Uscite del 12/04

Per gli appassionati del genere “Cultura”

* Il Paese dei Misteri Buffi * di Dario Fo e Giuseppina Manin (Ed. Guanda, pp. 224, euro 15,00). Era il 1969 quando Dario Fo e Franca Rame portarono in scena per la prima volta quel “Mistero Buffo” nato per irridere i santi e i fanti secondo lo stile delle rappresentazioni medievali, attraverso la prospettiva dei diseredati e dei dimenticati. Fu una rivoluzione copernicana della storia e del linguaggio teatrale destinata a girare tutto il mondo e a conquistare le platee. Negli anni il Mistero è cresciuto e si è moltiplicato, si sono aggiunte molte storie, attinte dalle cronache “di giornata”. Ma con il tempo gli eventi sono diventati sempre più vorticosi, i santi sempre più rari, mentre fanti e fantocci hanno prolificato come conigli. Così Giuseppina Manin ha proposto a Dario Fo di ripensare ai tanti altri “misteri”, pochissimo buffi ma terribili e grotteschi, che in questo mezzo secolo hanno scosso, minato, devastato il nostro Paese. E insieme sono partiti per un viaggio nella memoria attraverso una serie di “giullarate” per narrare un’Italia di nuovo “in gran tempesta”. Punto di partenza, l’improvvisa e inspiegabile scomparsa del cavaliere Silvio Berlusconi, che avviene qualche tempo dopo la giubilazione del suo governo. Sconcerto, sollievo, cordoglio, confusione, finché l’ex premier riappare e racconta di essere stato, novello Dante, niente meno che all’Inferno, tra i protagonisti dei grandi misteri d’Italia, dalla strage alla Banca dell’Agricoltura al DC9, dal rapimento Moro allo scandalo delle escort. Un percorso lietamente sgangherato, grottesco e paradossale, che improvvisa gli andamenti a seconda dello spasso che ogni storia riesce a procurare. Per scovare, alla maniera di Fo, fra tante menzogne, uno squarcio di verità.

Per gli appassionati del genere “Thriller, Horror, Noir”

* Fine * di David Monteagudo (Ed. Guanda, trad. di Bruno Arpaia, pp. 350, euro 18,00). Un gruppo di vecchi amici si ritrova dopo venticinque anni per trascorrere il fine settimana in un rifugio di montagna, onorando così una promessa di gioventù: tornare per vedere le stelle. Si tratta di uomini e donne che ormai non hanno più nulla in comune, tranne delusione e fallimenti della mezza età, e un torbido episodio del passato, di cui era stato vittima un altro enigmatico membro della compagnia, soprannominato “il Profeta”. Sotto il cielo nuvoloso, tra bilanci, ripicche e rancori mai sopiti, la gita non comincia nel migliore dei modi. Ma finalmente, verso la mezzanotte, le stelle si mostrano brillanti come non mai. È proprio allora, però, che iniziano le tensioni più gravi: di colpo tutti gli apparecchi elettrici smettono di funzionare. Al mattino uno degli amici è sparito. È soltanto il primo di una serie di episodi misteriosi, che ognuno dei protagonisti interpreterà secondo le proprie particolari ossessioni. Man mano si ricompone lo schema intricato dei rapporti che li avevano uniti in passato, mentre percorrono, in cerca di risposte, i venti chilometri che li separano dalla città più vicina, in un paesaggio apocalittico dove la Natura è in piena ribellione: una minaccia sempre più incombente sembra avvolgerli, nell’angosciosa assenza di ogni traccia umana in tutta la zona.

