Il salotto del Wurttemberg, Pascal Quignard

Sbirciava visibilmente dentro il mio piatto. E io nel suo. Mi tornò il gusto delle merende infantili. “Vuole assaggiare?”, le domandai. I suoi occhi mostrarono interesse; si avvicinò. Riempii il cucchiaio di bignè e di glassa e glielo porsi facendo attenzione a non rovesciarlo. Tendeva la testa in avanti aprendo la bocca. Non ho visto: ho sentito, più che vedere, i suoi denti mentre afferravano. Ho sentito la pressione delle labbra sul cucchiaio. Ho sentito questa pressione sino alla spalla e – se ciò non fosse ridicolo o romantico, ma io sono romantico, – direi fino al cuore, fino a sentire una piccola scossa nel cuore.

La recensione di Il salotto del Wurttemberg di Pascal Quignard

C’è una casa a Bergheim, nel Wuttermberg, dove il protagonista ha trascorso l’infanzia, giocando nel grande parco che circonda la villa insieme alle sue sorelle, prima che la madre abbandonasse la famiglia. Là vi sono libri su cui ha imparato a leggere prima che il tedesco diventasse una lingua da ripudiare e relegare in un cassetto della memoria. Il resto della vita l’ha passato in Francia e in giro per il mondo ad esibirsi in concerto. E in quella casa ritorna ormai adulto, concertista famoso, e là in solitudine ripensa  all’incontro che ha cambiato tutta la sua vita.

Pascal Quignard scrive una storia magistrale sulla memoria e sul potere che le cose che ci circondano hanno di rchiamare alla mente fatti e persone del nostro passato. Il libro ripercorre la vita del protagonista in modo agile inseguendo i fili del ricordo: le estati a Saint-Germain-en- Laye, l’amicizia con Seinecé, la piccola Delphine e la meravigliosa e terribile Ibelle.

La mia opinione su Il salotto del Wurttemberg di Pascal Quignard

Un libro bellissimo, una scrittura ricca e preziosa; basta una rosa e ci si ritrova nel giardino luminoso, seduti sulle sdraio con l’aria calda piena del ronzio degli insetti e gli strambi vestiti demodè e le mosse affettate di Mademoiselle Aubier, la pioggia ci trasporta sull’oceano e al corpo di Ibelle, alla sua foga, alla sua passione e alle sue intemperanze.

Una scrittura ammaliante, una storia in cui il ritorno diventa il cardine su cui si imperniano le riflessioni del protagonista e forse alla fine pacificarsi col proprio passato è meno doloroso di quanto si poteva immaginare. Tornare, vedere le cose da un’altra prospettiva diventa un percorso nella propria storia, nel proprio passato.

L’amore, la passione, l’amicizia, le radici che ci portiamo dietro a dispetto delle nostre stesse intenzioni: tutto questo è racchiuso in questa storia. Un romanzo che consiglio vivamente, un autore che merita di essere letto e scoperto.
Buona lettura.
Il salotto del Wurttemberg
Pascal    Quignard
Garzanti Libri, 1988, p. 298, €. 16,53

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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