Uscite del 25/10

Per tutti

* Collezione di primavera * di Gyorgy Spiró (Ed. Guanda, trad. di Bruno Ventavoli, pp. 300, euro 18.00). La tempesta della Rivoluzione del 1956 sembra essere passata senza troppi danni per Gyula Fátray e la moglie Kati, una coppia di ebrei sopravvissuti alle persecuzioni naziste. Lui, ingegnere in una fabbrica di Budapest, ha trascorso i giorni della rivolta e della repressione sovietica in ospedale per i postumi di un’operazione; lei, funzionaria del fondo per le belle arti, è rimasta chiusa in casa. E così, mentre tutt’intorno a loro chi è restato fedele al regime scatena la vendetta contro anticomunisti e riformatori, Gyula torna al lavoro sperando in una promozione e in una carriera nel partito, e Kati si getta anima e corpo nell’organizzazione di una grande mostra, la sua “Collezione di primavera”. Basta però un oscuro articolo di giornale, in cui il nome di Gyula è inserito in un elenco di cospiratori al soldo delle potenze straniere, per farlo precipitare in un incubo kafkiano. Gyula viene bandito dalla mensa aziendale, sottoposto a un processo interno in cui i colleghi lo accusano di crimini inesistenti e infine cacciato dalla fabbrica. Perfino amici e parenti gli voltano le spalle. Comincia per lui una caccia disperata e surreale a un documento che certifichi la sua effettiva permanenza in ospedale nei giorni della rivolta. Ma in un mondo dominato dalla paura anche dimostrare una verità ovvia diventa un’impresa sovrumana.

Per gli appassionati del genere “Cultura”

* Skagboys * di Irvine Welsh (Ed. Guanda, trad. di Massimo Bocchiola, pp. 630, euro 20,00). “Per me è stato amore al primo buco, matrimonio alla prima fumata. Esatto, io amo la mia ero. La vita dovrebbe essere come quando sei strafatta”. È questa la filosofia degli skagboys, i tossici scozzesi resi famosi da “Trainspotting”. In questo libro Irvine Welsh racconta l’antefatto, il momento in cui Mark Renton, Sick Boy, Spud e i loro “soci” scivolano inesorabilmente nel baratro dell’eroina. Fra scene di devastante crudezza e depravazione, episodi grotteschi e squarci di inaspettata poesia e tenerezza, ogni personaggio emerge dalla pagina con tutta la propria violenza verbale, la propria rabbia e brutale autenticità, raccontando in prima persona e senza compromessi una decadenza fisica e morale irrimediabile. Disillusi e privi di ogni stimolo, i personaggi di Welsh si gettano alle spalle lavoro, amore, famiglia, persino la passione calcistica, opponendo a tutto questo una parabola solipsistica e autodistruttiva. È il trionfo della vita ai margini nel suo splendore epico e negativo, dove il protagonista assoluto è il linguaggio esuberante, eccentrico, imprevedibile.

Per gli appassionati del genere “Thriller, Horror, Noir”

* Un castello di inganni * di Elisabeth George (Ed. Longanesi, trad. di Maria Cristina Pietri, pp. 594, euro 18,80). “Alla fine, tutto sembra ricondursi al denaro”, riflette lapidario Thomas Lynley di fronte all’indagine che lo ha portato in Cumbria, un incarico strettamente confidenziale affidatogli da Sir David Hillier. A chiamare in causa Scotland Yard è Bernard Fairclough, baronetto di recente nomina e ricco industriale, convinto che la morte per annegamento di suo nipote Ian, archiviata dal coroner come accidentale, sia stata in realtà un omicidio. Affiancato da Deborah e Simon St. James, che lo seguono in incognito, Lynley si ritrova a frugare tra gli scheletri nell’armadio di molte “rispettabili” persone, costretto a mettere in discussione persino gli affetti più cari. E le sorprese non mancano negli armadi di casa Fairclough, o piuttosto nelle complicate relazioni che ruotano attorno alle ricche casse della famiglia: una figlia finta invalida che conduce un’esistenza parassita a spese del padre; un figliol prodigo uscito dal tunnel della dipendenza da alcol e stupefacenti che si affanna per rientrare nelle grazie del genitore, un ragazzino affetto da turbe psichiche, qualche ex moglie inviperita e non pochi amanti inopportuni. Uno scomodo ginepraio su cui si è concentrata l’attenzione del giovane reporter di un famigerato quotidiano scandalistico, da tempo impegnato a indagare sulla nuova vita del rampollo di casa Fairclough.

