
C’è una carta particolare nei tarocchi; la tredicesima carta, “l’arcano senza nome” che tutti chiamano “La Morte”. Indica la conclusione di un ciclo, un ritorno alle origini che non sarebbe una fine, bensì una rinascita.
<<Cosa sta cercando di dirmi?>> ribatté Ethan spazientito.
<<Cerco di farle capire che a volte è necessario voltare pagina per poter scrivere qualcosa di nuovo.>>
<<Parla sempre per fraso fatte?>>
<<La Morte è il miglior insegnante>> replicò Shino senza lasciarsi smontare.
<<Il miglior insegnante?>>
<<Viviamo la nostra esistenza come se non dovessimo morire mai>> osservò il medico. <<Invece, per realizzare qualcosa nella vita, dovremmo sempre tenere a mente l’ineluttabilità della morte.>>
La recensione di Ti Vengo a Cercare, Guillaume Musso
New York. La città dove si sente a casa anche chi non appartiene a nessun luogo. È qui che Ethan Whitaker, cogliendo con una lucidità priva di scrupoli le occasioni che la vita gli ha regalato, ha saputo costruirsi una strepitosa carriera coronata dal successo e dalla fama. Ora Ethan è uno psicanalista ricco e affermato, popolarissimo grazie ai programmi TV a cui partecipa regolarmente. Ma quale prezzo ha pagato per arrivare fin qui? Un giorno ormai molto lontano, Ethan ha scelto di rinnegare d’un tratto il suo passato e la sua identità, abbandonando senza preavviso quanti gli volevano bene per voltare pagina e provare a conquistare la sua parte di sogno americano. E oggi, una mattina come tante, il passato ha deciso di presentargli il conto. Al suo arrivo in studio, Ethan trova ad attenderlo Jessie, una misteriosa ragazzina che dopo avergli rivolto una disperata richiesta d’aiuto si toglie la vita davanti ai suoi occhi. Più tardi, uno strano tassista conduce un attonito Ethan al matrimonio di Celine, l’unico amore della sua vita, la donna che tanti anni prima lui aveva crudelmente tradito sparendo senza spiegazioni. Solo adesso Ethan capisce che, forse, il destino gli sta offrendo un’altra possibilità, l’occasione di rimediare ai suoi errori e riconquistare se stesso, Celine, la felicità. Sempre che non sia troppo tardi.
La mia opinione di Ti Vengo a Cercare, Guillaume Musso
C’è un film che mi piace guardare, soprattutto quando si avvicinano le festività natalizie: è The Family Man, quello in cui Nicholas Cage, uomo d’affari rampante e senza scrupoli si vede offrire una possibilità che molti vorrebbero avere.
Dare una sbirciata a come sarebbe potutto essere se, anzichè la strada spianata si fosse percorsa quella meno illuminata ma, indubbiamente più ricca emotivamente.
Ecco.
Leggendo questo romanzo di Musso ho avuto la stessa sensazione.
E non solo per le similitudini tra libro e film.
Ma anche per la scrittura di Musso, molto “cinematografica”, descrittiva.
La storia è permeata da un continuo alternarsi di realtà e aldilà (che mi ricorda un altro autore assai bravo, ovvero Marc Levy).
Ed è un romanzo che parla di possibilità.
E’ un viaggio dentro se stessi, alla ricerca della parte perduta.
Di ciò che conta davvero.
Ti vengo a cercare è un inno ad essere noi stessi ad ogni costo.
Perchè, come dice anche la meravigliosa citazione in quarta di copertina:
<<Sbrigatevi a vivere, sbrigatevi ad amare,
perchè nessuno sa quanto tempo sia rimasto nella clessidra.>>
Ti vengo a cercare
Guillaume Musso
Rizzoli, 2008, 349 pag., € 19,50
ISBN 9788817027267








