Gran Canaria, A.J. Cronin

Era un po’ ubriaco, quando scese dal treno e s’avviò con Ismay verso l’ufficio dei bagagli; e ancora arcigno, sauro di quella causticità che da tre settimane, fosse ebro o lucido, spietatamente lo corrodeva come un acido. La banchina asfaltata gli ondeggiava sotto i piedi, e la gelida bruma mattutina riempiendo l’alta navata della stazione lo opprimeva come una nebbia spessa; non vedeva; camminava rigido come in sogno. Si fermò udendo le spiegazioni che Ismay forniva all’impiegato dei bagagli: “E’ un baule piatto da cabina. Spedito avant’ieri da Londra. Il nome è Leith.

La recensione di Gran Canaria, A.J. Cronin

Otto persone sul mercantile “Aureola” diretto verso le Canarie.

Otto persone diverse tra di loro, che instaurano rapporti complicati che li porteranno ad un dramma imprevedibile.

Ognuno degli 8 passeggeri ha una condizione sociale diversa.

C’è una Lady, giovane, bella e ricca che per motivi spirituali parte per una crociera per le Canarie con un’amica e un cavalier servente.

Poi c’è un reverendo americano con la sorella, un ex-pugile irlandese e filosofo, una donna dell’East End e un medico di Londra.

Un romanzo d’avventura, un genere che non leggo molto spesso, ma che non mi è dispiaciuto in questo caso.

Un classico avventuroso ed affascinante.

Gran Canaria
A.J. Cronin
Bompiani, 1999, p.306, € 7,75

Classe 1972, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri e della musica.

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