Per gli appassionati del genere “Avventura”

* L’oro dell’imperatore * di Robert Wilton (Ed. Longanesi, trad. di Paola Merla, pp. 444, euro 18,80). Un uomo viene trascinato dalla corrente sulla spiaggia di un villaggio di pescatori affacciato sulla Manica. È l’unico sopravvissuto a un naufragio avvenuto in circostanze misteriose e la sua vita è appesa a un filo. Ma l’uomo, Tom Roscarrock, ha anche una missione da compiere. È il 1805 e Napoleone ha sottomesso l’Europa. Non gli rimane che sferrare l’attacco finale per conquistare il canale della Manica: soltanto l’Inghilterra infatti gli resiste ancora grazie alla propria flotta. Nel paese, però, la miccia della ribellione è accesa: il popolo di Sua Maestà è attratto dagli ideali della rivoluzione francese, e l’Irlanda è sull’orlo della rivolta. In questo scenario incandescente Tom Roscarrock, rimasto senza più legami né radici, è l’uomo ideale per diventare il primo agente segreto della storia britannica. Entrato nell’Organizzazione generale di indagine e di controllo, un organismo del governo inglese che opera nell’ombra, riceve l’incarico di rintracciare due pericolosi rivoltosi e, soprattutto, di indagare su una enigmatica flotta pronta a intervenire al fianco dei francesi. Catapultato in un pericoloso intreccio di intrighi politici, Roscarrock si ritrova a seguire le tracce del suo stesso passato, trasformando una battaglia tra imperi in una guerra privata in nome della vendetta.

Per gli appassionati dei generi “Avventura” e “Montagna”

* Le grandi pareti Nord * di Rainer Rettner (Ed. Corbaccio, trad. di Valeria Montagna, pp. 256, euro 19,90). Negli anni Trenta del Novecento erano considerate i tre grandi problemi insoluti delle Alpi: le pareti Nord di Cervino, Grandes Jorasses e Eiger. E a causa delle vicende spesso drammatiche legate alla storia della loro “conquista” hanno mantenuto fino a oggi un fascino e un interesse che va ben oltre la cerchia degli specialisti. Sono diventate il simbolo di un periodo di rapidi cambiamenti e innovazioni nella storia dell’alpinismo e, al tempo stesso, hanno contribuito ad avviare un’accesa discussione sul significato dell’arrampicata nelle sue forme più estreme. Questo volume racconta un capitolo particolarmente drammatico e affascinante della storia dell’arrampicata. Attraverso testimonianze, documenti, schede biografiche dei maggiori alpiniste e soprattutto splendide foto d’epoca, “Le grandi pareti Nord”, riesce a restituire l’emozione di uno dei periodi più epici della storia dell’alpinismo.

Per gli appassionati del genere “Letteratura al femminile”

* La seconda vita di Mrs Kincaid * di Catherine Robertson (Ed. Corbaccio, trad. di Olivia Crosio, pp. 336, euro 14,00). Nessuno sa cosa sia il lieto fine più della romanziera Darrell Kincaid. Ne ha scritti ben otto per i suoi appassionati lettori. Ma, ora, col libro numero nove, si è incagliata: nel momento di rivelare il definitivo colpo di scena ha avuto una rivelazione. Non è la fine quella che conta, ma quello che viene dopo. Darrell si rende conto che con la morte di Tom non ha perso soltanto il compagno, ma anche il suo “e vissero per sempre felici e contenti”. La vita che si aspettava di vivere è svanita in un attimo. Darrell si trova di fronte a una scelta: può “far finta di niente” e vivere una vita “a metà”, oppure può trasferirsi altrove e ricominciare tutto daccapo. Opta per Londra, la metropoli meno romantica al mondo (così non può rimanere delusa) e, piena di coraggio, si butta alla ricerca della seconda chance che la vita le deve.

