Peter Pan nei giardini di Kensington, James Matthew Barrie

Oh, la sua vita è ben gaia. Ma ha ancora un vago ricordo d’esser stato una volta un essere umano, e questo lo fa essere particolarmente gentile verso le rondini quando visitano l’isola, perché le rondini sono le anime dei piccoli bambini morti. Esse fanno sempre il nido sotto le grondaie delle case dove hanno vissuto creature umane, e qualche volta tentano di volare dentro le camere dei bambini, e forse è per questo che Peter le ama più degli altri uccelli.

La recensione di Peter Pan nei giardini di Kensington di James Matthew Barrie

 

Pubblicato per la prima volta nel 1906 questo è il libro in cui si fa la conoscenza di Peter Pan, il bambino che non vuole crescere. Ma dimenticate Capitan Uncino, l’Isola che non c’è e Wendy. In questa storia non ci sono. Qui Peter vive nei giardini di Kensington e si occupa delle creature reali e fatate che popolano il parco e dei bambini sperduti e dimenticati dalle mamme e dalle balie.

Questo Peter è un bambino piccolo, di sette giorni per l’esattezza, che volando scappa di notte dalla sua culla, cosa normalissima visto che i bambini prima di nascere sono uccelli, e ritorna nei giardini di Kensington dove viene accolto dal saggio corvo Salomone. Inizia così la sua vita di mezzo e mezzo perché se per metà è un essere umano per l’altra metà fa parte del mondo degli uccelli. Un Peter Pan che si muove di notte, vive nell’isola in mezzo alla Serpentina, suona il flauto alle feste delle fate e usa un nido di tordi come barca.

Egli non sa cosa sia l’amore di una madre perché per primo l’ha rifiutato; è tornato  nella sua casa per rivedere la sua mamma e rimanere lì con lei ma allo stesso tempo pensava che  abbandonare i giardini senza aver prima salutato tutti fosse scortese e così è ritornato alla sua isola.

La mia opinione su Peter Pan nei giardini di Kensington di James Matthew Barrie

L’immagine di Peter Pan che emerge da questa lettura è ben lontana dal ragazzino Disney che tutti abbiamo imparato ad amare. In questa favola crepuscolare il protagonista è qualcosa di controverso e irraggiungibile, etereo e carnale, vero e irreale, buono e cattivo. È tutto e il suo opposto ed è circondato da un’aurea di cristallina purezza in tutto ciò che fa. Una storia triste e angosciante, di grande solitudine, perché Peter più di ogni cosa è invidioso della vita vera che spia tutti i giorni a Kensington ma allo stesso tempo non riesce a immaginarsi ragazzo normale e forse ormai è troppo tardi per tornare indietro, comincia a dimenticare le cose del mondo reale, le sue parole e i gesti, e vive questa costante dicotomia tra rimorso per la vita a cui ha detto addio e gioia incontenibile per il fatato mondo dei giardini.

Una favola terribile dove Peter, custode dei giardini e dei bambini che in essi si perdono alla chiusura dei cancelli, è la tragica metafora di ciò a cui si è chiamati a rinunciare per le proprie scelte: per sempre felici ma per sempre soli.

Una nota a parte meritano le bellissime illustrazioni di Arthur Rackam che magnificamente ritraggono il mondo fatato e magico dei giardini di Kensington e i suoi notturni abitanti.

Buona lettura.

 

Peter Pan
James M. Barrie
Giunti junior, 2004, p. 126, €. 14,50
Disponibile anche in ebook a € 9,99
Età di  lettura    da 9 anni

SIBY
Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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