Per gli appassionati del genere “Avventura”

* Il cuore di Derfel * di Bernard Cornwell (Ed. Longanesi, trad. di G.L. Staffilano e Riccardo Valla, pp. 360, euro 17,60). Vengono riproposti in un solo volume i primi due libri della saga di Excalibur. Torna così l’attesa voce di Derfel Cadarn, il guerriero fattosi monaco, un tempo protetto di Merlino e paladino fedele di Artù, per accompagnarci lungo un nuovo capitolo delle sue memorie, che lo vede impegnato a lottare su due fronti ugualmente insidiosi: l’amore e la guerra. Dopo aver affrontato i demoni dell’Isola dei Morti per liberare la sacerdotessa Nimue, Derfel è accanto al suo signore, Artù, nella sanguinosa battaglia contro il regno del Powys. Il re di quelle terre vuole infatti vendicare a caro prezzo l’offesa subita da sua figlia Ceinwyn, ripudiata da Artù che le ha preferito Ginevra. Artù e i suoi cavalieri riescono a vincere soltanto grazie ai poteri di Merlino, e si decide di sancire la ristabilita unità dei britanni celebrando l’unione tra Ceinwyn e Lancillotto. Neanche questa volta però è destino che il matrimonio della nobile fanciulla abbia luogo: durante la cerimonia di fidanzamento, Ceinwyn abbandona il promesso sposo e fugge con Derfel, di cui si è innamorata. Un amore che rischia di mettere a repentaglio il fragile equilibrio politico raggiunto a costo di molte, troppe vite umane. Una rilettura originale dell’epopea di Excalibur che offre un punto di vista inedito su una delle saghe più appassionanti e amate della letteratura.

Per gli appassionati del genere “Viaggio”

* Viaggioterapia * di Renata Discacciati (Ed. Salani, pp. 122, euro 11,00). Non c’è dubbio: più facile è viaggiare, più difficile è essere un viaggiatore. Perché partire? Per salvarci dalla quotidianità, dal tedium vitae, o cosa? In molte lingue del mondo la parola “viaggio” esprime un attraversamento di prove e pericoli per arrivare alla conoscenza: il viaggio è sempre una trasformazione sia intellettuale che spirituale. Questo libro si propone anche di spiegare il suo potere terapeutico. Diviso in capitoli che raccontano avventure, storie, curiosità su persone e luoghi del passato e del presente: dall’amore all’avventura, dalla natura ai costumi, dal pellegrinaggio al sesso. Un percorso che passa dai luoghi più esotici come il Borneo a quelli più familiari come gli Stati Uniti, da Medjugorje alla Mecca, dall’India al Cairo, dal deserto dell’Australia al Monastero di Santa Caterina nel Sinai. Ma è soprattutto un viaggio letterario attraverso le parole di grandi scrittori di viaggio, giornalisti e artisti. Tra l’ironia e il gioco, tanti racconti per celebrare l’eccitazione, la sfida, l’infinita seduzione dell’altrove, tante esperienze che ci dimostrano come viaggiare faccia bene all’anima e al corpo.

Per gli amanti dei piaceri della vita

* Un po’ di tutto * di Ida Visocchi (Ed. Salani, pp. 330, euro 18.00). L’amore per la casa e per la famiglia, l’attenzione al risparmio e la cura per le cose ben fatte, idee e suggerimenti molto utili ancora oggi, a quasi un secolo di distanza, a volte curiosi e a volte forse un po’ ingenui, ma che hanno comunque sempre l’indiscutibile fascino sottile del tempo che fu. Ida Visocchi per tutta la vita raccolse meticolosamente, in una calligrafia ordinata e precisa, tutto ciò che poteva essere utile a una perfetta padrona di casa, prendendo spunto dalla sua esperienza diretta di donna e di madre, dal sapere tramandato di generazione in generazione e dai giornali dell’epoca: consigli per risolvere i problemi di ogni giorno, regole di bon ton, ricette gustose con un occhio all’economia e uno alla salute, rimedi naturali per prevenire e curare i piccoli mali e per la pulizia della casa. I quaderni, accuratamente rilegati e trasformati in eleganti taccuini, furono un dono alle due figlie Biancamaria e Maria Rosaria in occasione delle loro nozze. Ritrovati da una nipote, che ha deciso di pubblicarli, ci riportano i profumi, i colori e i sapori di un’Italia d’altri tempi e rappresentano un prezioso e avvincente documento storico su come si è costruito il nostro Paese attraverso lo specchio di una famiglia tipo degli anni Trenta-Quaranta.

 

Fonte : infinitestorie.it

 

cinzia
Mamma, lavoratrice full time, 45 anni, una figlia di 14 e la passione per la lettura ...

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