Olivia, Paola Calvetti

Mi riecheggiava la voce della nonna che diceva “quando hai paura e non c’è nessuno a cui chiedere consiglio, allora siediti, fai un lungo respiro e parla con lei. Dille “Paura chi sei, come ti chiami perché sei qui.” Prendila delicatamente sul palmo della mano, scava una buca nel terreno e mettila lì sotto.

La recensione di Olivia di Paola Calvetti

Alla vigilia di Natale Olivia viene licenziata. Senza tanti complimenti. Senza nemmeno un grazie. L’agenzia pubblicitaria non ha più bisogno di lei. Olivia raccoglie le sue poche cose in uno scatolone ed esce dall’edifico. La neve viene giù copiosa, fa freddo. La ragazza è disorientata, stanca, sola, e invece di andare dritta a casa si ferma nel primo bar che le capita a tiro. E là, seduta ad un tavolino sul soppalco, tra una cioccolata calda ed un caffè, ripensa alla sua vita e piano piano trova il coraggio di affrontare ciò che le è successo. Intanto si alternano le vicende di Diego, ragazzo che abita nella stessa città di Olivia, la cui vita ha sfiorato molte volte quella della ragazza.

La mia opinione su Olivia di Paola Calvetti

La presentazione di questo libro faceva ben sperare, devo ammetterlo. Olivia sembrava simpatica, lei e le sue liste di cose da fare per andare avanti. Lei e le sue Polaroid su cui fermare il momento. Lei e la sua voglia romantica e irrefrenabile di credere al destino e alle coincidenze, a quella serendipità che ci trascina inesorabilmente gli uni verso gli altri. 

Invece ho trovato il libro noioso. La storia è carina ma manca di quel mordente che la renda viva e che faccia desiderare al lettore di andare avidamente avanti. La vicenda è tutta una riflessione sulla vita di Olivia: i genitori, il lavoro, i vaghi amorazzi senza importanza; le pagine migliori sono quelle dedicate alla nonna con cui aveva un rapporto speciale e che le ha fatto un po’ da madre.

E poi ci sono i capitoli dedicati a Guido. Olivia e il ragazzo si incontreranno alla fine della storia ma non è che i capitoli dedicati al ragazzo siano utili ai fini dell’incontro. Anzi, li ho trovati stancanti e dispersivi. Due persone abitano nella stessa città e capitano negli stessi posti, nello stesso momento. Cosa vuole dirci la scrittrice? Che quando incontreremo la nostra anima gemella la riconosceremo perché l’abbiamo già sfiorata molte volte? Una bella immagine ma argomentata poco.

Lo stile mi è sembrato piatto e monocorde. Ci sono alcuni spunti e riflessioni interessanti però rimangono poco incisivi. Insomma forse scritto in un altro modo questo poteva diventare un libro di quelli da usare come I Ching. Uno di quei libri che leggi e sorridi e rileggi e tieni vicino al comodino per tirarti su nei momenti negativi.

La presentazione del libro, la pubblicità in rete, la pagina su facebook, la copertina ammiccante, il richiamo ad Amelie Poulain, sognante e romantica, hanno creato grandi aspettative.

A me non è piaciuto purtroppo, forse perché io detesto con tutto il cuore Amelie Poulain.

Kafka scrive: I think we ought to read only the kind of books that wound and stab us. If the book we are reading doesn’t wake us up with a blow on the head, what are we reading it for?we need the books that affect us like a disaster, that grieve us deeply, like the death of someone we loved more than ourselves, like being banished into forests far from everyone, like a suicide. A book must be the axe for the frozen sea inside us.

Alla fine di Olivia il mio mare ghiacciato è ancora intatto, purtroppo.

Mi aspettavo di più, molto di più. L’unica cosa interessante è la poesia finale che, nel suo smaccato romanticismo e pura semplicità, spiega meglio di tutte le parole stampate sul libro il destino e la gioia dell’amore.
Buona lettura.
 

Olivia. Ovvero la lista dei sogni possibili
Paola Calvetti
Mondadori, 2012, p. 181, €. 17,00
Disponibile anche in ebook a € 9,99

SIBY
Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

6 COMMENTS

  1. Io ho apprezzato lo stile di scrittura scorrevole e lineare ma della storia non mi è rimasto nulla. Mi ci è voluto un mese per finirlo ma che fatica….

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