Uscite del 01/03

Per tutti

* Galeotto fu il collier * di Andrea Vitali (Ed. Garzanti, pp. 396, euro 17,60). Lidio Cervelli è figlio unico di madre vedova. Un bravo ragazzo, finché alla festa organizzata al Circolo della Vela non arriva Helga: bella, disinibita e abbastanza ubriaca. Prima che finisca la cena, sono in riva al lago: una notte indimenticabile, in cui le chiappe di Helga rilucono come due mezzelune. Lirica, la severa madre di Lidio, abile e ricca imprenditrice dell’edilizia, ha vedute molto diverse. Suo figlio deve trovare una moglie “made in Italy”, una ragazza come si deve. Magari la nipote del professor Eugeo Cerretti, Eufemia, un ottimo partito con un piccolo difetto: è brutta da far venire il mal di pancia soltanto a guardarla. Ma forse Lidio ha trovato il modo per uscire dalla trappola e realizzare tutti i suoi sogni: durante un sopralluogo per un lavoro di ristrutturazione, in un muro maestro scova un gruzzolo di monete d’oro, nascosto chissà da chi e chissà quando. Intorno a questo quintetto e al tesoro di Lidio, un travolgente coro di comprimari. A cominciare dalle due donne più belle del paese: Olghina, giovane sposa del potente professor Cerretti, che fa innamorare Avano Degiurati, direttore della Banca del Mandamento; e Anita, la moglie del muratore Campesi, di cui si incapriccia Beppe Canizza, il focoso segretario della locale sezione del Partito Nazionale Fascista. E poi l’Os de Mort, di professione “assistente contrario”, cuochi e contrabbandieri, l’astuto prevosto e l’azzimato avvocato. Immancabili, a vigilare e indagare, i carabinieri guidati dal maresciallo Maccadò. Tra piccoli e grandi misteri, piccoli e grandi segreti, in un vortice di amori e tradimenti, Andrea Vitali costruisce un’imprevedibile caccia al tesoro, per uno dei suoi romanzi più divertenti.

* Fai bei sogni * di Massimo Gramellini (Ed. Longanesi, pp. 210, euro 14,90). “Fai bei sogni” è la storia di un segreto celato in una busta per quarant’anni. La storia di un bambino, e poi di un adulto, che imparerà ad affrontare il dolore più grande, la perdita della mamma, e il mostro più insidioso: il timore di vivere. “Fai bei sogni” è dedicato a quelli che nella vita hanno perso qualcosa. Un amore, un lavoro, un tesoro. E rifiutandosi di accettare la realtà, finiscono per smarrire se stessi. Come il protagonista di questo romanzo. Uno che cammina sulle punte dei piedi e a testa bassa perché il cielo lo spaventa, e anche la terra. “Fai bei sogni” è soprattutto un libro sulla verità e sulla paura di conoscerla. Immergendosi nella sofferenza e superandola, ci ricorda come sia sempre possibile buttarsi alle spalle la sfiducia per andare al di là dei nostri limiti. Massimo Gramellini ha raccolto gli slanci e le ferite di una vita priva del suo appiglio più solido. Una lotta incessante contro la solitudine, l’inadeguatezza e il senso di abbandono, raccontata con passione e delicata ironia. Il sofferto traguardo sarà la conquista dell’amore e di un’esistenza piena e autentica, che consentirà finalmente al protagonista di tenere i piedi per terra senza smettere di alzare gli occhi al cielo.

Per gli appassionati del genere “Cultura”

* Qualcosa di scritto * di Emanuele Trevi (Ed. Ponte alle Grazie, pp. 252, euro 16,80). Roma, primi anni Novanta. Mentre i sogni del Novecento volgono a una fine inesorabile e Berlusconi si avvia a prendere il potere, uno scrittore trentenne cinico e ingenuo, sbadato e profondo assieme trova lavoro in un archivio, il Fondo Pier Paolo Pasolini. Su quel dedalo di carte racchiuso in un palazzone del quartiere Prati, regna una bisbetica Laura Betti sul viale del tramonto: ma l’incontro con la folle eroina di questo libro, sedicente eppure autentica erede spirituale del poeta friulano, equivale per il giovane a un incontro con Pasolini stesso, come se l’attrice di “Teorema” fosse plasmata, “posseduta” dalla sua presenza viva, dal suo itinerario privato di indefesso sperimentatore sessuale e dalla sua vicenda pubblica d’arte, eresia e provocazione. “Qualcosa di scritto” racconta la linea d’ombra di questo contagio e l’inevitabile congedo da esso – un congedo dall’adolescenza e da un’intera epoca -, ma racconta anche un’altra vicenda, quella di un’iniziazione ai misteri, di un accesso ai più riposti ed eterni segreti della vita. Una storia nascosta in “Petrolio”, il romanzo incompiuto di Pasolini che vide la luce nel 1992 e che rivive qui in un’interpretazione radicale e illuminante. Una storia che condurrà il lettore per due volte in Grecia, alla sacra Eleusi: come guida, prima il grandioso libro postumo di Pier Paolo Pasolini, poi il disincanto della nostra epoca, in cui può tuttavia brillare ancora il paradossale lampo del mistero.