* Contratto indecente * di Jennifer Probst (Ed. Corbaccio, trad. di Elisabetta De Medio, pp. 288, euro 13,90). Un contratto matrimoniale. Per salvare la villa di famiglia, l’impulsiva Alexa Maria McKenzie, ventisettenne proprietaria di una piccola libreria, sarebbe disposta addirittura a far bere un filtro d’amore a un rospo, possibilmente ricchissimo. Ma mai avrebbe immaginato di incappare nel fratello maggiore della sua migliore amica, uno degli uomini più ricchi, potenti e appetibili di cui parlano le cronache mondane e di cui, da teenager, Alexa si era perdutamente innamorata senza speranza alcuna. Il miliardario Nicholas Ryan da parte sua non crede per nulla nel matrimonio, ma per ereditare l’azienda dai suoi che lui stesso ha convertito in un business di successo nell’ambito delle nuove tecnologie, è costretto da un patto di famiglia a trovare una moglie. E in fretta. Così, quando scopre che quella scocciatrice della migliore amica d’infanzia di sua sorella è in ristrettezze economiche, le offre un contratto di un anno: matrimonio, nessun coinvolgimento emotivo, proibito innamorarsi. Ma almeno il sesso, no quello non è proibito. E come Alexa scopre che Nicholas supera ogni suo ricordo di ragazzina, Nicholas andrà ben oltre l’immagine che aveva di lei e dovrà venire a patti con le sue stesse convinzioni.

Per gli appassionati dei generi “Thriller, Horror, Noir” e “Fantascienza e Fantasy”

* Il Cerchio * di Mats Strandberg e Sara Bergmark Elfgren (Ed. Salani, trad. di Alessandro Storti, pp. 558, euro 16,80). Engelsfors. Una piccola città industriale in miseria, circondata da boschi impenetrabili dove le persone si perdono e scompaiono. Sei ragazze hanno appena iniziato il triennio superiore. Non hanno nulla in comune. È da poco cominciato l’autunno quando uno studente viene trovato morto in uno dei bagni della scuola. Tutti sospettano il suicidio. Tutti tranne loro. Una notte, mentre una strana luna rossa illumina il cielo, le ragazze si incontrano nel parco, attratte da una forza misteriosa. Non sanno come o perché, ma hanno bisogno l’una dell’altra per sopravvivere. Il tempo sta scadendo. Qualcosa sta dando loro la caccia, e andare a scuola è diventata una questione di vita o di morte. La magia si fonde con l’horror in un romanzo originale e seducente.

Per gli appassionati del genere “Guerra”

* La battaglia di Stalingrado * di Alfio Caruso (Ed. Longanesi, pp. 160, euro 11,60). Stalingrado (l’odierna Volgograd) fu teatro della più lunga e sanguinosa battaglia della Seconda guerra mondiale, uno scontro che durò dall’estate del 1942 all’inverno del 1943. Il 22 novembre, per quasi trecentomila uomini della Wehrmacht e dei suoi alleati, chiusi in una sacca dalle armate sovietiche, iniziò un tragico conto alla rovescia. Il freddo, la fame, la sete, le malattie uccisero più tedeschi degli attacchi russi. La città divenne un incubo, un cumulo di macerie, un inferno: ogni ferita era a rischio d’infezione, la sopravvivenza una sfida quotidiana. Il 2 febbraio del 1943, contravvenendo all’ordine del Führer di resistere a ogni costo, si arresero in centoventimila: di questi soltanto seimila tornarono a casa dopo una lunga detenzione, durata per alcuni tredici anni. Dopo oltre cinque mesi di battaglie, il mattatoio contava più di un milione e mezzo tra morti e feriti, dall’una e l’altra parte. Dei settantasette soldati italiani che avevano partecipato all’assedio se ne salvarono soltanto due. Con la sconfitta di Hitler e dei suoi eserciti nella battaglia di Stalingrado, ebbe finalmente inizio il cruento tracollo del Terzo Reich.

