I film di ZeBuk: Immagini – Imagining Argentina

Desaparecidos: letteralmente “persone fatte scomparire” in spagnolo, si riferisce alle persone che furono arrestate per motivi politici, o anche semplicemente accusate di avere compiuto attività “anti governative” dalla polizia dei regimi militari argentino, cileno e di altri paesi dell’America latina, e delle quali si persero in seguito le tracce.

Il primo film tematico di questo mese parla di una delle pagine più tristi della storia dell’Argentina: quella relativa ai desaparecidos.
So già che i veri amanti del cinema probabilmente storceranno il naso leggendo il titolo della pellicola scelta da ZeBuk per rappresentare questa tematica.
Ma, dopotutto, noi non siamo critici cinematografici.
La recensione che leggerete è frutto di una visione del film, il più onesta possibile.
E credetemi: non l’ho scelto perchè c’è Banderas….
Ma andiamo con ordine:

La trama

Buenos Aires, 1976, durante il processo di riorganizzazione nazionale, avvenuto a seguito del colpo di Stato che ha portato al potere nel paese la giunta militare comandata dal generale Jorge Rafael Videla, Cecilia Rueda, una giornalista argentina, “scompare” dopo avere pubblicato un articolo che denunciava la scomparsa di alcuni giovani, avvenuta durante la notte delle matite spezzate. Il marito Carlos, direttore di un teatro per bambini, si mette alla sua ricerca, dapprima recandosi alla ESMA, la scuola allievi ufficiali della marina, usato come centro di detenzione clandestina durante la guerra sporca, e successivamente affiggendo manifesti con la foto della moglie, chiedendo anche informazioni alle persone per strada.
Carlos, nel corso della sua disperata ricerca, scopre di avere delle doti da “sensitivo” che gli permettono in qualche modo di restare in contatto con la moglie e di “vedere” dove si trova e a quali torture, fisiche e sessuali, sia sottoposta.
Quando per un ennesimo tentativo di vendetta nei confronti di Cecilia le rapiscono anche la figlia tredicenne Teresa (che subirà le medesime torture della madre), Carlos assiste impotente alla sorte delle donne.
Fino alla morte di Teresa e alla scomparsa di Cecilia.
Sarà soltanto dopo molti anni che Carlos riuscirà finalmente a ritrovare sua moglie.

Imagining Argentina non sarà un capolavoro del genere.
Ma è sicuramente un film che aiuta a riflettere.
Perchè, andando oltre al potere da sensitivo di Carlos/Banderas, ci porta alla dolorosa scoperta dei fatti avvenuti negli anni ’70 in Argentina.
In tutta la pellicola si respira un senso di oppressione, anche grazie alla fotografia cupa.
Le prove recitative di Banderas, ma anche della Thompson (per quanto, in quest’ultimo caso, ridotta a scene di pura violenza) sono sufficientemente drammatiche e in qualche modo accrescono il clima violento dell’epoca.

In conclusione:
sarà anche un film per non addetti ai lavori, e per gente dal cuore tenero.
Ma mi ha permesso di avvicinarmi (e quindi aver voglia di approfondire) le vicende dei desaparecidos.
E se un’opera (cinematografica o letteraria che sia) ti spinge ad informarti, allora per me vale e deve essere condivisa.

40enne, mamma di una ex Vitellina, moglie di un cuoco provetto. Le mie passioni: lettura e scrittura. E ZeBuk. Fresca Expat in quel di Londra, vago come un bambino in un negozio di giocattoli nei mercatini di libri usati. Forse è questo il Paradiso!

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