Per gli appassionati del genere “Thriller, Horror, Noir”

* Amnesia * di Jean-Christophe Grangé (Ed. Garzanti, trad. di Doriana Comerlati, pp. 756, euro 19,60). Il dottor Mathias Freire non è un uomo privo di ricordi. Al contrario, ne è ossessionato. Perché i suoi ricordi sono troppi e diversi. E sembrano appartenere ad altre persone. Tanto che, sempre più spesso, Mathias perde ogni sicurezza, perfino su quale sia il suo vero nome. Oggi, a Bordeaux, Mathias è uno psichiatra. È alle prese con un caso difficile, deve ipnotizzare un uomo in stato confusionale, unico testimone di un brutale assassinio alla stazione. L’ipnosi e un alibi di ferro confermano l’estraneità dell’uomo al delitto. Mathias deve indagare ancora. Ma prima di poterlo fare, scampa per un soffio a un tentativo di omicidio. Fuggito su un treno per Marsiglia, ben presto scopre di essere ricercato dalla polizia. Qualcuno ha riconosciuto in lui un clochard, non lo psichiatra che crede di essere. E lo accusa del delitto della stazione. D’un tratto Mathias non ricorda più nulla e non sa più chi è. Ha perso la memoria. È successo un’altra volta: sa che quando la ritroverà, sarà un altro. Un barbone a Marsiglia, un pittore folle a Nizza, un falsario a Parigi. Mathias deve fuggire e allo stesso tempo scoprire chi è veramente. Lui è l’ombra in agguato e allo stesso tempo la preda. Ma potrebbe anche essere l’assassino. Sulla strada della verità non ha alternative che fidarsi di un ricordo, di una sensazione, di un momento, di un incontro. E trovare il coraggio di affrontare il pericolo più grande. Se stesso.

Per gli appassionati del genere “Attualità”

* In marcia con i ribelli * di Arundhati Roy (Ed. Guanda, trad. di Giovanni Garbellini, pp. 202, euro 18,00). Nitido e scritto a macchina, il biglietto in busta sigillata infilato sotto la porta confermava l’appuntamento. Arundhati Roy aspettava questa notizia da mesi, era pronta: doveva farsi trovare al tempio di Ma Danteshwari nell’orario e nel giorno stabiliti, con la macchina fotografica, il tika e una noce di cocco. In questo modo il pericoloso ribelle adivasi che avrebbe incontrato, a sua volta provvisto di cappellino, rivista hindi “Outlook” e banane, avrebbe potuto riconoscerla. Ad accoglierla, però, c’era un ragazzino dall’aria tutt’altro che minacciosa, e per giunta senza giornale né banane, veloce spuntino consumato per ingannare l’attesa. Molto poco professionale per chi costituiva “la più grande minaccia per la sicurezza interna” dell’India, come sostenuto senza mezzi termini dal primo ministro Chidambaram in persona. Comincia così questa coraggiosa e sorprendente ricognizione attraverso un’India sconosciuta, il cui orizzonte fisico ed economico negli ultimi decenni è stato completamente ridisegnato dalle multinazionali. Con la connivenza del governo, le grandi aziende si sono impadronite delle terre, delle foreste, delle vite delle popolazioni locali in maniera del tutto illegittima e anticostituzionale. Ma i poveri di questi villaggi hanno deciso di fare fronte comune e di unirsi alla ribellione maoista per guidare la più grande democrazia del mondo verso un futuro alternativo al capitalismo selvaggio e all’avidità dilagante.

