I figli della libertà, Marc Levy

Se alla fine di tutto saremo ancora capaci di amare, allora avremo vinto davvero.

La recensione di I figli della libertà di Marc Levy

Inizio la recensione di oggi, con questa bellissima frase tratta da questo romanzo storico, un po’ diverso dai soliti di Marc Levy.

Siamo in Francia nella Seconda Guerra Mondiale , alcuni ragazzi ventenni, di varie nazioni vogliono entrare a far parte della 35° brigata partigiana. Vivono nella paura con i sogni adolescenziali nel cuore , sono i figli della libertà.

I figli della libertà è la storia raccontata dal padre dell’autore, Raymond e dei suoi compagni, che hanno sfidato la morte per il diritto di vivere e di amare. La storia di tutti noi, per riavere la libertà, tra clandestinità, prigionia e il lungo viaggio in treno verso i campi di concentramento. Si passa dall’allegria per alcuni sabotaggi che hanno compiuto alla tristezza per la fame e per la prigionia.

Bellissimo il rapporto tra Jeannot ed il fratello Claude, che sono due ragazzi ebrei che non solo combattono contro gli invasori nazisti ma anche contro i terroristi francesi e grazie ai bei ricordi del passato riescono ad andare avanti. Insieme a loro ci sono Rosine, Damira, Samuel, Charles, Enzo, Sophie e Catherine che rinunciano alla loro spensieratezza, alla loro giovinezza e compiono azioni a favore dei civili, per la libertà.

Qualcuno di loro riuscirà a fuggire in modo molto drammatico ma solo due o tre si salveranno.

I figli della libertà
Marc Levy
Rizzoli,  2008, p 329, € 19,00

angela
Classe 1972, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri e della musica.

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