Uscite del 08/03

Per tutti

* Facebook in the rain * di Paola Mastrocola (Ed. Guanda, pp. 125, euro 10,00). Evandra vive in un piccolo paese del Centro Italia dove fa la casalinga. Rimane vedova all’improvviso, e la sua vita si svuota. Ha una figlia lontana, amiche indaffarate. L’unica salvezza è andare al cimitero, trovarsi con le altre vedove a disporre i fiori per i propri cari. Di colpo Evandra scopre però un mondo meraviglioso che fino ad allora le era del tutto ignoto: prende lezioni di Facebook e la sua vita cambia, si popola di personaggi un po’ veri e un po’ finti, buoni, cattivi, enigmatici, timidi. E tra questi, persino un innamorato. Una moderna favola d’amore, ambientata in un epoca, la nostra, dove il virtuale si confonde con il reale, ma dove anche s’incontrano quelle anime semplici, appartate e solitarie, che Paola Mastrocola sa far vivere con felice ironia.

* Il caso Collini * di Ferdinand von Schirach (Ed. Longanesi, trad. di Irene Abigail Piccinini, pp. 163, euro 14,00). Una grande occasione si presenta al giovane avvocato Casper Leinen quando viene nominato difensore d’ufficio di un omicida reo confesso: può finalmente esercitare la professione che ama, indossare la toga ed entrare nell’austero tribunale del Moabit, a Berlino. In un primo momento sembra che si tratti di una causa di routine: dopo una vita tranquilla e interamente dedicata al lavoro in fabbrica, l’irreprensibile italiano Fabrizio Collini ha ucciso con quattro colpi di pistola un ricco e famoso industriale ottantenne, Hans Meyer. Mentre l’imputato si chiude nel silenzio, rifiutando ogni difesa, Leinen scopre che la vittima era il nonno di un suo amico dei tempi del liceo. Il giovane avvocato non rinuncia tuttavia all’incarico e cerca in tutti i modi di far luce sul movente. Scavando nel passato di Meyer, Leinen riesce a trovare una traccia che lo riporta a un episodio accaduto in Italia durante la Seconda guerra mondiale. Da qui avrà inizio un dibattimento teso e serrato che metterà i protagonisti davanti ai sottili e incerti confini della giustizia.

* Una mano piena di nuvole * di Jenny Wingfield (Ed. Garzanti, trad. di Stefania Cherchi, pp. 368, euro 17,60). Swan ha soltanto undici anni, ma non ha paura di niente. Non ha paura di dire quello che pensa, non ha paura di azzuffarsi con i suoi fratelli, non ha paura delle bugie. Ma soprattutto non ha paura di fare quello che le è proibito. Anzi, lo adora. Quando una sera d’estate decide di sgusciare fuori di casa, non immagina di certo che nel bosco si nasconda l’incontro che le cambierà per sempre la vita. Lui è Blade, un bambino tutto pelle e ossa, dall’aria timida e smarrita. È il figlio di un addestratore di cavalli, uomo torvo e brutale, temuto da tutto il paese. Per Blade quella ragazzina è l’unica via di salvezza. Ha bisogno di lei per fuggire dalla violenza. Swan decide di aiutarlo e di nasconderlo. Perché, al contrario di tutti gli abitanti del paese, lei non teme il padre di Blade. L’unico posto sicuro è la grande fattoria di famiglia vicino al negozio del nonno, la drogheria che non chiude mai e vende di tutto. Ma non sarà facile. Non soltanto perché la famiglia è stata appena sconvolta da una tragedia, ma anche perché troppi sono gli occhi attenti e curiosi dei parenti. Ma Swan non vuole lasciare andare la piccola mano di Blade. Ed è determinata a tenere il segreto. Un segreto che sancirà un’amicizia forte e tenera ma estremamente pericolosa. Perché forse, in quell’estate in cui finalmente sono fioriti i papaveri, tutto l’amore del mondo potrebbe non essere sufficiente a fermare l’atroce vendetta di un essere animato dal male.

Per gli appassionati dei generi “Avventura” e “Storie vere”

* Quattordici volte ottomila * di Edurne Pasaban (Ed. Corbaccio, trad. di Silvia Bogliolo, pp. 276, euro 19,90). Un libro confessione, questo di Edurne Pasaban, una fra i maggiori interpreti dell’himalaysmo contemporaneo, che racconta di un’adolescenza trascorsa più fra i boschi e le montagne che in discoteca e che prosegue con l’ineluttabilità di una passione invincibile: quella per l’alpinismo. Una passione che non le ha impedito di laurearsi in ingegneria e di lavorare per anni nell’azienda di famiglia prima di fare dell’alpinismo la sua professione, una scelta quasi obbligata per chi matura la determinazione di salire tutti i quattordici ottomila. Perché Edurne Pasaban ha deciso da subito di non entrare nel mondo della roccia e del free climbing, ma di puntare all’alpinismo affascinante e avventuroso degli ottomila. La sfida più ardua, soprattutto per una donna che si muove in un ambiente tradizionalmente maschile e ancora machista, ma in cui Edurne Pasaban ha saputo imporsi con autorevolezza tecnica, spirito di sacrificio e con la propria femminilità.

Per gli appassionati del genere “Ragazzi”

* La vita di Bernie * di Massimo L. Salvadori (Ed. Salani, pp. 126, euro 12,00). Bernie, barboncino, anni nove. “Che poi in età canina sarebbero sessantatré” ci terrebbe a precisare quel caratterino. Queste sono le sue memorie. Abbandonato ancora cucciolo, viene adottato da una giovane coppia che vive in città: Matteo e Doriana. I primi tempi la convivenza con gli umani non è semplice. La vita su quattro zampe è molto diversa che su due: bisogna sopportare le torture del veterinario e del “lavacani”, il guinzaglio e la museruola, ma ci sono anche le scampagnate con i nonni, l’ebbrezza della fuga, la libertà sfrenata della corsa. Con la giovinezza ormai alle spalle, l’anziano e saggio Bernie rompe il suo ostinato silenzio e ci racconta, con una voce schietta ed esuberante, la sua vita speciale di cane normale.

* Niente mi basta * di Giusi Quarenghi (Ed. Salani, pp. 144, euro 12,00). Tredici anni, l’età ingrata. Difficile da vivere, e soprattutto da narrare senza cadere in luoghi comuni e facili giudizi di comodo. Eppure questo libro riesce, con stupefacente delicatezza e comprensione, ad affrontare il tema dell’adolescenza in tutte le sue sfaccettature: dal rifiuto di se stessi e del proprio corpo e quindi del cibo, alla paura di non sapersi guardare con gli occhi degli altri, alla straziante fragilità di sentirsi esposti e inermi ai primi affondi della vita. Giusi Quarenghi non si schiera, non giudica, non invade l’intimità del dolore privato di un’adolescente come tante, ma lo narra con maestria e consapevolezza, spalancando una finestra su un’età dal sapore amaro e, nello stesso tempo, di una dolcezza che nessuno di noi può dimenticare.

 

Fonte : infinitestorie.it

Mamma, lavoratrice full time, 45 anni, una figlia di 14 e la passione per la lettura ...

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