Conviene credere nell’uomo, perché almeno un uomo, chissà dove e chissà quando, creda in se stesso e ricominci da capo il difficile compito di dare un senso alla vita, con coraggio e in solitudine, senza altra speranza che l’approvazione della sua coscienza.
La recensione di Ipazia muore di Maria Moneti Codignola
Della filosofa Ipazia si sa poco o nulla.
Nacque nel 370 d.C. ad Alessandria d’Egitto e fu inventrice del planisfero e dell’astrolabio.
In questo bel libro l’autrice, docente di Filosofia Morale a Firenze, racconta la vita di tutti i giorni di Ipazia. Le sue lezioni al Museo, le dispute filosofiche, il suo grande rigore morale e l’amore per il padre e matematico Teone.
La mia opinione su Ipazia muore di Maria Moneti Codignola
Ipazia era una donna con una grande sete di conoscenza e un forte desiderio di armonia e pace ma non per questo piegò mai la sua volontà davanti a ciò che considerava sbagliato.
Sullo sfondo della vicenda ci sono i tumulti religiosi tra i pagani e i seguaci della nuova religione, il Cristianesimo.
Proprio di queste tensioni religiose rimarrà vittima la filosofa, accusata da Cirillo, vescovo di Alessandria, di essere colei che nell’ombra trama per riportare in auge la cultura pagana.
Aggredita da un gruppo di parabalani, Ipazia verrà uccisa ed oggi è considerata la prima martire pagana del fanatismo cristiano, di quella nuova religione che, facendo leva sul popolo rozzo e ignorante, divenne più potente dell’imperatore stesso.
IPAZIA MUORE
Maria Moneti Codignola
La Tartaruga, 2010, p.219, €. 18,50
ISBN 978-887738491-1









Interessante consiglio letterario per un libro che si prospetta coinvolgente e documentato. Brava l’autrice!