Vendute!, Zana Muhsen

Si chiama Mackenzie, ma io lo chiamo Mackie, mi piace di più. Lo amo e credo che anche lui mi ami. Ma a quindici anni non si parla ancora d’amore.
Ecco cosa ci dicemmo l’ultimo giorno in cui ci siamo visti:
«Ti mancherò, Mackie?.»
«Certo che sì… ma tu te ne vai in vacanza, non sei contenta? Io invece me ne resto a Birmingham tutta l’estate, miseria ladra!»
Poi a un certo momento la musica finisce, si smette di ballare, dobbiamo rientrare ciascuno a casa propria, se no mamma e papà si mettono a gridare, allora ci si saluta:
«Ciao Mackie…»
E il bacio esprime quello che le parole non possono dire.
«Ciao Zana.»
E il suo sguardo che mi accarezza dall’alto in basso la dice più lunga.

Vendute è la storia raccontata da una ragazza Zana, costretta insieme a sua sorella, a crescere lontano dalla propria terra natale.
Due adolescenti vendute dal loro padre con la scusa di una vacanza. 
Le due ragazze originarie dello Yemen, dove la donna è considerata come una schiava, dove non ci sono sentimenti di amore o di felicità, dove le figlie sono una vergogna per la famiglia che le mette al mondo.

Zana non riesce a credere che il padre l’abbia venduta per pochi soldi e non si arrenderà mai, lotterà con le unghie e con i denti perché vuole essere lei a scegliere chi sposare. E’ la storia della ribellione di Zana e della rassegnazione di Nadia.

Zana è riuscita a tornare in Inghilterra dopo 8 anni di prigionia. Nadia, la sorella è ancora là a tirare avanti una casa e dei figli avuti da stupri subiti dal “ marito”.

Sono ancora troppi i paesi in cui le donne non vengono considerate, dove non hanno diritti.

Un libro interessante ed educativo  per conoscere meglio una cultura molto diversa dalla nostra. Ci  insegna a non arrenderci mai e a come la libertà sia importante. Ho trovato disgustoso che un padre possa vendere le proprie figlie. Un libro che mi ha fatto riflettere e commuovere al tempo stesso.

VENDUTE!
Zana Muhsen
Mondadori, 1994, p. 305, €. 9,50

angela
Classe 1972, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri e della musica.

1 COMMENT

  1. …e pensare che, ancora oggi, in molte culture le donne sono costrette a vivere cosi. E sapere che vivono in terre lontane dalla nostra non fa meno male.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here