La casa del professore, Willa Cather

Seduto nel suo studio, molto tempo dopo, St. Peter si diceva che quegli anni, prima dei successi di Outland, erano stati davvero i migliori. Gli piaceva ricordare il delizioso terzetto intorno all’amaca appesa ai tigli nel giardino, oppure seduto nel vano della finestra, o davanti al camino della sala da pranzo. Che bei tempi, quelli, nella vecchia casa: feste di famiglia, ricevimenti, bambine che piroettavano su e giù, Augusta che andava e veniva, gli abiti vivaci appesi nel suo studio la notte, regali di Natale e segreti e risa soffocate sulle scale. Quando un uomo ha in casa dei figli adorabili, freschi e radiosi, pieni di bei sogni e di slanci generosi, perché diamine non può tenerseli? Non c’è dunque altro da fare che comportarsi come Medea?

La recensione di La casa del professore di Willa Cather

Godfrey St. Peter ha 52 anni, una bella moglie, Lillian, due figlie ormai sposate.
Insegna Storia nel college di Hamilton, la città vicino al lago Michigan dove vive.
È estate e finalmente il trasloco nella nuova casa è concluso.
Tutti ne sono felici tranne il professore che persiste nel continuare a pagare l’affitto della vecchia casa per poter usufruire dello studio in soffitta, unico luogo, a quanto dice egli stesso, dove possa lavorare e finire di scrivere il suo saggio.

Durante questa estate, lunga, calda e solitaria, St Peter decide di sistemare il diario del suo più promettente allievo quell’Outland che arrivò ad Hamilton dal Messico, si laureò, brevettò un gas e partì per combattere nella Prima Guerra Mondiale senza fare più ritorno.
Quell’Outland che per il professore era come e più d’un figlio, la rappresentazione del soffio della giovinezza e dell’ardore di quell’età, la passione e l’avventura.

La mia opinione su La casa del professore di Willa Cather

Ho scoperto questo libro e questa scrittrice per caso. Non l’avevo mai sentita nominare. Devo dire che ora conosco una grande scrittrice. Uno stile nitido, una scrittura lineare, belli i dialoghi e le introspezioni. In poche pagine la Cather riesce a delineare i tormenti dell’animo di questo uomo che si trova a riflettere sul suo passato e su ciò che egli stesso è diventato nel corso degli anni e a scoprire che il St. Peter professore e padre di famiglia non ha nulla o quasi in comune col giovane che visitava Parigi e aveva fame di mondo e novità e passioni.

Una storia di un’eleganza d’altri tempi, scritta in modo perfetto e senza sbavature. Bellissima la parte centrale dove si racconta di Outland e della sua scoperta, in Messico, di un’antica città sorta su una mesa inesplorata.

Una lettura consigliata a chi ama i bei romanzi, le storie sempre attuali che fanno riflettere perché descrivono i tormenti dell’animo dell’uomo moderno colto nella sua fragilità e nei suoi compromessi. Leggetelo e scoprite anche voi Willa Cather e la sua scrittura piena di grazia.
Buona lettura.

La casa del professore
Willa Cather
Neri Pozza, 2009, p. 207, €. 15,00

SIBY
Francesca, 49 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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