Risveglio a Parigi, Margherita Oggero

A quindici anni i genitori sono presenze ingombranti e invisibili come i mobili di casa, nei cui spigoli si urta ma che non si saprebbe descrivere con precisione. A cena, chiacchiere noiose, sempre più o meno uguali, con i soliti rimproveri a cui si risponde con dei Sì sì va bene, oppure non si risponde affatto, e si trangugia quasi senza masticare la carne o quel che c’è per alzarsi prima possibile.
Però anche in quella temporanea cecità e sordità mi ero accorta che nei miei c’era qualcosa di mutato: mia madre più loquace, mio padre più silenzioso, più schivo. Ma soprattutto lei sembrava ringiovanita, con la pelle più luminosa, anche se stava mettendo su qualche chilo, o forse proprio per quello.
Finché una sera a tavola, tra un boccone e l’altro di spezzatino con piselli, me lo ricordo ancora, lei posa forchetta e coltello sul piatto, si schiarisce la voce e dice: «Dovete sapere che c’è una novità.» Pausa. «Sono incinta.»

La Trama

Un viaggio a Parigi. Silvia, Barbara e Mariangela lo sognano dai tempi della terza media, l’età dei confusi progetti di vita e dei castelli in aria, quando una breve vacanza nella ville lumière simboleggiava le magnifiche possibilità del futuro: il successo professionale, la libertà e l’amore. Adesso che di anni ne hanno trentadue, e non si sono mai perse di vista, decidono di partire regalandosi alcuni giorni a Parigi, in omaggio all’amicizia, certo, ma anche per una specie di malinconico rimpianto dell’adolescenza. In sottofondo, inconfessata, la speranza per tutte di dimenticare, anche solo temporaneamente, il proprio carico di delusioni, ansie, contraddizioni, per ritornare un po’ alleggerite dei fardelli che ciascuna porta con sé. Al momento di partire, però, ecco la prima sorpresa non proprio gradita: Manuel, il figlio di sette anni che Mariangela sta crescendo da sola, pianta un enorme capriccio e convince la madre a portarlo con loro. Questo bambino scontroso e diffidente le costringerà a confrontarsi con il tempo che passa, con la realtà che l’adolescenza è ormai lontana, e infine con la consapevolezza che per essere passabilmente felici occorre molta buona volontà. Forse… Forse, perché le mille domande poste dal piccolo guastafeste che viaggia con loro, le sue esigenze, i suoi occhi severi offrono alle amiche l’occasione per rivedere le loro convinzioni, trasformando la vacanza da una fuga nel passato a un più consapevole sguardo sul presente e sul futuro.

Risveglio a Parigi è un romanzo corale.
A parlare sono le tre protagoniste, ma anche le madri, i padri, fratelli, fidanzati e amici.
In un mix divertente e un pochino confusionario, che rende la lettura molto piacevole.
E poi c’è il tempo che è passato, e che ha lasciato in ognuna di loro irrimediabilmente qualche rimpianto.

Il viaggio a Parigi rappresenta un estremo tentativo di avvicinarsi all’ebbrezza dell’adolescenza.
O, forse, è l’anello di congiunzione con l’età adulta.
Il punto di partenza, al quale affidare gli errori passati e dal quale ripartire con rinnovata positività.

 

Risveglio a Parigi
Margherita Oggero
Mondadori, 2009, 303 pag., € 18,50
ISBN 9788804588139

Silbietta
40enne, mamma di una ex Vitellina, moglie di un cuoco provetto. Le mie passioni: lettura e scrittura. E ZeBuk. Fresca Expat in quel di Londra, vago come un bambino in un negozio di giocattoli nei mercatini di libri usati. Forse è questo il Paradiso!

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