Io speriamo che me la cavo, Marcello D’orta

Ora io già lo so che tutti diranno che non è giusto, ma io invece dico che è giusto. Infatti io credo che gli uomini non sono tutti uguali, ci sono i belli, i brutti, gli alti, i bassi, gli intelligenti e i scemi. Così ci sono pure i popoli diversi.

La recensione di Io speriamo che me la cavo, Marcello D’orta

“Io speriamo che me la cavo. Sessanta temi di bambini napoletani” è stato scritto nel 1990 dal maestro elementare Marcello D’Orta. E’ una raccolta di 60 temi svolti dai bambini di una scuola della provincia di Napoli.
I temi raccontano con la spontaneità tipica dei bambini la loro vita quotidiana. Affrontano temi quali la camorra, le gravidanze inaspettate, la prostituzione, ecc…
Sono ricchi di errori non corretti appositamente.

La mamma è una cosa seria. Essa si sacrifica da quando noi nasciamo. Essa produce il latte per noi. Quando siamo piccoli produce il latte, perché è un mammifero: per ciò si chiama mamma.

Un libro unico nel suo genere, diventato best-seller, che ho letto molto volentieri più volte ed ogni volta mi è piaciuto sempre di più. Mi ha strappato un sorriso per la spontaneità di questi bambini che spesso sono alle prese con problemi più grandi di loro purtroppo.

Io speriamo che me la cavo. Sessanta temi di bambini napoletani
Marcello D’Orta
Mondadori, 1994, p. 154
ISBN-13: 9788804388661

Classe 1972, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri e della musica.

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