Per gli appassionati del genere “Attualità”

* La dittatura delle abitudini * di Charles Duhigg (Ed. Corbaccio, trad. di Marco Sartori, pp. 436, euro 18,80). Come ha fatto un generale americano in Iraq a sedare dei tumulti di piazza con l’aiuto del fast food? Come è riuscito Michael Phelps a ottenere i suoi record mondiali di nuoto con gli occhialini pieni d’acqua? Come è possibile che i pubblicitari riescano a identificare e catalogare le donne incinte prima ancora che lo vengano a sapere i loro mariti? La risposta è una sola: attraverso le abitudini. La maggior parte delle scelte che compiamo ogni giorno non sono frutto di riflessioni consapevoli bensì di abitudini. E benché, singolarmente prese, non abbiano grande significato, nel loro complesso le abitudini influenzano enormemente la nostra salute, il nostro lavoro, la nostra situazione economica e la nostra felicità. Da secoli gli uomini studiano le abitudini, ma è soltanto negli ultimi anni che neurologi, psicologi, sociologi ed esperti di marketing hanno realmente incominciato a capire in che modo funzionano e, soprattutto, come possono cambiare. Le abitudini, infatti, non sono un destino ineluttabile: è possibile imparare a trasformarle per migliorare la nostra professione, la collettività in cui viviamo, la nostra vita.

Per gli appassionati del genere “Graphic Novel”

* Sarà una bella società. Viaggio ai confini dell’utopia * di Elfo (Ed. Garzanti, pp. 134, euro 25,00). Attraverso 121 tavole emozionanti, istruttive e sorprendenti, Elfo ci guida in una delle avventure più appassionanti dell’umanità: il viaggio infinito verso il Paese di Utopia, la società perfetta, il paese della felicità. Da sempre sogniamo un mondo perfetto. A volte lo proiettiamo nel passato, come il Giardino dell’Eden. A volte lo immaginiamo nel futuro, o in qualche luogo lontano. Altre volte proviamo addirittura a realizzarlo. A inventare questi sogni sono stati spesso profeti, filosofi, scrittori, ma anche gente comune, sospinta da un ideale e dal desiderio di metterlo in pratica. Silenziosi e intrepidi, Sancho Panza e Don Chisciotte, i due eroi che Elfo ha scelto come guide, ci fanno visitare le terre promesse da Rabelais, Fourier, Sade, Marx, Lafargue e Abbott. Ma incontriamo anche la Torre di Babele e il paese di Cuccagna, e poi diverse isole: quella immaginata da Tommaso Moro, quella di Robinson Crusoe, quelle governate dai pirati e l’Isola delle Rose costruita in mezzo all’Adriatico.

Per gli amanti dei piaceri della vita

* Il taccuino del naturalista * di Richard Mabey (Ed. Ponte alle Grazie, trad. di Monica Bottini, pp. 80, euro 11,00). I nostri sensi sono uno strumento privilegiato di conoscenza e di comunicazione con la natura, da cui nemmeno lo scienziato può prescindere. Ne è pienamente convinto il famoso botanico inglese Richard Mabey, tanto da dedicare a ognuno di essi un saggio di questa sua raccolta. Riuscendo nell’ardua impresa di coniugare la visione romantica della natura con la scrupolosità dell’osservatore scientifico, Mabey ci guida in un viaggio alla scoperta del mondo naturale in cui siamo immersi, per un godimento sensoriale e intellettuale a tutti gli effetti.

* Il nuovo bon ton a tavola * di Roberta Schira (Ed. Salani, pp. 200, euro 13,50). Qual è il numero ideale di ospiti per la buona riuscita di una cena? Si portano i fiori alla padrona di casa? Dove si fa sedere l’ospite di riguardo? Lei giocherella con la forchetta: che cosa vorrà dirmi? Lui valuta per mezz’ora la lista dei vini: esperto o ossessivo-compulsivo? Questo manuale spiega in modo ironico e divertente il galateo del terzo millennio. Utile per ripassare (o scoprire per la prima volta) le regole del perfetto invitato e dell’ottimo padrone di casa, in più svela come conoscere davvero una persona decodificando il suo linguaggio corporeo durante una cena.

Fonte : infinitestorie.it

Mamma, lavoratrice full time, 45 anni, una figlia di 14 e la passione per la lettura ...

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