I film di ZeBuk: Sotto Accusa

Sotto Accusa. Gli uomini che la violentarono.
Sotto Accusa. Coloro che li incitarono.
Sotto Accusa.
La donna per averli provocati.

(Sotto AccusaUn film di Jonathan Kaplan. Con Jodie Foster, Kelly McGillis, Carmen Argenziano, Leo Rossi, Steve Antin. Titolo originale The Accused. Drammatico, durata 110 min. – USA 1988. – VM 18).

Sarah Tobias, cameriera in un bar con una pessima reputazione, una sera viene violentata nel locale da tre ragazzi, tra l’incitamento generale degli avventori. Il procuratore Kathryn Murphy si occupa del caso, e accetta un patteggiamento per lesioni colpose (escludendo così lo stupro) per i tre aggressori. Spinta dalla vittima però, con la quale instaura pian piano un rapporto di solidarietà, si rende conto di aver condotto superficialmente il caso e decide di portare in tribunale anche tutti gli uomini che hanno istigato i tre alla violenza. La causa viene vinta e oltre a far mandare in prigione gli istigatori, ottiene il risultato di far aumentare la pena da scontare ai tre stupratori e la modifica dell’imputazione da lesioni colpose a violenza sessuale.

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Quando ho pensato a quali pellicole avrebbero potuto accompagnare il tema di questo mese, una delle mie prime scelte è caduta proprio su questo film.
Perchè racconta, in modo crudo e senza troppi giri di parole una verità aberrante e, forse proprio per il fatto di essere così tristemente attuale, insostenibile:

La donna, quando è vittima di uno stupro, continua a subire anche dopo la violenza fisica.

La sua vita viene setacciata al microscopio.
Perchè, si sa, se una si fa violentare, in fondo in fondo deve essere una poco di buono.
Le vengono fatti rivivere all’infinito i terribili momenti vissuti.
Quando magari lei vorrebbe solo essere in grado di dimenticarli.
Viene messa alla gogna, esposta a pubblico giudizio.
E, oltretutto, deve assistere alla difesa ad oltranza del suo aggressore.
Perchè i di lui vicini di casa si sbracciano per poter dire che

Non ci credo, lui è una così brava persona.

Sono tutti brave persone, DOPO.
Chissà come mai.

E l’accusa peggiore, dopo lo stupro è:

Sicuramente lei lo ha provocato.

E’ questa la cosa terribile:

La vittima NON viene creduta (o, quantomeno, la sua parola viene messa in dubbio).

E fa infuriare la constatazione che, ancora oggi, in un mondo che si professa tecnologico, al passo coi tempi, dove regna la parità di diritti, questa parità si sgretoli in questi casi.
Perchè in fondo, l’uomo è virile e in qualche modo è normale che se lo provochi lui poi si sente in dovere di rispondere.

Non è un discorso campato in aria il mio: è sufficiente sfogliare un quotidiano di qualche giorno fa.
L’ennesimo stupratore, che ha lasciato in fin di vita la sua vittima, viene scarcerato.

Quanto vale la vita di una donna?
Quale confine si deve superare per essere credute?

Tornando al film, è un pugno allo stomaco.
Memorabile (e di difficile visione, almeno, senza una continua interruzione) la lunghissima scena dello stupro.
Dolorosa e insostenibile: una porta aperta sull’inferno.

Incredibile prova interpretativa di Jodie Foster, che con uno sguardo è stata in grado di esprimere più di mille parole.

Uno dei punti chiave di Sotto accusa è proprio quello che Sarah, la vittima, NON è una brava ragazza.
O, meglio:
E’ una che ha voglia di divertirsi.
E che spesso ha atteggiamenti un po’, come dire, “facili”.

Ma il concetto è uno soltanto:

Se una donna dice NO, è un NO e basta.

E questo dovrebbe essere preso in considerazione molto prima di andare a vedere il background di una vittima.
Perchè prima di tutto questo è:

Una VITTIMA.

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