Per gli appassionati del genere “Storie vere”

* Voglio arrivarci viva * di Marina Garaventa (Ed. Tea, pp. 169, euro 12,00). La preziosa testimonianza di una battaglia quotidiana combattuta con coraggio. Senza commiserazione. La storia di Marina, la vita narrata dalle sue parole intrise di forza ed entusiasmo. Una vita segnata, sin dalla nascita, dalla Sindrome Ehlers-Danlos (“un gruppo clinicamente e geneticamente eterogeneo di patologie a carico del tessuto connettivo”), da una serie infinita di problemi e complicazioni ai danni delle articolazioni, della pelle e degli organi interni, e culminata con la perdita della mobilità e della parola. Ma nelle pagine di questo libro si affollano ricordi d’infanzia e belle storie familiari, divagazioni e interventi sull’attualità. Si affollano speranze e voglia di vivere, di lottare, di non mollare mai. Di comunicare. Bloccata sul suo “trono”, tra cuscini e tubi, e con un computer aperto davanti, Marina Garaventa parla a tutti noi e dice le cose come stanno, sempre con precisione e lucidità, con dolcezza se le viene e, se occorre, con tagliente ironia.

Per gli appassionati del genere “Fantascienza e Fantasy”

* La guaritrice dei maghi * di Trudi Canavan (Ed. Nord, trad. di Carla Gaiba, pp. 474, euro 19,60). Kyralia, regno di Imardin. Sono in tanti i maghi ad aver provato la roet, una polvere magica capace di amplificare il potere di ogni sortilegio, e nessuno può più farne a meno. Una dipendenza devastante che annienta la volontà di chiunque abbia fatto uso della polvere. Le terribili conseguenze della roet si stanno spargendo a macchia d’olio ed è proprio quello su cui conta Skellin, il mago rinnegato che ha diffuso questa sostanza miracolosa. In tal modo, ben presto ridurrà in schiavitù tutti i membri del Consiglio. Santuario delle Traditrici, territorio di Sachaka. È qui che si trova da giorni Lorkin, giunto da Kyralia a seguito dell’ambasciatore Dannyl. Dando prova di grande coraggio e ferrea determinazione, Lorkin, cerca di guadagnarsi la fiducia di una congregazione di maghe che praticano antichissimi incantesimi, gli unici in grado di contrastare i piani di Skellin, le Traditrici. Ma soltanto la bellissima Tyvara è disposta ad ascoltarlo e ad appoggiarlo. Prima di svelare a Lorkin i segreti della loro magia, la ragazza dovrà però ottenere il consenso della congregazione al completo, e non tutte vogliono condividere quelle conoscenze con uno straniero; anzi c’è già chi trama nell’ombra per eliminarlo.

Per gli appassionati del genere “Ragazzi”

* Giovanna d’Arco. La ragazza dal vestito rosso * di Teresa Buongiorno (Ed. Salani, pp. 204, euro 14,00). Giovanna d’Arco, la donna che salvò la Francia, l’archetipo dell’eroina. Un personaggio leggendario, immortalato in un’immagine dorata. Ma sotto la polvere del tempo e lo scintillio dell’armatura si nasconde una ragazza vivace e generosa, ardita e visionaria, impegnata a liberare la propria terra dalle guerre fratricide. In questo avvincente romanzo la Pulzella vive di nuovo, e non è una metafora. Corre voce che sia scampata al rogo e abbia cercato di riprendere il proprio posto accanto al sovrano che l’aveva dimenticata. Molti sostengono che si tratti soltanto di fantasie. E se non fosse così? Se lei fosse davvero ricomparsa, costretta a confrontarsi con il proprio mito? Teresa Buongiorno non ha resistito alla tentazione di figurarsi la storia di una donna che, senza tradire la propria coscienza o la propria fede, deve misurarsi con qualcosa di più faticoso di una parata eroica, la quotidianità, morendo prima che le sia resa giustizia.

* Graffi sul tavolo * di Guus Kuijer (Ed. Salani, trad. di Laura Draghi, pp. 102. euro 11,00). All’indomani della morte della nonna, Madelief interroga tutti coloro che l’hanno conosciuta per ricostruirne il passato. La nipotina, infatti, la ricorda come una signora noiosa, perfezionista e acida; ma grazie alle sue ricerche prenderà forma l’immagine di una persona diversa: avventurosa, vitale, curiosa e stravagante. Cos’è che l’ha fatta cambiare tanto? Nella casetta in giardino che il nonno aveva costruito per lei, nei graffi incisi sul tavolo, Madelief troverà la risposta. Una risposta che le farà capire il vero senso dei comportamenti inspiegabili dalla nonna. Un libro delicato e poetico sull’incomprensione e l’incomunicabilità anche tra persone che si vogliono bene.

 

Fonte : infinitestorie.it

cinzia
Mamma, lavoratrice full time, 45 anni, una figlia di 14 e la passione per la lettura ...

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