo, quando mogli e figlie ancora avevano i piedi bendati e vivevano in uno stato di isolamento pressoché totale. Allora le donne di una remota contea dello Hunan ricorrevano a un codice segreto per comunicare tra loro. Si scambiavano lettere tracciate a pennello sui ventagli o messaggi ricamati sui fazzoletti, e inventavano racconti, sfuggendo in tal modo alla propria reclusione per condividere speranze, sogni e conquiste. Un romanzo lirico e carico di emozioni che analizza una delle relazioni umane più forti e misteriose: l’amicizia femminile.








