Lasciami entrare, John Ajvide Lindqvist

Nessuno li vide quando si trasferirono. A dicembre, quando alla fine la polizia riuscì a rintracciare il trasportatore che aveva effettuato il trasloco, questi non aveva molto da raccontare. Nella sua agenda del 1981, aveva soltanto scritto “18 ottobre: Norrkoping-Blackberg (Stoccolma)”. Ricordava che si trattava di un uomo e di sua figlia, una ragazza molto carina. “Ah, sì, fra l’altro, non avevano molte cose. Un divano, una poltrona, dei letti. Un lavoro facile. E ricordo che …sì, volevano andarci di notte. Ho detto all’uomo che sarebbe stato più costoso. Ma non ha fatto storie. Voleva che ci andassimo di notte. Sembrava importante. E’ successo qualcosa?” La polizia gli raccontò quello che era successo, chi aveva portato nel suo camion. Sbarrò gli occhi e fissò l’appunto sulla sua agenda. “Che mi venga un colpo…” L’uomo fece una smorfia come se la sua calligrafia lo disgustasse.

18 ottobre: Norrkoping-Blackeberg (Stoccolma)

Era stato lui a portarli lì. L’uomo e sua figlia. Non lo avrebbe detto a nessuno. Mai.

La recensione di Lasciami entrare di John Ajvide Lindqvist

Mi chiamo Hakan Bengtsson, ho 45 anni, non sono bello né simpatico e sono un pedofilo.
Rimorchio adolescenti nei bagni pubblici.
Sono un  pervertito. In realtà sono una brava persona o forse lo ero ma dopo l’incendio le cose sono cambiate.
La mia vita passata è così distante ormai.
Ora ho incontrato l’amore. La cosa più bella che potesse capitarmi. Una persona speciale. Farei di tutto per lei. E in effetti per lei faccio cose disgustose.

Ma quando si fa toccare sono disposto a tutto. Se solo si facesse toccare più spesso. Se solo mi dicesse che mi ama.
Quando ci siamo trasferiti a Blackeberg pensavo che sarebbe stata più affettuosa. All’inizio lo sembrava. Ma poi ha conosciuto Oskar, il ragazzo che abita di fianco a noi.
Si incontrano la sera in cortile. E parlano. Spesso. Troppo. Non mi va che parlino. Parlare con gli umani è pericoloso.

Eppure credevo che questo Oskar fosse più furbo. Possibile che non si sia accorto che lei è diversa? Non ha sentito il suo odore? Non ha notato che non sente freddo? Che esce solo di notte? Che è troppo agile per essere una normale adolescente? Quale padre manderebbe sua figlia, perché la gente crede che lei sia mia figlia, in giro di notte, in inverno, in Svezia, con solo una leggera maglietta rosa?

Devo far smettere subito questa amicizia. Oskar me la sta portando via. Oskar, Oskar, Oskar. Ora c’è posto solo per Oskar. Ed io vengo relegato a semplice procacciatore di cibo. Perché lei ha bisogno di me.
Chi altri sarebbe in grado di darle l’unica cosa che può sfamarla?

La mia opinione su Lasciami entrare di John Ajvide Lindqvist

Questo libro è stato un caso editoriale in Svezia.
Qual è la potenza di questa storia?
Non pensiate che sia l’ennesimo racconto di vampiri succhia sangue. Sarebbe riduttivo, davvero.
Questa è una storia d’amore e d’amicizia. E di morte, certo.
Perché non c’è vampiro che non rechi morte e distruzione.

Una storia dolorosa. Di assenza degli adulti. Di pura e cristallina cattiveria adolescenziale.
Un romanzo oscuro, freddo, con un finale a sorpresa.
Un libro il cui dolore strisciante e sotterraneo vi accompagnerà anche dopo averlo finito.

Persino il demonio più cupo può trasformarsi in angelo se lo si guarda con occhi innamorati.
Buona lettura.

Il film Lasciami entrare

Trasformato in film nel 2008, Lasciami entrare è un horror abbastanza ben realizzato anche se l’ atmosfera del libro è inarrivabile.

 

 

Lasciami entrare
Lindqvist John A.
Marsilio, 2006, p. 461, €. 18,50

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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