Giorno 25: La favola di Natale di Caterina Falchi

E cosa c’è di meglio, nel giorno di Natale, che regalarvi qualcosa di nuovo, fresco e divertente?

Lo Staff di ZeBuk vuole augurare a tutti voi un Sereno Natale e uno splendido Anno Nuovo.

E lo fa con il prezioso, preziosissimo aiuto della cara amica Caterina Falchi.
Che di scrivere favole per bambini non si stancherebbe mai.
Noi che lo sappiamo le abbiamo chiesto se le andava di farci una sorpresina.
E lei ha accettato.
E ha fatto in modo che la sua favola fosse in qualche modo “letteraria”.
Ma gustiamocela insieme…e ancora Tanti Auguri!!

La favola di Caterina.

C’era una volta (sì perché se non si inizia così che favola è?)  in un paese lontano un delizioso e simpatico ago di pino.
Ehm… un ago di pino? Sì sì proprio lui. Uno di quegli aghetti verdi verdi che se ne stanno tutto l’anno ben attaccati ai rami degli abeti.
Era un ago di pino speciale. Bellissimo, tutto smilzo smilzo di un bel verde acceso e lucido lucido.
Come vi dicevo, Lancillotto (questo il nome del nostro aghetto) se ne stava tutto l’anno ben attaccato al ramo dell’abete che cresceva in mezzo alla piazza del paese di Lattecaldo e  a dicembre veniva vestito a festa.


Veniva decorato con luci e palline colorate e sprigionava da tutti gli aghetti una festosa atmosfera natalizia.
Dal suo posto lassù Lancillotto osservava tutto quello che accadeva in paese.
Dicembre era un mese speciale.
Tutto acquistava un sapore  particolarmente dolce.
L’aria profumava di arancio, cannella, marzapane e vin brulè.
Alle finestre delle case comparivano le candele dell’Avvento e alle porte le ghirlande di vischio infiocchettate di rosso.
I  lampioni ai lati delle strade venivano lucidati a nuovo ed indossavano le loro luci più belle.


Più si avvicinava Natale e più l’atmosfera si faceva intensa.
Un bel giorno Lancillotto però notò una cosa che stonava in tutta questa serenità. Sotto di lui, vicino all’abete,  c’era un bambino tanto tanto triste.
Lancillotto si insospettì di tanta tristezza e si avvicinò al bambino che stava piangendo di nascosto.
Il bimbo era tanto triste perché in tutta quella frenesia pre natalizia i suoi genitori lo avevano lasciato solo, occupati com’erano ad acquistare regali e ad organizzare il pranzo di Natale con amici e parenti.
“Accipicchia” disse Lancillotto, “qua bisogna correre subito ai ripari!!”
Pensa che ti ripensa… ecco! Il lampo di genio!!!

“Sì! Farò come in Canto di Natale di Charles Dickens, sì lo scrittore inglese così famoso… ma sì dai, lo conoscete… quello di Mr. Scrooge no????
Ma avrò bisogno dell’aiuto di tutti i miei amici aghetti dell’abete e della magia del Natale!”.

Detto fatto!
Quando i genitori del bimbo andarono a dormire quella sera fecero dei sogni molto strani ed entrambi sognarono le stesse cose che al mattino si raccontarono reciprocamente.
Si rividero bambini, quando i loro genitori erano troppo occupati dal lavoro, dai preparativi e dall’acquisto dei regali per stare qualche pomeriggio in più con loro e si ricordarono di quanto avrebbero voluto stare di più con mamma e papà avendo meno regali che venivano dimenticati in un angolo nel giro di qualche giorno… poi improvvisamente nel sogno comparve il loro bimbo che li guardava con uno sguardo triste ed infelice.
Infine si videro stanchi e ormai in pensione ma soli, mentre il loro figlio ormai grande festeggiava il Natale in compagnia della sua nuova e numerosa famiglia.
“Che strano” pensarono, e rifletterono su quanto avevano sognato insieme, non poteva essere una mera coincidenza!

Ne parlarono fra di loro e si accorsero che forse si erano fatti prendere troppo dalla frenesia consumistica natalizia e avevano dato poco spazio agli affetti.
Decisero di lasciare tutto, di non comprare più regali per nessuno e di trascorrere tutte le giornate che mancavano al Natale con il loro bimbo che ebbe sì meno regali ma ebbe anche tanto tanto tempo da trascorrere con i suoi genitori che nessuno gli avrebbe mai potuto togliere.
Perché Natale non è avere tanti regali che si dimenticano ma è condivisione di affetti che lasciano nei nostri cuori dei ricordi indelebili.
E se poi riuscissimo a far sì che Natale non sia soltanto il 25 Dicembre, beh allora avremmo proprio fra le nostre mani la ricetta per la felicità.
Buon Natale a tutti!

Silbietta
40enne, mamma di una ex Vitellina, moglie di un cuoco provetto. Le mie passioni: lettura e scrittura. E ZeBuk. Fresca Expat in quel di Londra, vago come un bambino in un negozio di giocattoli nei mercatini di libri usati. Forse è questo il Paradiso!

1 COMMENT

  1. Natale tutti i giorni, sì: è davvero la ricetta della felicità, questa!
    Grazie Caterina! E un Natale (anzi, una Vita intera!) piena d’amore a tutti quanti! <3

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